Arval Mobility Observatory, spostamenti pesano nella scelta del posto di lavoro

24 Settembre 2026
MILANO (ITALPRESS) – Nella scelta del posto di lavoro, la mobilità conta quasi quanto il lavoro stesso: complice il “fattore tempo”, diventato negli ultimi anni un bene sempre più prezioso per gli Italiani, oggi le modalità di spostamento risultano un elemento fondamentale nel bilancio vita lavorativa-personale.
Lo dice un’indagine condotta da Arval Mobility Observatory, l’osservatorio di mobilità di Arval Italia, società specializzata nel noleggio a lungo termine di veicoli e in soluzioni di mobilità, che ha realizzato una survey su un campione dei dipendenti del Gruppo bancario BNP Paribas a cui l’azienda appartiene.
In occasione della European Mobility Week, la principale campagna della Commissione Europea sulla mobilità urbana sostenibile, giunta quest’anno alla sua 24esima edizione, Arval Italia ha presentato i principali risultati dell’indagine in occasione di un evento dedicato, Arval Mobility Forum, che si è tenuto a Milano questa mattina.
L’obiettivo era quello di tracciare una fotografia di quello che oggi è e rappresenta il rapporto delle persone con gli spostamenti casa-lavoro e, al tempo stesso, individuare aspettative rispetto al futuro, anche attraverso una focalizzazione sui bisogni delle nuove generazioni.
Il primo dato che emerge è che la mobilità è fondamentale nella scelta di un posto di lavoro per 6 persone su 10, ma è comunque, per il 90% delle persone, una delle variabili che vengono prese in considerazione. Elementi, questi, che confermano come gli spostamenti casa-lavoro rappresentino una vera e propria estensione dell’esperienza professionale.
Questa percezione è giustificata anche dal fatto che, in più di un terzo dei casi, le persone impiegano oltre un’ora a compiere il tragitto casa-lavoro e viceversa, e solo il 40% impiega meno di 45 minuti.
Per gli intervistati, ciò che conta nella mobilità legata agli spostamenti casa-lavoro è la comodità e la flessibilità, ancora prima del risparmio economico.
Analizzando invece le modalità con cui ci si muove, emerge indiscutibilmente che l’auto, personale o aziendale, rimane centrale per 6 persone su 10, a prescindere dall’età.
Allo stesso modo, c’è da considerare che un quarto dei rispondenti ricorre già a un sistema multimodale che combina quindi due o più opzioni di mobilità (ad esempio auto e treno, auto e mezzi pubblici…).
A fare da freno al cambiamento verso una “nuova mobilità” non è tanto l’abitudine, citata solo dall’11% degli intervistati, ma, secondo il 27% dei rispondenti, la mancanza di infrastrutture dedicate (piste ciclabili, parcheggi per bici o monopattini, colonnine di ricarica…) e la distanza casa-lavoro o una conformazione del territorio poco adatta agli spostamenti a piedi, in bici o con veicoli elettrici (20%).
Pensando invece alle prospettive future, per circa la metà del campione, tra 5 anni non cambieranno le modalità di trasporto attuali, mentre un intervistato su 4 dichiara di voler modificare il proprio modo di spostarsi, optando per un veicolo elettrico (soprattutto le persone nelle fasce d’età tra i 30 e i 54 anni), usando più mezzi pubblici o muovendosi a piedi o in bici (opzioni valutate per lo più dai giovani fino a 30 anni).
“Con questa indagine è emerso che la mobilità non è più solo una voce gestionale o di costo per le aziende, ma rappresenta una importante leva di attrazione e mantenimento dei talenti. Allo stesso modo, è chiaro come le scelte relative al modo in cui ci si sposta dipendono anche dal territorio ed è quindi fondamentale sempre di più un dialogo tra privato e istituzioni pubbliche. Per le persone, il modo in cui ci si muove conta quanto dove si lavora e da questo punto di partenza devono essere elaborate le strategie di mobilità delle aziende” dichiara Alessandro Floria, Direttore Marketing & Comunicazione di Arval Italia.
I dati della survey hanno fornito gli spunti per un momento di confronto e discussione sulle evoluzioni della mobilità e su quanto sia importante per il benessere delle persone. Se ne è parlato oggi in una tavola rotonda moderata dalla giornalista Lea Orifici a cui hanno preso parte Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professor of Strategy SDA Bocconi, Ivano Gallino, Presidente di AITMM (Associazione Italiana Travel e Mobility Manager), Nicolò Pirelli, Head of New Mobility di Pirelli, Vincenzo Quintani, Direttore Efficienza Energetica e New Mobility del Gruppo Dolomiti Energia, insieme a Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia.
“In occasione della Settimana Europea della Mobilità, abbiamo voluto prenderci un momento di riflessione sui cambiamenti che il nostro settore sta attraversando. Lo abbiamo fatto allargando il confronto anche ad autorevoli rappresentanti del mondo accademico, associativo e aziendale. Per noi, è fondamentale continuare a lavorare per supportare tutti i nostri clienti, aziende, professionisti e privati, offrendo la nostra consulenza strategica e le soluzioni flessibili e integrate che possano rendere la mobilità sostenibile accessibile a tutti, indipendentemente dalla loro età o dal modo in cui si spostano oggi”, afferma Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia.
-foto ufficio stampa Arval –
(ITALPRESS).

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