Nei porti siciliani continuano ad arrivare carichi di grani duri provenienti da chissà dove

Nei porti siciliani continuano ad arrivare carichi di grani duri provenienti da chissà dove
3 settembre 2016

Lo denuncia il parlamentare europeo eletto in Sicilia, Ignazio Corrao. Che ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea. Preoccupazione per la salubrità di questi grani che continuano a invadere il mercato siciliano. La tutela degli agricoltori siciliani – per lo più giovani – che si battono per valorizzare i grani antichi della nostra Isola. E una domanda rivolta al Governo regionale: è stata inoltrata la richiesta per la dichiarazione dello stato di crisi?

   

La nuova ‘battaglia’ per la tutela del grano duro, che vede in prima linea gli agricoltori delle Regioni del Sud Italia, ‘sbarca’ a Bruxelles con un’interrogazione alla Commissione Europea presentata dall’europarlamentare del Movimento 5 Stelle eletto in Sicilia, Ignazio Corrao.  

“Mentre gli agricoltori siciliani e, in particolare, i cerealicoltori si sono visti ridurre il prezzo del grano duro a meno di 20 cent al chilo, continuano a sbarcare in Sicilia navi con grani provenienti da chissà dove”, scrive Corrao.

Quello sollevato dal giovane parlamentare europeo siciliano è un tema sul quale questo blog batte da tempo: l’arrivo, nei porti della Sicilia, con riferimento ai porti di Palermo, Catania e Pozzallo, di navi cariche di grano duro di provenienza estera che – questo è il dubbio (che in realtà, è più di un dubbio) – non vengono controllati e finiscono, sotto forma di pane e pasta, sulle tavole degli ignari siciliani.

Il problema è che questi grani esteri – nel caso di grani canadesi, ma non solo anche quelli ucraini, ad esempio – contengono alte percentuali di glifosato, un veleno che non fa affatto bene alla salute umana. Tant’è vero che è intervenuto lo stesso Governo nazionale del nostro Paese con un decreto che dovrebbe impedire l’arrivo, in Italia, di grani canadesi con alter percentuali di questo veleno chimico.

Questo divieto viene rispettato? Nei porti siciliani dove arrivano queste navi cariche di grano duro (che spesso non sono navi container, ma vecchie petroliere ‘trasformate’ in navi per il trasporto di grano!) vengono effettuati i controlli sanitari? I grani duri carichi di glifosato o di altre sostanze dannose per la salute umana (per esempio, micotossine e aflatossine) vengono bloccati o finiscono lo stesso, sotto forma di pane e pasta, sulle tavole degli ignari consumatori siciliani?

“Negli ultimi anni in Sicilia – sottolinea Corrao – il settore cerealicolo sta osservando un preoccupante e perdurante calo dei prezzi alla produzione. Flessione dei prezzi che non può essere connessa solo alle dinamiche di produzione e consumo nel mercato europeo, bensì dal ricorso sovente all’approvvigionamento di grano estero a prezzi bassissimi e incompatibili con i costi di produzione europei e la stessa salubrità per i consumatori”.

“Per fronteggiare la crisi del settore – aggiunge l’eurodeputato siciliano – oggi alcuni agricoltori siciliani, spesso formatisi all’università e poi tornati in campagna, investono nella produzione di grani antichi creando nuove filiere e mercati, oltre ad arricchire la biodiversità. I giovani agricoltori siciliani hanno infatti recuperato e coltivato alcune varietà di grani siciliani, prodotti in regime biologico e moliti nei mulini in pietra ottenendo farine di altissima qualità”.

Per tali ragioni Corrao ha anche chiesto alla Commissione Europea se “abbia ricevuto, da parte delle autorità competenti, la richiesta di valorizzazione della variabilità genetica dei grani antichi siciliani e se è sua intenzione riconoscere e attivare misure di sostegno e valorizzazione dei grani antichi siciliani”. 

Dopo di che c’è anche il problema immediato: con il grano duro siciliano che si vende al 14-16 centesimi di Euro al chilogrammo i cerealicoltori siciliani producono sotto costo. Da qui la domanda dell’europarlamentare:

“La Regione siciliana ha inviato a Bruxelles la richiesta dello stato di crisi?”.

L’assessorato regionale all’Agricoltura, in questi giorni, ha sommerso le redazioni di comunicati stampa che raccontano di mirabolanti promozioni dei prodotti agricoli siciliani (mirabolanti e, con molta probabilità, ‘importanti’ soprattutto per chi organizza tali missioni fuori dalla Sicilia).

Però non abbiamo ancora letto nulla sulla richiesta di stato di crisi.

Sui problemi del grano duro siciliano potete leggere i seguenti articoli già pubblicati su questo blog:

A Mussomeli manifestazione di cerealicoltori di tutto il Sud Italia

Fermare l’importazione in Sicilia grani avvelenati  

Le mani delle multinazionali sui grani antichi della Sicilia? 

Il grano duro canadese non è miglio di quello siciliano: al contrario, è pieno di veleni al glifosato

Cosimo Gioia sulla crisi del grano duro siciliano: “Siamo nelle mani di una massa di incompetenti”

Crisi del grano duro siciliano: ma Stato e Regione siciliana dove sono?

Il Governo nazionale blocca l’importazione di grani duri pieni di glifosato 

Grani tossici bloccati a Ravenna: e in Sicilia?

 

 



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