Un piatto di spaghetti di grano Perciasacchi per smentire Farinetti e la UE alla faccia del CETA!

Un piatto di spaghetti di grano Perciasacchi per smentire Farinetti e la UE alla faccia del CETA!
11 marzo 2018

Certe volte basta poco per smentire i luoghi comuni. Come il fatto che la pasta prodotta con il grano duro siciliano non terrebbe la cottura. Provate a mangiare un piatto di spaghetti integrali prodotti con il grano duro antico Perciasacchi. Sapore eccezionale. Vi raccontiamo come con un semplice piatto di questi spaghetti smentiamo le tesi di Oscar Farinetti e ‘sgamiamo’ il grande imbroglio della UE che ci propone il CETA… Una ricetta per voi

Un piatto di spaghetti ci può rivelare il grande imbroglio che si cela non soltanto dietro la pasta industriale che costa meno di un euro al kg, ma anche dietro la tanto celebrata Unione Europea dell’euro che ci propina un trattato internazionale con il Canada rovinoso: il CETA.

Direte: come può un semplice piatto di spaghetti rivelarci tutto questo? Intanto cominciamo col dire che il nostro piatto di spaghetti è particolare: si tratta di spaghetti prodotti con il grano duro antico Perciasacchi.

Il nome di questa varietà deriva dal fatto che le cariossidi sono appuntite e, spesso, bucavano i sacchi di juta con i quali si usava trasportare i cereali.

Con questo grano duro antico siciliano si produce una pasta eccezionale. Soprattutto se il grano in questione viene molito a pietra, nel rigoroso rispetto delle norme igieniche.

Parliamo di farina integrale: quindi pasta prodotta con farina integrale di grano duro antico Perciasacchi.

Perché questo piatto di spaghetti ci svela i citati raggiri?

Allora, cominciamo con il raggiro numero uno: la tenuta della pasta durante la cottura.

Tutti sappiamo – così ci hanno insegnato – che a conferire la tenuta della pasta durante la cottura è una sostanza proteica: il glutine. Tutto vero.

Da tanti, troppi anni ci propinano la seguente tesi: maggiore è la percentuale di glutine nella pasta, migliore è la qualità della stessa pasta.

Ebbene, questa tesi lascia il tempo che trova.

Il grano duro canadese viene presentato come migliore del grano duro del Sud Italia perché contiene un’alta percentuale di proteine.

Ora, a parte il fatto – tutt’altro che secondario – che il grano duro canadese, se maturato artificialmente, contiene il glifosato (COME POTETE LEGGE QUI) e che, se venuto a contatto con l’umidità – cosa che avviene spesso quando il grano viene trasportato con le navi – potrebbe contenere anche micotossine DON  (COME POTETE LEGGERE QUI), va detto che il glutine dei grani duri canadesi è molto tenace e crea problemi all’intestino.

Molto diverso il glutine dei grani duri antichi siciliani, che invece è molto meno tenace e non crea problemi all’intestino.

Siamo arrivati al punto vero della questione.

Da anni ci dicono che la pasta prodotta con il grano duro del Sud Italia – e quindi anche con il grano duro siciliano – tiene meno la cottura rispetto alla pasta prodotta con il grano duro canadese.

Oscar Farinetti – personaggio molto sopravvalutato – sostiene che il grano duro canadese è migliore di quello del Mezzogiorno d’Italia (COME POTETE LEGGERE QUI, e ANCHE QUI e pure QUI).

La realtà, però, è un po’ diversa da quello che ci racconta Farinetti. E il piatto di spaghetti prodotti con grano duro Perciasacchi ve lo dimostra.

Mettete a cuocere gli spaghetti integrali prodotti con grano duro Perciasacchi. Ebbene, vi accorgerete che questi spaghetti richiedono un tempo di cottura di oltre 10 minuti!

Sfatiamo, quindi, il primo falso mito: e cioè che la pasta prodotta con farina di grano duro meridionale – in questo caso siciliano, ovvero con la varietà Perciasacchi – non ‘scuoce’ dopo pochi minuti, anzi!

Se ne deduce che non sempre è vero che la tenuta della pasta durante la cottura viene assicurata da una percentuale di glutine del 13%, 14%, 15% o anche oltre.

Gli spaghetti prodotti con il grano duro Perciasacchi, che presentano una percentuale di glutine dell’11%, tengono benissimo la cottura e, anzi, bisogna stare attenti a non servirli troppo al dente!

Ma allora perché, da tanti anni, ci fanno la ‘testa tanta’ con il grano duro canadese e, in generale, con i grani duri esteri ricchi di glutine?

Semplice. Ci hanno fatto credere che questi grani duri ricchi di glutine servivano per produrre una pasta di ‘alta qualità’ in grado di tenere la cottura.

In realtà, i grani duri esteri ricchi di glutine non interessano i consumatori – che anzi possono reagire non bene al glutine tenace presente in tanti grani duri esteri – ma interessano l’industria della pasta: perché con i grani duri ricchi di glutine gli industriali impiegano molto meno tempo ad essiccare la pasta e, quindi, risparmiano una barca di soldi utilizzando meno energia elettrica!

Insomma, ci hanno fatto credere che la pasta ricca di glutine era la migliore al mondo, che teneva la cottura meglio della pasta con il grano duro del Sud Italia e bla bla bla.

Come abbiamo visto, gli spaghetti integrali prodotti con Perciasacchi tengono benissimo la cottura e sono di qualità superiore. E contengono un glutine che non fa male alla nostra salute (COME POTETE LEGGERE QUI).

Farinetti dice che l’Italia è un Paese piccolo, che non può soddisfare le esigenza dell’industria della pasta.

In parte lo dobbiamo smentire. Perché, negli ultimi anni, a causa dei prezzi bassi del grano duro prodotto nel Sud Italia – prezzi bassi causati da speculazioni – gli agricoltori del Sud Italia hanno abbandonato circa 600 mila ettari di seminativi! (COME POTETE LEGGERE QUI).

E a facilitare l’abbandono dei seminativi del Sud Italia è l’Unione Europea, con una politica agraria dannosa e contraria agli interessi dell’Italia in generale e del Sud in particolare (COME POTETE LEGGERE QUI).

Ecco a voi l’Unione Europea dell’euro – Unione Europea che, secondo il PD e Forza Italia non bisogna mettere in discussione -: da un lato paga gli agricoltori del Sud Italia per non fargli coltivare i seminativi, dall’altro ci propone, con il CETA, di far arrivare in Europa il grano duro del Canada coltivato nelle aree umide di questo Paese: grano duro che, come già accennato, presenta glifosato e micotossine DON!

Vedete come da un semplice piatto di spaghetti prodotti con grano duro antico Piercisacchi siamo riusciti a ‘sgamare’ una serie di luoghi comuni sul grano duro, sulla pasta e sugli imbrogli che ci propina l’Unione Europea.

A questo punto non vi resta che procurarvi un pacco di spaghetti integrali prodotti con grano duro Perciasacchi e… buon appetito!

Foto tratta da sorgentenatura.it

P.s.

E’ giusto, a questo punto, regalarvi una ricetta: spaghetti integrali Perciasacchi alla Carrettiera ‘corretti’ con i capperi di Pantelleria.

Ricetta per quattro persone.

Servono mezzo kg di spaghetti prodotti con grano duro antico Perciasacchi.

Ci vogliono almeno 30 spicchi d’aglio rosso di Nubia (se abbondate con 40 spicchi è anche meglio).

Togliete ad ogni spicchio ‘l’anima’ e tagliate lo stesso spicchio d’aglio in quattro pezzi. 

A parte avete preparato un generoso mazzetto di prezzemolo.

E un peperoncino fresco di quelli ‘tosti’.

E avete messo in acqua – non meno di due ore prima – 200 grammi di capperi di Pantelleria. 

E un pezzo di caciocavallo da 250 grammi appena grattuggiato.

E il sale (meglio se di salina di Paceco). 

(Avviso: il caciovacallo ragusano stagionato è salato: ciò significa che dovete salare meno la pasta e il condimento).   

Mettete a cuocere gli spaghetti.

A parte avete sistemato una padella molto grande inondata di olio d’oliva extra vergine (non fate i taccagni con l’olio extra vergine, perché si deve sentire).   

Qui le scuole di pensiero si dividono: bisogna utilizzare l’extra vergine corposo – tipo olio d’oliva extra vergine modello piana di Castelvetrano, per intendersi – o un extra vergine più leggero, dell’Etna o di Caltabellotta? 

Scegliete voi. Noi optiamo per un extra vergine di Biancolilla in purezza di Caltabellotta: è leggero e accompagna gli altri sapori.

La cottura è fondamentale: prima vanno soffritti i capperi (che avete asciugato almeno mezz’ora prima) a fuoco vivace per un minuto e poi l’aglio e il prezzemolo per un altro minuto, ovviamente aggiunti nell’olio insieme con i capperi: poi via libera alla mantecatura, ricordandovi di conservare un po’ di acqua di cottura per la stessa mantecatura (l’aglio deve rimanere bianco e croccante). 

Aggiungete una generosa manciata di caciovacallo ragusano semistagionato: 100 grammi per la mantecatura e 150 grammi da aggiungere a tavola sui piatti.

Vino: rosso siciliano, magari un bel Frappato.    

E ancora buon appetito!

Da leggere:

La UE applica il CETA/ Gli italiani non mangeranno pasta con grano canadese? Il Canada chiederà i danni!

Che fare per contrastare il CETA? Intanto cominciamo a non acquistare più la pasta industriale!

Pasta siciliana 8/ Mettiamo in pentola busiate, tagliatelle e spaghettoni integrali di Fontana Murata

 

 

 

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti