Gli affari del mare 16/ L’Orsa passa alle vie legali: denunciata la Liberty Lines

Gli affari del mare 16/ L’Orsa passa alle vie legali: denunciata la Liberty Lines
27 luglio 2018

Il sindacato si rivolge ai giudici di Trapani per denunciare una condotta antisindacale  della società di navigazione dei Morace, già al centro di una bufera giudiziaria per la cosiddetta “tangentopoli del mare”. Il tutto mentre il commissario giudiziale…

Non sono bastate le parole. Adesso, l’Orsa marittimi, passa alle vie legali. Lo fa affidandosi a uno studio legale molto noto, quello di Giorgio Fontana avvocato di Avellino e al collega Pietro Speziale, per un esposto dai contenuti di fuoco.

Destinatario il giudice del lavoro del Tribunale di Trapani. Contro la Liberty Lines, la compagnia di navigazione (ex Ustica Lines) al centro della bufera giudiziaria scatenata dall’inchiesta Mare Mostrum, quel “romanzo della corruzione” che coinvolge le lobby dei trasporti marittimi (Morace-Franza), politici di ogni schieramento, e funzionari regionali.

L’Orsa marittimi accusa la compagnia – oggi commissariata dal Tribunale di Palermo-di condotta antisindacale (articolo 28 Statuto dei lavoratori).. 

Una rimostranza che, prima di questa denuncia formale, aveva affidato a diversi comunicati stampa in cui lamentava il trattamento riservato ai dipendenti aderenti a questo sindacato.  Ma, evidentemente, la misura è colma.

Nella denuncia l’Orsa sottolinea di essere un organizzazione sindacale che ha al proprio attivo migliaia di iscritti in tutto il territorio nazionale.

“Con particolare riferimento al settore marittimo Orsa Marittimi è presente sul tutto il territorio nazionale ed è firmataria di contratti collettivi a livello aziendale in diverse realtà. In particolare, con riferimento alla società Liberty Lines la scrivente OS può contare su circa 100 iscritti che rappresentano circa il 30 % della forza lavoro dell’azienda”.

Nonostante ciò, il sindacato, si legge sempre nell’esposto, è stato escluso dal tavola delle trattative. Dopo una serie di incontri, svolti tra Gennaio e Aprile, alla presenza, tra gli altri, del responsabile delle Risorse umane della compagnia, Giuseppe Marceca, dai quali erano scaturiti una serie di accordi, la situazione precipita del tutto: la compagnia non ottempera a nessuno accordo sottoscritto, di fatto, disconoscendo il ruolo dell’Orsa marittimi.

Per i legali del sindacato, siamo dinnanzi ad una chiara condotta antisindacale che “viene in essere solo quando il comportamento dell’imprenditore ha carattere “plurioffensivo”, cioè è idoneo a ledere, oltre i diritti dei singoli lavoratori, quelli propri del sindacato, in modo tale da comprometterne la credibilità, l’immagine e, quindi, l’effettività della funzione e del ruolo”.

“Riguardo alla violazione degli accordi sindacali viene, infatti, in rilievo un impegno datoriale assunto nei diretti confronti dell’O.S. e, perciò, si comprende come, in queste ipotesi, la credibilità e l’immagine del sindacato vengono particolarmente in rilievo e sono particolarmente suscettibili di subire una lesione nel caso in cui il datore di lavoro decida di non ottemperare l’impegno assunto”.

Come mai tanto accanimento verso l’Orsa?

“Non potrà sfuggire al giudicante nella valutazione che l’Orsa viene avversata anche nella misura in cui ha rappresentato la prima sigla sindacale ad indire e porre in essere uno sciopero nella storia della scrivente società

* sebbene l’organizzazione sindacale fosse ampiamente rappresentata in azienda in nessun caso prima del 9 marzo 2018 è stata convocata al tavolo delle trattative

* gli unici incontri con la scrivente OS si sono svolti in occasione di procedure di raffreddamento prodromiche allo sciopero.

* Da ultimo, anche quando la scrivente OS ha sottoscritto accordi con l’azienda, questi non sono stati adempiuti e successivamente disconosciuti”.

Non solo. Scrivono i legali che “si giunge a sostenere che altre sigle sindacali, sulla cui effettiva rappresentatività in azienda si nutrono non poche perplessità, possano condizionare la scelta delle altre organizzazione con cui il datore di lavoro può intrattenere relazioni sindacali il tutto sovvertendo l’ordine dei rapporti per i quali un’altra organizzazione sindacale nulla può imporre alla controparte datoriale con chi avere trattative.

Alla luce delle superiori considerazioni si insiste perché venda dichiarata la natura antisindacale della condotta datoriale”.

I legali citano poi alcuni pronunciamenti della giurisprudenza sulle condotte antisindacali, sostenendo che siamo proprio dinnanzi a questa fattispecie e chiedendo, quindi, al giudice, di emettere i provvedimenti necessari per fare cessare tale condotta.

In attesa del pronunciamento del Tribunale di Trapani, vale la pena soffermarsi su alcune questioni.

La prima. Stiamo parlando di una società commissariata. C’è un commissario, Marco Montalbano, nominato dal Tribunale di Palermo “con compiti e poteri funzionali al perseguimento dell’obiettivo di assicurare una legalità organizzativa e gestionale”.

Come è possibile che si verifichino i fatti denunciati dall’Orsa in sua presenza?

La seconda questione che ne deriva è la seguente: come mai a gestire i rapporti con i sindacati c’è una persona indagata dalla magistratura?

Non ci riferiamo a Giuseppe Marceca (ex vicepresidente di Confindustria Trapani che ha patteggiato una condanna per favoreggiamento a Cosa Nostra) le cui vicende giudiziarie sono datate anche se ‘importanti’, ma a Nunzio Formica, accusato, nel contesto dell’attualissima inchiesta Mare Mostrum, la stessa che determinato il commisariamento, di essere l’uomo che acquistava i rolex, per conto dei Morace, da regalare qui e là.

Non è paradossale che il Tribunale di Palermo invii un suo uomo per garantire legalità mentre rimangono in posti chiave personaggi al centro dell’inchiesta?

Mah….

 

 

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