29
Apr
2017
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Affaire Ong, Osservatore romano e Asaec al fianco di Zuccaro. Gentiloni: “Vada avanti”

Il giornale della Santa Sede e l’associazione anti racket di Catania si schierano con il magistrato etneo che sta indagando sul ruolo di alcune Ong che prestano soccorso ai migranti. E anche il primo ministro italiano specifica: “Se ci sono da parte della magistratura delle informazioni attendibili e credibili, non sarà certo il governo a contrastarle”

La posizione di questo blog è chiara: le vite dei migranti che attraversano il Mediterraneo vanno salvate e Dio illumini l’anima di chi pensasse il contrario. Non si discute il principio umanitario, ma si può e si deve discutere della politica schizofrenica che non è stata in grado di gestire il fenomeno.

Per cominciare: come ha detto chiaramente Franco Busalacchi, editore di questo sito e candidato alla Presidenza della Regione in questo video, il peso dell’immigrazione non può essere più scaricato sulla Sicilia e nessuna persona in grado di ragionare può nascondere che c’è del marcio nella gestione dell’immigrazione che per tante forze politiche e per tante cooperative legate ai partiti è diventata un vero e proprio business. Valga come esempio, ma non è il solo, l’inchiesta Mafia Capitale in cui il principale indagato affermava che con i migranti valgono più dell’affare droga.

A seguire: il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, merita tutto l’appoggio possibile. Se un magistrato, notoriamente serio ed equilibrato come lui, fiuta puzza di marcio nelle Ong che prestano soccorso nel Mediterraneo, fa benissimo a denunciarlo. Il sospetto che qualcuno voglia  zittirlo, c’è. Ragione in più per sostenerlo. Cambia poco che ci siano o meno prove processuali, perché è certo di quello che dice e non si può aspettare un eventuale processo per intervenire.

La politica, cioè, deve fare luce immediatamente sul caso. Innanzitutto perché il magistrato ipotizza che alcune Ong, attraverso finanziatori occulti, possano in realtà mirare a destabilizzare l’Italia con il caos degli sbarchi;  poi, perché ipotizza che dietro possano esserci gli stessi trafficanti. Ancora: c’è un problema di ordine pubblico  e, infine, la politica migratoria costa e la pagano i cittadini italiani:

“Nel 2017 le spese per il soccorso e l’accoglienza dei migranti potrebbero salire fino a 4,6 miliardi di euro (lo 0,27% del Pil), cioè fino ad un miliardo in più rispetto al 2016” scrive il Sole 24 ore parlando del Def.  L’escalation della spesa è spiegata in questa tabella pubblicata dal Messaggero:

Per ricostruire le spese effettive, spiega il quotidiano, bisogna spacchettare le voci dei dati aggregati: 2 miliardi e 759 per la prima accoglienza; 854,7 milioni per trasporti e operazioni di soccorso; 250 milioni per l’assistenza sanitaria; 31,2 milioni di costi amministrativi; 98,9 contributi alla Turchia e 310 milioni per i costi delle spese di istruzione.

Gli introiti ufficiali – di quelli occulti, ovviamente, non possiamo sapere – delle Ong parlano di un 70 per cento derivante da finanziamenti pubblici e per il restante 30 da donazioni di privati.

Ora, fatte salve quelle Ong come Save the Children e Medici senza frontiere che, come ha detto lo stesso Zuccaro, svolgono davvero missioni umanitarie, perché a qualcuno sembra così assurdo che possa esserci qualche Ong che specula per fini politici o economici? Perché questo tabù? Perché sarebbero intoccabili? 

Indubbiamente c’è chi le difende per ingenuità, in buona fede comunque. Ma probabilmente c’è anche chi vorrebbe che il vaso di Pandora dell’affaire migranti restasse ben sigillato. Non si sa mai potesse venire fuori che a qualcuno conviene che le cose restino così come sono…

Non vogliamo neanche entrare nella polemica politica: i partiti si azzuffano a prescindere. Che poi ci siano partiti responsabili del caos migranti e vicine a coop che si sono arricchite, è una fatto talmente evidente che non vale nemmeno la pena commentare. Che poi sia il M5S a denunciare l’ovvio, poco importa. Che ci sia qualcuno che possa tentare di cavalcare l’onda, importa ancora di meno.

Sicuramente interessante è leggere quanto scrive l’Osservatore romano, di cui certo non può essere messa in dubbio la vocazione umanitaria:

“Non bastano gli orrori della guerra, gli stenti di fughe interminabili, i rischi del mare aperto, lo sfruttamento economico e sessuale. Sulla pelle dei migranti – scrive il quotidiano della Santa sede – sta emergendo un ennesimo scandalo: il sospetto, che purtroppo non sembra totalmente privo di fondamento, di una manipolazione a fini economici e politici anche delle operazioni di salvataggio. La paura che venga meno lo sforzo generoso di molti per il salvataggio dei migranti – conclude il quotidiano vaticano – non deve portare a semplificare il problema negandone l’esistenza”.

Di ipocrisia parla l’Asaec Antiestorsione di Catania:  

“Il violento attacco rivolto in questi giorni al procuratore capo di Catania – afferma il presidente Nicola Grassi – manifesta tutta l’ipocrisia di certa politica, certa stampa e di quelle ONG sane che anziché denunciare fanno finta di non sapere e di non vedere. Un po’ come avviene nella galassia dell’associazionismo antiracket – continua il presidente – dove le cosiddette mele marce dovrebbero essere isolate ed espulse perché compromettono il buon lavoro di quelle che costantemente operano virtuosamente sul territorio, così, anche nella galassia delle ONG, non si comprende il motivo per il quale esista un silenzio così assordante proprio da parte di quelle organizzazioni che dichiarano di essere lontani da logiche criminali. Riprendendo un concetto caro a Borsellino e Falcone, è proprio il silenzio ed il volgere lo sguardo ad altro piuttosto che ai fatti illeciti che vengono commessi, a garantire impunità a taluni soggetti. Lo diciamo in maniera chiara ed inequivocabile: chi non denuncia, si macchia di contiguità e complicità con un sistema corrotto e criminale”.

Ed, infine, è arrivata anche la presa di posizione del primo ministro Paolo Gentiloni:

“Se ci sono da parte della magistratura delle informazioni attendibili e credibili, non sarà certo il governo a contrastarle, ma distinguiamo questo dal fatto che per noi l’attività delle organizzazioni di volontariato è preziosa e benvenuta”.

Sarebbe stato incomprensibile una posizione diversa visto che si parla di rischio di destabilizzazione dell’Italia.

Riportiamo, infine, il comunicato di solidarietà di Franco Busalacchi:

“Sono incredibili le polemiche relative alle dichiarazioni del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, Carmelo Zuccaro, sulle Ong e i migranti. Invece di incorragiarlo ad andare avanti con le indagini, pare che qualcuno preferirebbe metterlo a tacere”.

“Quella del procuratore della Repubblica di Catania – sottolinea Busalacchi – è una indagine importantissima che va sostenuta con forza. Ma evidentemente a qualcuno dispiace che si arrivi ad una verità diversa da quella proclamata dalla propaganda buonista e da chi ha trasformato il fenomeno dei migranti in un vero e proprio business”.
“Voglio esprimere tutta la mia solidarietà al Procuratore Zuccaro – prosegue il leader de I Nuovi Vespri – uomo coraggioso che sta osando sfidare quel sistema perverso di politica e affari che ruota intorno a questo tema. In ballo c’è la sicurezza dei nostri territori. Zuccaro vada avanti e non si lasci intimidire da chi specula sul tema accoglienza e da chi, non si capisce se consapevolmente o incosapevolmente, finisce con il coprire un grande affare dove gli interessi delle cooperative ‘bianche’ si saldano agli interessi delle cooperative ‘rosse’”.

“L’ho già detto e l’ho ripeto – conclude Busalacchi -: la Sicilia ha già dato e se, diventerò Presidente della Regione, non consentirò più a nessuno di trasformare la nostra Isola nel punto di approdo di tutti gli sbarchi. C’è del marcio in tutta questa storia, e ormai anche i magistrati coraggiosi come Zuccaro lo hanno capito”.

Migranti, il procuratore Zuccaro: “Alcune Ong finanziate dai trafficanti” VD

Migranti, Busalacchi: “Qualcuno vuole zittire il Procuratore Zuccaro? La mia solidarietà al magistrato”

 

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4 Responses

  1. Pingback : Giorni di populismo giudiziario. Cosa si vuole nascondere dietro la criminalizzazione della solidarietà. – Associazione Diritti e Frontiere – ADIF

  2. Incredibile! Tutto ad un
    tratto, si sono accorti che
    la valanga di africani che
    tutti i giorni sbarcano sulle
    coste siciliane, sono gestiti
    da organizzazioni che non
    sono mosse da sentimenti
    di carità ed accoglienza.
    Ma guarda che scoperta!
    Niente niente c’entrano
    le future elezioni
    amministrative e (forse
    politiche)?

  3. Pingback : Gratteri: "Zuccaro è uno dei magistrati più seri che ci siano" | TimeSicilia

  4. Paolo Martella, Torino

    Il problema non è tanto il riconoscere che ci potrebbero essere anche abusi in questo settore. Purtroppo la natura umana è corruttibile ed anche nelle organizzazioni più attente ai diritti e alla salvaguardia della dignità di ogni persona si possono annidare dei lestofanti, così come, disgraziatamente, esistono i preti pedofili o le cooperative sociali legate alla mafia. Si tratta sicuramente, in tutti questi casi, di situazioni in cui è necessario agire con decisione per scoprire e punire i colpevoli. Il problema è che il procuratore Zuccaro ha parlato inizialmente di ONG in senso lato, e solo in un secondo tempo, comprendendo l’errore mastodontico che aveva fatto, ha cercato di rimediare, osservando, ad esempio, che enti come Save the Children e Medici senza Frontiere non possono essere oggettivamente criminalizzati. Il problema è che i toni usati dal procuratore e la promessa di chissà quali rivelazioni, almeno all’inizio, hanno dato adito a generalizzazioni e strumentalizzazioni pericolosissime che infatti hanno portato gruppi xenofobi di estrema destra ad inscenare manifestazioni altamente aggressive e minacciose nei confronti di operatori ed organizzazioni impegnati in questo ambito. Il problema è che, strano che il procuratore non lo sappia, proprio in questo periodo si compila la dichiarazione dei redditi con annesso 5 per mille ed il procuratore, in modo estremamente scorretto e deprecabile, ha di fatto determinato l’allontanamento di molti sostenitori dalla platea di coloro che, fino a ieri, sostenevano il meritevole operato di chi lavora spesso a titolo semigratuito e sicuramente a costo di grandi sacrifici personali (e non solo in mare a salvare naufraghi, ma anche, solo per citare due casi che conosco di persona, nelle poverissime aree rurali dell’Africa sub-sahariana o nelle baraccopoli sudamericane). Il problema dunque c’è ed è grande come una casa. Da che mondo è mondo, e lo dovrebbero insegnare i garantisti alla Travaglio, che invece ora fanno il tifo per lui, non si dovrebbe esporre alla gogna una intera categoria di persone, ma piuttosto accertare con ogni evidenza gli estremi di colpevolezza dei membri, appartenenti a quella categoria, rei di violazioni del codice. Un giudice inoltre, proprio per garantire il miglior successo delle sue indagini, non dovrebbe rivelare in anticipo che ha dei sospetti su qualcuno ma condurre fino in fondo l’investigazione, raccogliere le prove, e solo alla fine inchiodare quel qualcuno alle sue responsabilità. Invece Zuccaro ha preferito deliberatamente infangare tutta la categoria a cui quel qualcuno apparteneva, gettando discredito in modo immeritato su tutti. E ha anche fatto capire, candidamente, le ragioni di questa scelta quando ha detto che l’Italia non può accollarsi tutti questi arrivi. Implicitamente, con quella affermazione, ha lasciato intendere che qualcuno avrebbe dovuto prendersi l’onere di tirare il freno alle ONG, per bloccare lo slancio umanitario dei tanti che si sono buttati nell’opera di salvataggio dopo che Mare Nostrum ha, viceversa, tirato i remi in barca… Tutto questo è inaccettabile e secondo me le ONG che ora, come se non bastasse il resto, dovranno pure affrontare una opinione pubblica ostile, dovrebbero fare un conteggio dei danni morali e materiali subiti e chiedere un risarcimento. Questo vorrebbe la logica in un paese civile dove nessuno si dovrebbe permettere di distruggere l’onorabilità di terzi per un puro scopo di protagonismo o peggio, per appartenenza ad una fede politica.

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