Mattinale

La discarica di Bellolampo a Palermo va chiusa. Altro che conferimento di nuovi rifiuti! Le responsabilità dei Comuni/ MATTINALE 855

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  • Siccome ci siamo rotti i cabbasisi nell’ascoltare e leggere, in materia di emergenza rifiuti, attacchi pretestuosi alla Regione, proviamo, legge alla mano, a capire di chi sono le competenze e le responsabilità vere in materia di gestione dei rifiuti 
  • Competenze della Regione siciliana
  • Competenze delle ex Province
  • Competenze dei Comuni 
  • Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti (SRR)
  • Piano regionale di gestione dei rifiuti
  • Ci sono i Piani d’ambito?

Siccome ci siamo rotti i cabbasisi nell’ascoltare e leggere, in materia di emergenza rifiuti, attacchi pretestuosi alla Regione, proviamo, legge alla mano, a capire di chi sono le competenze e le responsabilità vere in materia di gestione dei rifiuti 

L’emergenza rifiuti è ormai da anni una condizione esistenziale di alcune aree della Sicilia. Ci sono Comuni dell’Isola dove la raccolta differenziata dei rifiuti va molto bene; e ci sono altri dove la raccolta differenziata dei rifiuti è un disastro, in testa Palermo e Catania. Le cronache raccontano che in queste ore grandi difficoltà in materia di gestione dei rifiuti si riscontrano in una ventina di Comuni del Palermitano. Questi Comuni non possono più conferire l’indifferenziato nella discarica di Trapani. E nemmeno nella discarica di Siculiana, in provincia di Agrigento. Questi Comuni, o meglio, gli amministratori di questi Comuni vorrebbero trasferire i rifiuti nella discarica di Bellolampo, a Palermo. Una follia allo stato puro, perché la discarica di Bellolampo, satura da oltre un ventennio, dovrebbe essere già chiusa e invece la stano irrazionalmente ampliando per seppellire ancora rifiuti! Ricordiamo che l’area di Bellolampo non è mai stata il massimo per ospitare una discarica, tant’è vero che il percolato ha inquinato anche il mare della borgata dell’Acquasanta. Qualcuno ha detto ai Sindaci che Comuni del Palermitano che vorrebbero portare i rifiuti nella discarica di Palermo che la detta discarica di Bellolampo è uno dei 30 siti più inquinati d’Italia?

 

Competenze della Regione siciliana

Poiché si continua ad ‘assolvere’ a prescindere i Comuni siciliani che non gestiscono bene i rifiuti è bene fare chiarezza, leggi alla mano, sulle competenze della Regione siciliana e sulle competenze dei Comuni in materia di gestione dei rifiuti. Partiamo dalla legge regionale n. 8 aprile 2010, n. 9: Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati. (G.U.R. 12 aprile 2010, n. 18)
Art. 2. Competenze della Regione
1. Nel rispetto delle linee guida e dei criteri generali di cui all’articolo 195 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la Regione esercita le competenze di cui all’articolo 196 del medesimo decreto legislativo n. 152/2006 anche provvedendo:
alla promozione della gestione integrata dei rifiuti, come complesso delle attività volte a ridurre la quantità dei rifiuti prodotti, nonché ad ottimizzare la raccolta, compresa la raccolta differenziata, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti;
all’adozione, sentita la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali, del Piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all’articolo 9;
alla verifica di conformità al Piano regionale di gestione dei rifiuti dei Piani d’ambito di cui all’articolo 10;
al rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti speciali, nonché dell’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, secondo le disposizioni statali e comunitarie e sulla base di quanto stabilito dal piano regionale di gestione dei rifiuti;
alla determinazione degli interventi finanziari necessari per l’attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti che dovranno essere finalizzati alla riduzione della tariffa sostenuta dai cittadini;
all’adozione, nei casi previsti, degli interventi di controllo sostitutivo;
all’autorizzazione a smaltire, per un periodo limitato, rifiuti urbani presso impianti ubicati fuori dal territorio provinciale di produzione degli stessi nei casi previsti dall’articolo 191 del decreto legislativo n. 152/2006;

 

Competenze delle ex Province

Art. 3. Competenze delle province seguenti funzioni:
a) il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il monitoraggio ad essi conseguenti;
d) l’individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti….

 

Competenze dei Comuni 

Art. 4. Competenze dei Comuni
1. I Comuni esercitano le funzioni di cui all’articolo 198 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
stipulano il contratto di appalto per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, …
assicurano il controllo del pieno adempimento dell’esecuzione del contratto di servizio nel territorio comunale;
adottano il regolamento comunale per la raccolta differenziata in conformità alle linee guida allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti ed al piano d’ambito;
esercitano le funzioni atte a garantire la raccolta delle diverse frazioni di rifiuti urbani e prescrivono le disposizioni per la corretta gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti cimiteriali;
emanano le ordinanze per l’ottimizzazione delle forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio e la relativa fissazione di obiettivi di qualità;
prevedono, di concerto con la Regione, le Province e le SRR (Società per la Regolamentazione del servizio gestione Rifiuti), all’interno degli strumenti di pianificazione urbanistica, le infrastrutture e la logistica necessaria per la raccolta differenziata, anche per la separazione secco umido, e per lo smaltimento, riciclo e riuso dei rifiuti.

 

Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti (SRR)

Art. 8. Funzioni delle Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti (SRR):
2. La SRR esercita attività di controllo finalizzata alla verifica del raggiungimento degli obiettivi qualitativi e quantitativi determinati nei contratti a risultato di affidamento del servizio con i gestori. La verifica comprende l’accertamento della realizzazione degli investimenti e dell’utilizzo dell’impiantistica indicata nel contratto e nel piano d’ambito, eventualmente intervenendo in caso di qualsiasi evento che ne impedisca l’utilizzo, e del rispetto dei diritti degli utenti, per i quali deve comunque essere istituito un apposito call-center senza oneri aggiuntivi per la SRR

 

Piano regionale di gestione dei rifiuti

Art. 9. Piano regionale di gestione dei rifiuti
2. La pianificazione regionale definisce i criteri e le modalità per promuovere la programmazione e l’esercizio della gestione integrata dei rifiuti…
definisce i criteri per la localizzazione degli impianti operativi
fissa i criteri per la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani, nonché per la stima dei costi di investimento per la realizzazione del sistema impiantistico regionale;
definisce un piano per l’ampliamento di discariche pubbliche esistenti e/o nuove discariche pubbliche, sufficienti per soddisfare il fabbisogno del conferimento di rifiuti delle SRR per almeno tre anni;
stabilisce i criteri e le modalità da adottarsi in tutto il territorio della Regione, per la determinazione delle tariffe di conferimento in discarica.

 

Piani d’ambito

Art. 10. Piano d’ambito
1. Il Piano d’ambito definisce il complesso delle attività necessarie a garantire la gestione integrata dei rifiuti urbani nell’ATO di riferimento.
3. Il Piano d’ambito cura altresì:
le modalità di gestione, alla scala dell’ATO, dei servizi e degli impianti relativi allo smaltimento, al riciclo ed al riuso dei rifiuti;
la descrizione delle fasi temporali in cui il piano si articola, dalla situazione attuale fino alla situazione a regime, dopo il superamento dell’emergenza;
la descrizione delle singole fasi in termini di:
investimenti (attrezzature, mezzi, impianti);
costi gestionali (personale, materiali di consumo);
obiettivi di raccolta differenziata;
enti coinvolti;
popolazione coinvolta in termini di tipologia e di territorio;
impianti che si prevedono di utilizzare ad integrazione di quelli già esistenti;
trattamento del rifiuto;
sbocco del materiale trattato (riutilizzo);
destinazione dei sovvalli (materiali di scarto);
gli interventi finalizzati all’autosufficienza impiantistica dell’ATO, inclusa la programmazione e la localizzazione degli impianti previsti.

 

Ci sono i Piani d’ambito?

4. La SRR adotta il Piano d’ambito ed il relativo Piano economico-finanziario di supporto entro sessanta giorni dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti. Ebbene, sono passati quasi 20 mesi dall’emanazione del Piano regionale. Da qui la domanda: quanti Piani d’ambito aggiornati sono stati presentati fino ad oggi? Ricordiamo che “Le previsioni contenute nel Piano d’ambito sono vincolanti per gli enti soci, nonché per i soggetti che ottengano l’affidamento dei servizi di gestione integrata dei rifiuti”; e che “La mancata adozione del Piano d’ambito preclude la concessione di eventuali contributi europei, statali e regionali per la realizzazione del sistema di gestione integrata dei rifiuti”. Questi sono i fatti, leggi alla mano. Ora, chi vuole capire, capisca. Noi ci rendiamo conto che i Comuni siciliani hanno grandi e gravi problemi finanziari. Ma non ci sembra che, quando ne hanno avuto bisogno, si siano fatti molti scrupoli nell’aumentare la TARI, la Tassa sui rifiuti. A nostro modesto se ci sono responsabilità della Regione – però responsabilità vere, non demagogia tipo “la legge è sbagliata” o “il Piano regionale dei rifiuti non va bene”. Va respinta l’idea – totalmente folle – di andare a conferire i rifiuti dei Comuni del Palermitano nella discarica di Bellolampo, dove sono già in corso altre follie, dalla realizzazione della settima vasca all’idea – ultra-folle! – di continuare ad utilizzare il sito di Bellolampo invece di chiuderlo e iniziare la bonifica.

Foto tratta da La Sicilia 

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