Grano al veleno, la politica tace. Martina e Cracolici troppo impegnati?

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Ormai è di dominio pubblico che ci rifilano prodotti avvelenati. Con la complicità delle industrie della pasta. Ma i due esponenti del PD che dovrebbero proteggere la nostra SALUTE e la nostra agricoltura sembrano caduti dalle nubi e in tutt’altre faccende affaccendati…

Ormai è di dominio pubblico: il grano importato che finisce sulle nostre tavole, sotto forma di pasta, di pane, di pizze, di dolci e di altri prodotti, contiene una quantità di veleni tale da rappresentare un grave pericolo per la salute di noi tutti.

Dal glifosato alle micotossine, c’è di tutto per spingere i consumatori ad una rivolta che, di fatto, a giudicare dalle centinaia di migliaia di lettori che registrano gli articoli su questi temi, con relativi commenti di indignazione o di ricerca di ulteriori informazioni, è già in corso.

Registriamo con piacere che a Pozzallo, in provincia di Ragusa – uno dei porti siciliani da dove il grano canadese ‘arricchito’ di glifosato e micotossine viene ‘sbarellato’ in Sicilia – ci sono tanti cittadini che si interrogano su cosa possono fare per impedire che questo grano duro canadese finisca sulle nostre tavole.

Insomma, quello che non hanno finora fatto il Governo nazionale e il Governo regionale lo vorrebbero fare i cittadini siciliani.

Argomenti che, per inciso, sono noti da tempo e che, per ovvie ragioni, sono stati relegati a poche riviste specializzate e al silenzio dei grandi media. Vergognoso, come vi abbiamo detto qui, il silenzio delle associazioni di categoria che dovrebbero difendere la nostra agricoltura (pesantemente danneggiata dalle importazioni al veleno) e la salute dei consumatori.

Le denunce dell’Associazione di agricoltori del Sud Italia, GranoSalus, e gli studi del Massachusets Institute of technolgy, però, hanno superato ogni censura e dilagano sulla rete. Ormai, insomma, come abbiamo detto prima, i problemi e i pericoli sono di dominio pubblico.

Gli unici a cui non sembra essere arrivata l’eco della questione sono i politici. Che oltre a non muovere un dito, non dicono una parola in difesa della nostra SALUTE e della nostra agricoltura e della nostra salute!

Ora, comprendiamo che l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, sia impegnato nella campagna referendaria e sogni di fare il sindaco di Palermo, ma vorremo ricordargli che, intanto, sarebbe pagato dai Siciliani per occuparsi di agricoltura. E per fare gli interessi dei Siciliani non dei canadesi.

Il riferimento al Canadà non è casuale perché, come vi abbiamo raccontato qui, l’assessore si è vantato di avere fatto applicare controlli rigidissimi sull’uva Italia da esportare in Canada. Ha fatto bene Cracolici, per carità. Ma se poi non fa nulla per impedire a quel Paese di rifilarci grano avvelenato, anche solo intestandosi una battaglia, allora potrebbe venire il dubbio che si sia confuso e che pensi di essere un assessore canadese. Torchia i nostri agricoltori, ma non proferisce verbo contro quelli che li rovinano e che ci avvelenano.

E, dire che, Confagricoltura Sicilia, che con coraggio ha denunciato le industrie della pasta di imbrogliarci con la storia del Made in Italy del tutto finto, gli ha pure consegnato una lista di cose da fare immediatamente e che sono “rimaste sulla carta”.

Che dire, poi, del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina? Pensa sempre che gli italiani siano scemi e che si accontentino del divieto sul glifosato imposto agli agricoltori italiani e consentito ai Paesi dai quali importiamo?

Il riferimento al Ministro Martina non è casuale. Perché con il grano duro canadese si produce la pasta industriale che finisce sulle tavole di tutti gli italiani.

Comprendiamo, Ministro Martina, il suo impegno per unire la sinistra del PD e per il SI al referendum, ma a volerla dire tutta, non c’è ne frega una mazza dei suoi impegni elettorali. Anche lei sarebbe pagato per difenderci da chi ci sta avvelenando e per fare i nostri interessi e le sue parole non bastano più.

Il bello sapete qual è? Che, quando parlano ai convegni o nei dibattiti, parlano dei massimi sistemi e si lanciano in analisi sociologiche ardite per spiegare perché gli italiani non votano e perché il loro partito non guadagna consensi.

Ma il perché è chiaro: non fate il lavoro per cui siete pagati. Da noi.

ndr Anche di questi temi parleremo alla conventino ‘Liberiamo la Sicilia’ in programma il 15 Ottobre a Palermo alle 9.30 al Teatro Jolly di Palermo. Ci sarà anche il presidente dell’Associazione, Granosalus, Saverio De Bonis (qui i dettagli dell’evento). 

 

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