Forma, Confop Sicilia, Asef, Anfop chiedono la dichiarazione dello stato di crisi per la Formazione Professionale siciliana/ MATTINALE 915

10 maggio 2023
  • La Regione siciliana ha accumulato un ritardo di otto mesi sulla pelle di migliaia di persone lasciate senza retribuzione 
  • Siccome senza soldi per otto mesi sono rimasti enti e società della Formazione Professionale e i relativi dipendenti e non ci sono sanzioni per i ritardi lo sfascio continuerà 

La Regione siciliana ha accumulato un ritardo di otto mesi sulla pelle di migliaia di persone lasciate senza retribuzione 

Gli operatori della Formazione professionale siciliana – Forma, Confop Sicilia, Asef, Anfop – chiedono lo stato di crisi. Motivo: da otto mesi l’amministrazione regionale non paga. L’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, ribatte che tutto è a posto e che i soldi stanno per arrivare. Intanto il mondo della Formazione professionale siciliana ha vergato un comunicato al vetriolo: “Il settore della Formazione Professionale in Sicilia non è più in grado di sostenere gli impegni assunti con i lavoratori del settore ed afferenti ai Centri di Formazione Professionale. La causa principale di questa anomalia sta nella mancata possibilità di comunicazione tra le parti sociali che rappresentano il comparto e la politica non predisposta all’ascolto. Ormai da diversi anni non vengono più finanziate intere tipologie formative, soprattutto quelle destinate ai neet, ai disoccupati di lunga durata e all’utenza speciale (FAS) e quei pochi percorsi non ricevono nei tempi pattuiti le somme dovute causando grave nocumento alla filiera che si trova obbligata a pagare onerose polizze fidejussorie per decenni ad arricchimento delle compagnie assicurative. Oltre il danno la beffa, infatti, apprendiamo a mezzo stampa che i capitoli di spesa del Bilancio della Regione siciliana, in particolare quelli relativi ai fondi extraregionali, sono ancora bloccati a causa delle mancate procedure di riaccertamento. Una paralisi finanziaria che vede, dallo scorso Dicembre ad oggi, le casse regionali ancora chiuse. Il perdurare di questa grave mancanza di liquidità non consente più agli Enti di onorare gli stipendi alle migliaia di lavoratori, né tantomeno di sostenere i costi di gestione. Si aggiunga a ciò che numerosi enti rischiano di cessare l’attività laddove si dovesse concretizzare la minaccia dell’INPS di recuperare i contributi (con sanzioni e interessi) relativi al periodo 2016/2019 in cui, su richiesta dei lavoratori ed il placet di Regione e sindacati, si decise di sospendere i rapporti di lavoro. Alla crisi finanziaria, si aggiunge quella economica, infatti ad oggi, malgrado l’imponente dote di risorse FSE e PNRR di cui è in possesso la Regione siciliana, l’assessorato dell’Istruzione e Formazione Professionale non ha varato alcun atto programmatico che possa consentire agli Enti di mantenere i livelli occupazionali, ad eccezione di un singolo Avviso per le IV annualità del sistema IeFP, che concentra tutte le risorse in favore di pochissimi Enti . Tutto ciò premesso, in ragione di quanto sopra ed al fine di scongiurare un preoccupante contenzioso giudiziario, si chiede urgente l’attivazione di un tavolo di crisi presso la Presidenza della Regione siciliana. Si comunica, infine, lo stato di crisi del settore”. Anche la Uil – che rappresenta una parte dei lavoratori del settore – è critica con la Regione. da parte sua l’assessore regionale Falcone assicura che entro fine mese i pagamenti verranno effettuati.

 

Siccome senza soldi per otto mesi sono rimasti enti e società della Formazione Professionale e i relativi dipendenti e non ci sono sanzioni per i ritardi lo sfascio continuerà 

Fin qui i comunicati. Proviamo ora a illustrare i fatti, andando al di là della comunicazione ufficiale. Prima domanda: è – come lascia intendere l’assessore Falcone – un problema legato al riaccertamento dei residui degli anni passati o c’è dell’altro? Seconda domanda: la Formazione professionale non dipende dai fondi regionali ma dai fondi europei. Se c’è un problema di riaccertamento, ebbene, tale problema non nasce per caso ma è il frutto di un’amministrazione regionale che non funziona. Non si possono lasciare migliaia di persone senza retribuzione perché la politica siciliana – in questo caso il Governo regionale – non è in grado di fare lavorare gli uffici in tempi celeri per non lasciare migliaia di persone senza retribuzioni. Poniamo una domanda all’assessore Falcone e ai burocrati dell’assessorato regionale all’Economia e dell’assessorato alla Formazione professionale: se il riaccertamento dei residui avesse bloccato gli stipendi dell’assessore Falcone, dei parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana e dei burocrati regionali cosa sarebbe successo? Rispondiamo noi: non sarebbe successo, perché politici siciliani e burocrati regionali avrebbero lavorato giorno e notte per garantirsi gli stipendi senza ritardi. Ma siccome i ritardi colpiscono enti e società della Formazione Professionale e i relativi dipendenti, politici e burocrati se la possono prendere comoda. E infatti se la prendono comoda. Il problema è tutto qui. E il discorso è sempre lo stesso: siccome nessuna autorità interverrà per contestare alla burocrazia regionale i ritardi  nell’erogazione dei fondi a enti e società della Formazione Professionale, questi ultimi dovranno subire. Punto. E’ lo stesso discorso che riguarda lo sfascio del cimitero dei Rotoli di Palermo con le bare abbandonate dove capita: siccome non ci sono state sanzioni per i responsabili lo sfascio continuerà. Idem per lo sfascio della sanità pubblica siciliana con i Pronto Soccorso con carenza di medici e con gli ospedali con carenza di posti letto: siccome non ci sono né responsabili, né sanzioni lo sfascio continuerà. Stesso discorso per le torrette di avvistamento degli incendi abbandonate: siccome non ci sono responsabili, né sanzioni lo sfascio continuerà. Il resto sono solo minchiate.

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