Comuni: arriva la circolare ricattatoria. Amenta: “Scaricano sui sindaci le lore colpe”

Comuni: arriva la circolare ricattatoria. Amenta: “Scaricano sui sindaci le lore colpe”
17 settembre 2016

L’assessore alle Autonomie Locali, Luisa Lantieri, avvisa i sindaci che in caso di mancata approvazione dei bilanci, secondo quanto prevista dalla nuova legge che entra in vigore oggi, scatterà lo scioglimento dei Consigli comunali e quindi si ritornerà alle urne. E’ questo l’obiettivo? La domanda è logica, visto che è proprio il Governo ad averli mandati sul lastrico…

Senza alcun pudore continua lo sporco ricatto della Regione contro i Comuni siciliani. Una circolare dell’assessore alle Autonomie Locali, Luisa Lantieri, avvisa i sindaci che, in caso di mancata approvazione dei bilanci, secondo quanto previsto dalla nuova legge elettorale per i Comuni che entra in vigore oggi, scatterà lo scioglimento dei Consigli comunali e quindi si ritornerà alle urne.

La domanda è: ma è proprio il ritorno alle urne l’obiettivo del Governo regionale? Così sembrerebbe, visto che sono tantissimi i Comuni che non possono approvare il bilancio e, se non possono, è perché il Governo Crocetta li ha lasciati a secco.

Ricordiamo che fino a qualche anno fa il Fondo regionale per le Autonomie locali (cioè i soldi che la Regione erogava per il 90% circa ai Comuni e per il 10% alle ex Province) ammontava a oltre 900 milioni di Euro. Oggi il Fondo regionale per le Autonomie locali è ridotto, sulla carta, a circa 300 milioni di Euro. Perché sulla carta? Semplice: perché quest’anno – e siamo già a Settembre – la Regione non ha erogato ai Comuni un solo Euro dei 300 milioni di Euro previsti.

E perché non li ha ancora erogati? Perché il Governo Crocetta non ha un Euro. E perché non ha un Euro? Perché ha regalato tutto il possibile al Governo Renzi: con gli accordi Stato-Regione (dell’accordo firmato da Crocetta lo scorso Giugno, vi parliamo qui) che, oltre a regalare a Roma tributi che dovrebbe incassare la Sicilia (e che per la Corte dei Conti potrebbero aiutare i Comuni in crisi di liquidità), prevedono anche la rinuncia ai contenziosi con lo Stato, soldi, cioè, che la Sicilia potrebbe incassare grazie a pronunciamenti favorevoli della Corte Costituzionale, ma che invece il Governo regionale targato PD regala al Governo nazionale targato PD.

Per non parlare del contributo alla finanza pubblica che per la Regione siciliana è il più alto in assoluto tra le venti Regioni italiane.

Ricordiamo ancora una volta che che la Regione siciliana dovrebbe incassare 7 miliardi di Euro di tributi in più ogni anno. Soldi che invece Roma trattiene unilateralmente. Anche questo ammesso dallo stesso Baccei che, va da sé, essendo un inviato del Governo nazionale, non ha alcun interesse a cambiare le cose.

Quindi, ricapitolando: il Governo Crocetta lascia a secco i Comuni per compiacere il Governo Renzi. Dopo averli lasciati a secco, ora li ricatta.

“E’ assurdo scaricare sui sindaci una colpa che non è nostra”, dice Paolo Amenta, vice presidente dell’Anci Sicilia a Repubblica Palermo, ricordando che sono oltre 200 i Comuni che non hanno approvato il bilancio consuntivo e quello di previsione. 

Ce n’è abbastanza per scatenare una rivolta. Sempre che i sindaci del PD siano davvero al servizio dei territori e non siano invece complici di una politica che sta lasciando i cittadini dei Comuni privi di servizi essenziali.

Da aggiungere che l’assessore Lantieri, con il Governo di cui fa parte e sempre per i motivi di cui vi abbiamo detto sopra, ha lasciato senza soldi anche le ex Province. Si confermano ridicole le sue dichiarazioni in merito:

Mi batterò alla morte per salvare questi enti, dovremo concordare un percorso bilaterale Stato-Regione” (potete leggere qui l’articolo in questione). 

Intanto non ha fatto nulla, se non parlare di un ipotetico tavolo tecnico con un ministro renziano. E, probabilmente, per percorso bilaterale Stato-Regione, intendeva i soliti percorsi del Governo Crocetta che si traducono in altri regali per il Governo Renzi, alla faccia di Comuni e Province.

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