Martedì 7 luglio il nuovo appuntamento Connessioni Digitali dedicato all’Economia del Mare diventa punto di incontro tra chi governa le politiche del settore e chi lo vive e lo racconta ogni giorno. Blue Sicily, il mare che innova, è in programma alle ore 11, al Magnisi Studio di Palermo: c’è ancora tempo per registrarsi e partecipare, basta compilare il form che si trova a questo link.
Non il solito convegno
L’evento entra nel merito di un ambito che per la Sicilia ha un valore strategico enorme e lo fa con la formula che ha reso riconoscibile Connessioni Digitali: un talk conversazionale, aperto e guidato, tra chi il settore lo vive dall’interno ogni giorno. Niente video preregistrati, niente presentazioni.
Perché “La sfida non è pescare di più, ma aumentare il valore della risorsa sul territorio”.
A condurre la conversazione sarà Nino Amadore, giornalista con anni di esperienza sui temi dell’economia e dell’innovazione nel Mezzogiorno. Con lui, il professor Sebastiano Bavetta, economista dell’Università degli Studi di Palermo, che porta al dialogo la profondità analitica e di policy, collegando le esperienze del settore ittico ai grandi temi dell’economia mediterranea e della blue economy europea.
I partecipanti
Il Dipartimento della Pesca Mediterranea porta al tavolo quattro esperti.
- Giovanni Cucchiara, Dirigente Generale del Dipartimento, traccia la cornice generale: come sono andati questi quattro anni di programmazione FEAMPA, cosa ha funzionato e dove restano le sfide su sostenibilità e competitività del settore.
- Donatella Manzo, Dirigente Responsabile del Servizio Acquacoltura e Interventi di Diversificazione della Pesca, entra in un territorio che in pochi conoscono a fondo: ittiturismo, pescaturismo, i bandi attivi per chi vuole trasformare la propria attività di pesca in qualcosa di più – nuove forme di reddito che non passano solo dalla rete.
- Giacomo Tommaso Fascetto, Dirigente Responsabile del Servizio Trasformazione Ittica e Interventi Strutturali della Pesca, spiega come si modernizza davvero una filiera: gli investimenti già impegnati, gli ammodernamenti in corso, i fondi che stanno cambiando il modo in cui il pescato siciliano arriva sul mercato.
- Leonardo Catagnano, Dirigente Responsabile del Servizio Sviluppo Locale e Identità Culturale, chiude il cerchio parlando di valore: come si costruisce, attorno al pesce siciliano, un racconto che passa da educazione alimentare, promozione gastronomica e turismo esperienziale.
Tre domande, tre punti focali
Amadore guida la conversazione attorno a tre grandi domande. Come sta cambiando davvero il mestiere del pescatore in Sicilia, e dove finisce la tradizione e comincia l’impresa? Quali strumenti – FEAMPA 2021-2027, bandi regionali, misure di diversificazione – stanno già producendo effetti concreti, e cosa manca ancora? E infine: come si aumenta il valore della risorsa mare sul territorio, tra digitalizzazione, filiera corta e turismo esperienziale?
Perché Palermo, perché adesso
Palermo non è una scelta casuale: è la sede del Dipartimento della Pesca Mediterranea, il punto in cui si incrociano Mediterraneo orientale e occidentale, tradizione locale e proiezione europea. E luglio è il momento in cui il mare torna al centro dell’attenzione pubblica – tra stagione turistica e fermo biologico – rendendo il tema più che mai attuale.
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