- I vertici dell’Unione europea, prima di annunciare altre armi all’Ucraina, dovrebbero riflettere sul fatto che è stato un giornale americano a chiamare in causa l’intelligence ucraina nell’attacco al ponte Kerch in Crimea
- Con il bombardamento del ponte Kerch e con la risposta quasi immediata – e molto pesante – dei russi si è chiusa una fase della guerra e se n’è aperta un’altra molto più pericolosa, se non estrema
I vertici dell’Unione europea, prima di annunciare altre armi all’Ucraina, dovrebbero riflettere sul fatto che è stato un giornale americano a chiamare in causa l’intelligence ucraina nell’attacco al ponte Kerch in Crimea
Sale di tono la guerra in Ucraina. La Russia ha replicato con le maniere forti alla distruzione del ponte di Kerch in Crimea, e l’ha fatto con un pesante bombardamento soprattutto su Kiev (ma anche su altre città). Se fino ad ora i russi hanno provato in tutti i modi a risparmiare la popolazione ucraina e le infrastrutture di questo Paese, adesso lo scenario sembra cambiato. Adesso il Paese di Putin sta passando al contrattacco per colpire non soltanto obiettivi militari. Insomma, come si usa dire in questi casi, quando la guerra arriva, beh, arriva per tutti… Non è facile capire quello che succederà nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Da quello che si capisce, i russi sembra si siano stancati di combattere un po’ contro gli americani, un po’ contro l’Unione europea che sostiene l’Ucraina e ora anche contro i servizi di intelligence ucraini, a quanto pare responsabili dell’esplosione al ponte di Kerch in Crimea. A tirare in ballo l’Ucraina nell’attacco al ponte è un giornale americano, il New York Times. Il particolare non è secondario. Va ricordato che l’attacco dell’Ucraina al ponte Kerch in Crimea è arrivato poche ore dopo che il presidente americano, Joe Biden, ha ventilato la possibilità di una possibile trattativa per arrivare a una soluzione diplomatica. Ma l’Ucraina non sembra molto interessata alla pace. Bisognerà capire, adesso, che posizione assumeranno i vertici degli Stati Uniti d’America: soprattutto che posizione assumeranno nei confronti dell’Ucraina. Intanto si sicuro sappiamo che la Bielorussia sta per entrare in guerra a fianco della Russia. E questa non è una bella notizia per i Paesi dell’Europa orientale.
Con il bombardamento del ponte Kerch e con la risposta quasi immediata – e molto pesante – dei russi si è chiusa una fase della guerra e se n’è aperta un’altra molto più pericolosa, se non estrema
Un fatto è certo: la Russia si sta difendendo. E lo farà in modo sempre più pesante. Ha subito un attacco gravissimo ad un’infrastruttura fondamentale che collega il Paese di Putin alla Crimea. La risposta dei russi era scontata. Solo l’Unione europea – che considera ‘sovrano’ un Paese come l’Ucraina occupato nel 2014 dagli americani con un colpo di Stato – continua a difendere gli ucraini a spada tratta. La Germania ha convocato per domani un vertice dei leader del G7. A cosa serve tale appuntamento non si capisce. Forse i russi avrebbero dovuto subire in silenzio l’attacco al ponte Kerch? Tutti i ‘capi’ dell’Unione europea se la prendono con la Russia e annunciano altri sostegni militari all’Ucraina. Con molta probabilità, il Cancelliere tedesco, Olaf Scholz, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con l’Alto rappresentante Ue, Joseph Borrell, non sembrano aver capito che la guerra in Ucraina ha preso un’altra piega. Non sembrano aver capito che ci sono stati importanti cambiamenti ai vertici militari russi. Non sembrano aver capito che chi oggi in Russia prende le decisioni militari non ha più motivo di utilizzare il ‘bon ton’ e, soprattutto, non ha più motivo di non toccare le infrastrutture ucraine. E non sembrano aver capito che anche l’atteggiamento americano sembra un po’ mutato. In questo scenario non è da escludere ‘soprese’ anche per chi fornisce armi all’Ucraina… Per dirla tutta, con il bombardamento del ponte Kerch e con la risposta quasi immediata – e molto pesante – dei russi si è chiusa una fase della guerra e se n’è aperta un’altra molto più pericolosa, se non estrema. Già i russi, dopo aver avuto molta pazienza con l’Unione europea – con la quale sono stati alleati fino a primo dello scoppio della guerra in Ucraina organizzando insieme alla Cina un grande affare sul gas russo (come potete leggere qui) – hanno tolto il gas all’Europa lo scorso Agosto. Ma i Paesi Ue sembrano ormai più determinati dell’attuale amministrazione americana a proseguire nello scontro con la Russia. La diplomazia (e in verità non soltanto la diplomazia…) non sembra essere l’arma migliore dell’Unione europea. I signori che governano la Ue sono proprio così sicuri che gli Stati Uniti d’America sono favorevoli a portare la guerra in Ucraina alle estreme conseguenze?
Foto tratta da Italia Oggi
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