di Franco Nuccio
PALERMO (ITALPRESS) – “La Sicilia e Palermo non sono mai stati così isolati e marginali rispetto a quello che sta accadendo a livello nazionale e internazionale. Di fronte a tutto questo c’è una sola risposta che possiamo e dobbiamo dare tanto alla Regione che al Comune: si chiamano primarie”. E’ questo l’appello lanciato ai partiti del centrosinistra dal parlamentare europeo di Avs ed ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “Non è una mia opinione – dice Orlando in un’intervista a Italpress – ma un passaggio ineludibile. A livello nazionale si sta già lavorando al programma e ci si sta preparando alle primarie cercando di canalizzare in questo modo la protesta civile e sociale che monta nel Paese. In Sicilia tutto questo non sta ancora avvenendo”.
Orlando, sindaco di Palermo per 22 anni, appena rientrato dalla Colombia dove ha partecipato a una missione della Commissione Libe del parlamento europeo contro il narcotraffico, sgombra subito il campo da possibili illazioni: “sarò impegnato nelle primarie ma non come candidato, anche se il miglior candidato alla Regione e al Comune si chiama Leoluca Orlando”.
E riguardo a chi ha già annunciato l’intenzione di scendere in campo, come Ismaele La Vardera o Pietro Bartolo, non esprime giudizi: “Il problema non è quello di scegliere un nome ma di cercare di vincere, anzi di convincere. Servono scelte radicali, come ci hanno dimostrato le elezioni di midterm negli Stati Uniti o in altri Paesi. Quando la fiducia nella politica viene meno si impone la radicalità e la primarie sono l’unico strumento”.
A confermare la necessità e l’urgenza di questa scelta secondo Orlando è anche la situazione che si è determinata negli ultimi anni in Sicilia: “Ci troviamo di fronte a una corruzione ‘sistemica’, come dimostrano le continue inchieste giudiziarie. Non voglio entrare nel merito delle singole responsabilità, mi limito ad osservare che si è riprodotto a livello regionale quello che è avvenuto negli anni del ‘sacco di Palermo’ con Gioia, Lima e Ciancimino. Di fronte a tutto questo i partiti di opposizione non sono riusciti a manifestare in modo evidente il loro dissenso”.
Un “sistema” che porta l’ex fondatore della Rete a rivalutare perfino la tanto vituperata Prima Repubblica: “allora c’era almeno una forma di ipocrisia, c’era il rispetto per le istituzioni. Oggi c’è soltanto l’arroganza del potere. Il mio non è un giudizio etico ma estetico”.
Ma allora su quale nome dovrebbe puntare il campo largo per superare un avversario tradizionalmente ostico in Sicilia e vincere la partita alla Regione e al Comune di Palermo? “Se non ci fossero le primarie farei fatica a essere credibile invitando a sostenere un candidato. Personalmente mi auguro di essere convinto a votare per qualcuno a cui nessuno avrebbe pensato”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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