Questione meridionale 6/Unità d’Italia a mano armata, a spese del Sud ricco

Questione meridionale 6/Unità d’Italia a mano armata, a spese del Sud ricco
2 gennaio 2018

Proseguiamo con la pubblicazione del nostro approfondimento sulla vera storia dell’unificazione italiana. A questo punto possiamo trarre qualche conclusione: la crisi del Sud è cominciata proprio con l’Unità…

Sotto in allegato le prime puntate del nostro approfondimento

A cura di Franco Busalacchi
E’ chiaro a questo punto che da 150 anni ci raccontano la barzelletta del Sud liberato dai Savoia per portarvi libertà, giustizia e progresso. E’ vero il contrario: la crisi del sud è cominciata proprio con l’Unità d’Italia, imposta col sangue e governata con l’aiuto della mafia, dopo una brutale guerra di conquista: stragi e deportazioni, da cui la tragedia dell’emigrazione, prima sconosciuta. Impressionante fu la rapina delle risorse: il sud era più avanzato nel nord anche sul piano industriale. E più ricco: il regno borbonico era il più solvibile d’Europa, mentre quello piemontese il più indebitato. Anche per mettere le mani sul bottino, i Savoia si convinsero a unire l’Italia.
Nel suo libro “Terroni”, Pino Aprile, descrive con puntigliosa documentazione una realtà sconvolgente: quella di un paese occupato, spogliato delle sue attività produttive, con centinaia di migliaia di morti tra la popolazione civile. Un paese “senza più padri”, costretti per sopravvivere a ricorrere – a milioni – all’emigrazione, per la prima volta nella loro storia. Tutto questo, dopo l’arrivo dei Savoia, che per prima cosa «ne depredarono le ricchezze, a partire dalla cassa del Regno delle Due Sicilie».
Pino Aprile non ha dubbi sulla necessità dell’Unità d’Italia: «Ci sentiamo tutti italiani, anche orgogliosi delle nostre stupende, meravigliose differenze che ci arricchiscono». Non si discute sul fatto che ci sia l’Italia, ma – al contrario – che non sia abbastanza unita: perché l’Unità reale «non è mai stata fatta», visto che la Penisola è stata unificata «tenendo il sud sotto schiaffo».
“Terroni” racconta le distruzioni di interi paesi, le deportazioni, la nascita delle mafie alleate con i nuovi padroni: furono proprio i piemontesi a dare un ruolo politico alla malavita organizzata, che sotto i Borbone restava ai margini della vita sociale,svolgendo compiti di manovalanza. Per conquistare il sud, strappandolo a una dinastia non italiana, «sono state usate le armi, la politica, l’economia».
Risultato: si è creato un dislivello tra le due parti del paese che «non esisteva al momento dell’Unità». Non solo. L’economia monetaria del meridione era più florida: i due terzi del denaro circolante in Italia erano del mezzogiorno. «Il Piemonte ha unificato la cassa, portando al nord l’oro del sud». Verità sostenute «da fior di studiosi» nel corso di un secolo e mezzo, eppure «mai prese in considerazione», in ossequio all’ideologia dei conquistatori torinesi.
Di recente, il Consiglio nazionale delle ricerche ha ricostruito l’economia delle varie regioni italiane dal 1861 ad oggi: risulta «in maniera incontestabile» che al momento dell’Unità non c’era differenza tra nord e sud. La differenza è emersa in seguito: non malgrado l’Unità, ma proprio a causa dell’unificazione forzata. «Questa differenza – sottolinea Pino Aprile – è stata imposta con le armi, con stragi». Il conto ufficiale oscilla tra le migliaia di vittime e i 200.000 caduti, mentre “Civiltà Cattolica” parlava all’epoca di un milione di morti: il bilancio di un genocidio.
Qualunque sia l’entità della strage, secondo Pino Aprile l’Unità d’Italia «fu fatta nel modo peggiore, con il sangue e con i soldi dei meridionali». Se i “terroni” combatterono per anni, con una resistenza popolare liquidata poi come “brigantaggio”, interi reparti dell’esercito borbonico si dettero alla macchia per contrastare quello che a tutti gli effetti era un invasore, che faceva una guerra non dichiarata, testimoniando una evidente «volontà di resistenza». Persino un grande intellettuale del sud come Giustino Fortunato, favorevole all’unità nazionale, ammise: «Stavamo molto meglio con i Borbone»….

continua….

1)L’insabbiamento culturale della Questione Meridionale

2) La verità sul Regno delle Due Sicilie, al netto delle bugie degli storici di regime

La questione meridionale 3/ Il saccheggio del Banco delle due Sicilie

La Questione meridionale 4/ Lo Stato unitario il peggiore nemico del Sud

Questione meridionale 5/ Qualche domanda ai denigratori pelosi del Sud…



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