Brexit: Boris Johnson ha vinto su tutta la linea. Ma i laburisti insistono nel ‘No’ e la Germania trema…

21 ottobre 2019

Il nostro commentatore insiste nella sua tesi. A suo giudizio è stata l’apertura del conflitto tra Turchia e Curdi – con il pericolo che milioni di migranti invadano la Germania – a cambiare il corso della Brexit. E, in effetti, la Commissione Europea, prima spigolosamente contraria alla Brexit, ha cambiato radicalmente idea. Nel Regno Unito i laburisti insistono, ma… 

di Economicus

Se in questo momento c’è qualcuno preoccupato – molto preoccupato – del voto contrario del Parlamento del Regno Unito alla Brexit, ebbene, questa è l’Unione Europea. Piaccia o no, il leader conservatore Boris Johnson ha ottenuto una grande vittoria, che gli è stata riconosciuta proprio dalla Commissione Europea. La UE ha cercato in tutti i modi di fermare la Brexit, ma non c’è riuscita. A dire sì alla Brexit, davanti le televisioni di tutto il mondo, è stato il presidente uscente della Commissione Europea, Junker.

Comunque andranno le cose, Boris Johnson, ha vinto: ha vinto la battaglia politica più importante, facendo accettare alla Commissione Europea la Brexit. E ha umiliato chi, nel suo Paese – laburisti in testa – non volevano la Brexit perché non i poteva e non si doveva rompere con l’Unione Europea. Oggi i laburisti hanno dovuto gettare la maschera chiedendo un nuovo referendum. Epilogo un po’ miserabile da parte di chi era contro la Brexit perché non c’era l’accordo con la UE!

L’Unione Europea, dopo l’apertura del fronte di guerra in Turchia, con il pericolo che la stessa Turchia di Erdogan lasci passare verso l’Europa un paio di milioni di migranti, ha subito cambiato opinione sulla Brexit. La faccia di Junker, quasi implorante, oggi favorevole alla Brexit,è il segno tangibile della grandissima vittoria politica di Boris Johnson.

Come abbiamo scritto qualche giorno fa, è stata l’offensiva in Siria di Erdogan (e dell’America di Trump) a sbloccare la Brexit e a far vincere Boris Johnson. Ma ora la UE ha un problema con i ‘mostri’ che ha creato nel Regno Unito.

E’ stata l’Unione Europea nel suo complesso – i Popolari e i Socialisti che nel vecchio Parlamento europeo erano maggioranza, le burocrazie della UE e, soprattutto, la Commissione Europea di Junker – a bloccare la Brexit e a fomentare ne Regno Unito il no alla Brexit.

Ma la UE – Germania in testa – non si aspettava certo che l’alleato storico del Regno Unito – gli Stati Uniti d’America – sarebbe sceso in campo così pesantemente. L’apertura del fronte turco è un problema serissimo per la Germania. L’Unione Europea degli ipocriti hanno pagato ai turchi fior di miliardi di euro per tenere ‘prigionieri’ 3 milioni e 600 mila migranti pronti a invadere l’Europa dell’Est (in realtà sono molti di più).

L’eventuale apertura delle frontiere turche sarebbe un disastro per la Germania, perché i milioni di migranti è lì che si dirigerebbero, non certo verso i Paesi del Gruppo di Visegrád, dove non sarebbero graditi.

E’ per questo che la Commissione Europea ha cambiato di corsa opinione sulla Brexit. Ma adesso Junker, che peraltro è in uscita, deve risolvere subito la questione. Boris Johnson, volendo, gli sta dando una mano. Il premier del Regno Unito h detto che non terrà conto dell’ennesimo voto contro la Brexit del Parlamento del suo Paese, che gli chiede di rinviare tutto al 31 gennaio.

Ora la patata bollente passe nelle mani di Junker, che dovrà convincere chi determina la maggioranza anti-Brexit nel Parlamento del regno Unito ad accettare la Brexit: e ad accettarla subito. Infatti, il rinvio al 31 gennaio non è inaccettabile per Boris Johnson – che lo ribadiamo, ha già vinto, dentro e fuori il suo Paese: è inaccettabile per la Germania della signora Merkel che deve spegnere subito il ‘focolaio’ che si è aperto in Turchia.

Che succederà? la cosa più logica è che i laburisti trovino un accordo onorevole per accettare la sconfitta: insistendo per il no alla Brexit rischierebbero di creare problemi non soltanto alla Germania, ma all’intera Unione Europea.

Qualche cosa laburisti e Junker la dovranno inventare. In tempi brevissimi.

E nel frattempo che succederà? Chi scrive non esclude qualche ‘bottarella’ sul confine orientale dell’Europa, tanto per fare capire a chi non vuole capire come stanno le cose…

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