I ‘mercati’ scommettono sul ‘pareggio’ o sulla vittoria dei Dem americani per tenere in piedi guerra in Ucraina e speculazioni sul grano?

10 novembre 2022
  • La domanda non è oziosa, perché i Repubblicani – stranamente indietro nei voti rispetto al ‘sentire’ del popolo americano – hanno detto che, se vinceranno, bloccheranno la guerra in Ucraina con gravi danni per le élite che con il conflitto si stanno arricchendo… 
  • Il dubbio che la guerra in Ucraina continuerà
  • Il ritorno del carbone come fonte di energia  
  • L’analista dei mercati mondiali Sandro Puglisi nel suo report dice che ci sono semi di girasole in abbondanza. Come mai in Italia il prezzo dell’olio di girasole è triplicato?

La domanda non è oziosa, perché i Repubblicani – stranamente indietro nei voti rispetto al ‘sentire’ del popolo americano – hanno detto che, se vinceranno, bloccheranno la guerra in Ucraina con gravi danni per le élite che con il conflitto si stanno arricchendo… 

 

La lettura dei report dell’analista dei mercati internazionali, Sandro Puglisi, oltre a dare un quadro di quanto avviene nell’economia mondiale, è importante anche per provare a spiegare certi fenomeni – per esempio l’aumento dei prezzi di certi prodotti alimentari – per accertare se tali aumenti sono giustificati o se, invece, sono frutto di speculazioni. Prendiamo il caso del grano in Europa e non soltanto in Europa. Sono tanti i fattori che influenzano il mercato del grano mondiale. Noi ne mettiamo sotto osservazione tre: la grande produzione di grano in Russia, il corridoio umanitario nel Mar Nero che non si sa che fine farà e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti d’America. Al netto della disinformazione sulle elezioni americane, lo scenario è piuttosto semplice: se vinceranno i Repubblicani – che in questo momento vincono solo al Congresso – la guerra in Ucraina finirà. L’Occidente industrializzato liberista e ultra-globalista, oggi fonte di grande disinformazione, fa sapere che i Democratici americani non hanno perso e c’è addirittura chi, con il Congresso già in quasi-appannaggio dei Repubblicani, dice che i Democratici alla fine della conta dei voti risulteranno vincitori! Perché è importante conoscere chi vincerà le elezioni? Perché se vinceranno i Repubblicani la guerra in Ucraina finirà, mentre se vinceranno i Democratici la guerra in Ucraina continuerà. E poiché ci sono interessi economici enormi nel far proseguire la guerra in Ucraina, noi non escludiamo che, alla fine della conta dei voti, in un modo o nell’altro – soprattutto grazie ai voti ‘postali’ – faranno risultare ‘vincitori’ i Democratici sia al Congresso, sia al Senato. Ricordiamo che ancora lo spoglio deve essere completato negli Stati del Nevada e dell’Arizona mentre in Georgia si andrà al ballottaggio. Se la guerra in Ucraina proseguirà – e noi abbiamo questo dubbio, perché abbiamo la sensazione che i ‘mercati’ stiano scommettendo o sul Congresso ai Repubblicani e sul Senato ai Democratici o, addirittura, sulla vittoria dei Democratici sia al Congresso, sia al Senato – il caos nei mercati mondiali del grano proseguirà. Sarebbe un’assurdità, dal momento che, con la guerra in Ucraina, l’America si sta impoverendo: ma a impoverirsi è il popolo americano, non certo le élite americane e globaliste che si stanno arricchendo! Resta da capire perché il popolo americano sta votando i Democratici… la spiegazione è che quando alle elezioni dalle classiche schede si passa ai voti ‘postali’ e al voto elettronico (come in Brasile) può succedere di tutto… Chi vuole intendere intenda.

 

Il dubbio che la guerra in Ucraina continuerà

 

In questo scenario di guerra i tre fattori che stiamo esaminando sono tra loro legati. La Russia ha una grande produzione di grano e aspetta gli eventi; il corridoio umanitario nel Mar Nero esiste perché c’è la guerra in Ucraina, se la guerra in Ucraina finirà non ci sarà più bisogno di un corridoio nel Mar Nero per far transitare le navi ucraine cariche di grano e altri prodotti agricoli. Di certo c’è che bisognerà aspettare il ballottaggio in Georgia per conoscere l’esito finale ufficiale delle elezioni americane; ciò significa che, per un altro mese, comunque andranno le cose, la guerra in Ucraina proseguirà. In questo scenario c’è anche il ruolo della Cina, alle prese con il ritorno del Covid. Non si capisce se in Cina sia presente un ceppo di virus più aggressivo o se i cinesi, come sempre, blocchino milioni di persone per debellare completamente il virus. Per ora la Cina è nella fase di blocco, importa meno prodotti e i prezzi di alcuni prodotti agricoli sono in ribasso, a cominciare dalla soia, come segnala nel suo report Puglisi. Sempre negli Stati Uniti, scrive l’analista dei mercati internazionali, “I commercianti rimangono riluttanti a vendere grano fino a quando non sapranno se la Russia acconsentirà a una continuazione dell’accordo sul corridoio di esportazione del grano che scadrà il 19 Novembre”. Se la guerra continuerà – e noi abbiamo questo dubbio, perché notiamo troppi interessi forti che lavorano per il proseguimento del conflitto in Ucraina – rimarrà l’incertezza e i commercianti vogliono capire se il grano ucraino verrà esportato o se rimarrà in Ucraina. In tutto questo ci sono altri due fattori: il drastico calo di produzione di grano in Argentina e il clima molto piovoso che sta creando enormi problemi al grano in Australia, se è vero che il grano umido può essere attaccato dai miceti o funghi e sviluppare mocotossine.

 

Il ritorno del carbone come fonte di energia  

 

E in Europa? C’è, in primo luogo, la siccità che ha colpito l’Europa centrale, Francia in testa. Da qui una sensibile riduzione della produzione di grano tenero, in Francia molto coltivato. I prezzi dovrebbero aumentare, ma c’è, sullo sfondo, la grande produzione russa. E il grano russo, in questo momento, è il più economico e calmiera i prezzi. Soprattutto nei confronti del Nord Africa e, in generale, di tutta l’Africa, Continente oggi molto vicino alla C ina e, di conseguenza, alla stessa Russia. Puglisi fa notare un elemento non certo secondario: con la crisi del gas alcuni Paesi stanno tornando al carbone. Nel report si cita il caso della Polonia che, per trasportare carbone, rende le “esportazioni di grano più difficili e costose”. Non c’è solo la Polonia: anche l’India punta sul carbone, per non parlare della Cina, che ha sì iniziato la riconversione industriale grazie al gas russo ma che continua ad utilizzare molto carbone per la produzione di energia. Sembra incredibile, ma anche la Germania sta tornado al carbone, di fatto ridicolizzando la ‘presunta’ scelta ‘green’ della Commissione europea presieduta, per ironia, dalla tedesca Ursula von der Leyen!

 

 

 

L’analista dei mercati mondiali Sandro Puglisi nel suo report dice che ci sono semi di girasole in abbondanza. Come mai in Italia il prezzo dell’olio di girasole è triplicato?

 

Un passaggio del report di Puglisi spiega perfettamente costa sta succedendo in Europa con l’olio di girasole, oggi venduto – almeno in Italia – a prezzi notevolmente maggiorati, ovvero a prezzi del 250-300% in più rispetto al prezzo precedente lo scoppio della guerra in Ucraina. “I raccolti di semi di girasole e di soia – leggiamo nel report – sono stati deludenti. Penalizzato dal clima estivo sfavorevole (caldo eccessivo e mancanza di pioggia)”, si legge in un rapporto. Solo per esempio, il raccolto francese di semi di girasole quest’anno è sceso a circa 1,7 milioni di tonnellate a causa del clima estivo secco e nonostante un forte aumento delle semine, ha affermato lunedì l’istituto tecnico francese di semi oleosi Terres Inovia. La stima, basata su una superficie di oltre 840.000 ettari e una resa media di 2,05 tonnellate per ettaro (t/ha), era inferiore all’ultima emessa dal ministero dell’agricoltura francese il mese scorso a 1,83 milioni di tonnellate, sulla base di una resa di 2,13 t/ha”. Fin qui sembra che l’aumento del prezzo dell’olio di girasone sia almeno in parte giustificato. Poi, però, arriva la precisazione: “L’istituto ha sottolineato che, nonostante il calo rispetto allo scorso anno, il raccolto è rimasto al di sopra della media quinquennale di 1,5 milioni di tonnellate. Questa produzione consentirà alle unità industriali di frantumare ancora più semi di girasole francesi e garantire migliori forniture di olio e farina”. Se l’olio di girasole c’è come mai in Italia il prezzo è così elevato? Qualcuno – per esempio il Governo nazionale – risponderà a questa domanda?

P.s.

Dimenticavamo: le ‘sinistre’ europeiste tifano per i Democratici: lo capiscono che con il proseguimento della guerra in Ucraina l’Unione europea andrà a sbattere? l’unico che sembra averlo capito è il Cancelliere tedesco, Olaf Scholz, che si è catapultato in Cina, Paese che guida l’offensiva contro l’area del dollaro statunitense da dove origina la guerra in Ucraina…  

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

 

 

 

 

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