Grazie all’embargo Ue la Russia vende petrolio in tutto il mondo! Mentre l’Europa acquista gas liquefatto russo… E le sanzioni?

8 novembre 2022
  • Tutto il mondo aspetta che il 5 Dicembre scatti l’embargo dell’Unione europea al petrolio russo per acquistare lo stesso petrolio russo che non andrà più in Europa. Mai la Russia ha guadagnato tanti soldi con il greggio! Insomma, le ‘sanzioni’ europee stanno rilanciando alla grande l’economia russa   
  • Persino i Paesi del Golfo – grandi produttori di petrolio – si sono messi ad acquistare petrolio greggio russo risparmiando i propri giacimenti. Gli attuali governanti della Ue sono veramente ‘geni’…
  • Con il gas siamo al paradosso: l’Unione europea non riceve più il gas russo ma acquista il gas liquido russo, non gravato da sanzioni, a un prezzo di gran lunga superiore a gas normale! E poi si lamentano che c’è l’inflazione…
  • I risvolti tragicomici in Sicilia 

Tutto il mondo aspetta che il 5 Dicembre scatti l’embargo dell’Unione europea al petrolio russo per acquistare lo stesso petrolio russo che non andrà più in Europa. Mai la Russia ha guadagnato tanti soldi con il greggio! Insomma, le ‘sanzioni’ europee stanno rilanciando alla grande l’economia russa   

 

Veramente c’è ancora in giro qualcuno che è convinto che con le sanzioni economiche del cosiddetto Occidente industrializzato, Stati Uniti d’America e Unione europea in testa, la Russia sia in difficoltà? Non è che sta avvenendo l’esatto contrario, almeno per petrolio e gas? Il 5 Dicembre prossimo scatterà l’embargo europeo al petrolio russo. L’economia russa verrà danneggiata? Titolo di un articolo di scenarieconomici.it: “La Russia tocca il massimo di esportazioni di petrolio, in attesa delle sanzioni”. In questo momento, per la Russia, in materia di petrolio, gli affari vanno a gonfie vele. Il giornale economico riporta un articolo di Bloomberg, multinazionale che opera nel settore dei mass media con sede a New York e filiali in tutto il mondo. Stando a quanto scrive scenarieconomici.it che riprende Bloomberg, “la scorsa settimana le esportazioni russe di greggio via mare sono salite ai massimi da cinque mesi, soprattutto a causa degli acquirenti che corrono ad accaparrarsi l’oro nero scontato russo prima che subentrino le sanzioni decise dalla Ue”. C’è anche qualche numero: le esportazioni di greggio russo sono aumentate di 3,6 milioni di barili, “il livello più alto dall’inizio di Giugno”. In aumento le esportazioni di greggio russo verso i Paesi europei, che stanno facendo scorta in vista dell’embargo. In crescita anche le esportazioni di greggio russo verso l’Asia e – attenzione a questo dato – anche “senza una destinazione specifica”. Sembra incredibile, ma oggi tutti vogliono il petrolio greggio russo, soprattutto da quando hanno saputo che i ‘geni’ dell’Unione europea non lo acquisteranno più. “I ricavi delle esportazioni russe – leggiamo sempre su scenarioeconomici.it – sono aumentati di 16 milioni di dollari, raggiungendo 149 milioni di dollari nella settimana del 4 Novembre, il livello più alto degli ultimi cinque anni” (qui per esteso l’articolo di scenarieconomici.it)

 

Persino i Paesi del Golfo – grandi produttori di petrolio – si sono messi ad acquistare petrolio greggio russo risparmiando i propri giacimenti. Gli attuali governanti della Ue sono veramente ‘geni’…

 

C’è anche un risvolto che coinvolge i Paesi del Golfo (Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, UAE). Che siano questi i Paesi che ricevono almeno una parte di petrolio russo indicato come “senza una destinazione specifica?”. sembrerebbe proprio di sì. Questi Paesi grandi esportatori di petrolio – stando a quanto abbiamo dedotto in questi giorni leggendo i report dell’analista dei mercati internazionali, Sandro Puglisihanno acquistato grandi quantitativi di petrolio russo a buon mercato, trattenendo il proprio. Noi – che non siamo grandi conoscitori dei mercati internazionali ma semplici lettori – ci chiediamo e chiediamo: non è che, dopo il 5 Dicembre, cioè dopo che scatterà l’embargo dell’Unione europea contro il petrolio russo, gli stessi Paesi europei andranno ad acquistare il greggio dai Paesi del Golfo? Noi siamo certi che i Paesi dell’Unione europea, dopo che scatterà l’embargo al petrolio russo, non acquisteranno mai dai Paesi del Golfo petrolio greggio che gli stessi Paesi del Golfo hanno acquistato dalla Russia, per poi rivendercelo a un prezzo maggiore rispetto al prezzo che gli stessi Paesi del Golfo hanno pagato alla Russia. Sarebbe, per l’Unione europea una beffa e una farsa…

 

Con il gas siamo al paradosso: l’Unione europea non riceve più il gas russo ma acquista il gas liquido russo, non gravato da sanzioni, a un prezzo di gran lunga superiore a gas normale! E poi si lamentano che c’è l’inflazione… 

 

Andiamo al gas russo. Molto interessante un articolo di quoted business – pillole di economia internazionale. Titolo: “L’indipendenza energetica europea da Mosca è una bufala colossale“. Sommario: “Gli stoccaggi pieni al 93,6% sono stati resi possibili anche da un incremento su base annua del 41% delle importazioni europee di Lng russo. Di fatto, l’Europa è diventata la gallina dalle uova d’oro sia per Washington che per Mosca”. Per Lng s’intende il gas naturale liquefatto, che viene indicato anche con la sigla Gnl. “In pratica – si legge su quoted business – l’Europa sta comprando gas liquefatto dalla Russia, perché questo non è soggetto alle sanzioni che toccano quello via pipeline, ovvero allo stato gassoso. Al largo delle coste iberiche, del Mediterraneo e del Nord-Ovest dell’Ue, oggi ci sono 60 tankers carichi di gas liquefatto russo: si tratta di oltre il 10% del totale di quei charters attualmente in circolazione nel mondo”. I governanti dell’Unione europea si confermano dei super-geni: si sono fatti tagliare il gas russo; una ‘manina’ ha fatto saltare in aria i due gasdotti che attraversano il Mar Baltico – Nord Stream 1 e Nord Stream 2 – che chissà per quanto tempo non porteranno più il gas russo in Europa; hanno posto l’embargo al petrolio greggio russo per creare problemi economici alla Russia (cosa che non avverrà, perché la Russia non sa a chi vendere prima il proprio greggio e proprio grazie all’arrivo dell’embargo europeo sta guadagnando cifre astronomiche!) e però la stessa Ue acquista a man bassa gas liquido russo che costa un sacco di soldi! l’Unione europea dovrebbe penalizzare economicamente la Russia e invece la sta facendo arricchire! La domanda che si pone e pone quoted business è: “Se la Russia decidesse che le importazioni di Cina e India garantiscono al suo budget introiti valutati sufficienti da Mosca per sostituire gli acquisti europei, cosa accadrebbe? E come sarebbe giudicata dai mercati la reale dipendenza energetica del Vecchio Continente?”. La Germania ha risorse per stanziare altri aiuti, la Francia sta riaccendendo i due terzi delle centrali nucleari che aveva fermato. E l’Italia?

 

I risvolti tragicomici in Sicilia 

 

Ah, dimenticavamo: con l’arrivo dell’embargo al petrolio russo non si sa che fine farà la raffineria di Priolo (Isab) gestita dai russi della Lukoil. Un fatto sembra certo: i russi non dovrebbero essere così ingenui da raffinare petrolio greggio non russo per danneggiare il proprio Paese, né è certo che si libereranno della raffineria se gli verrà impedito di raffinare greggio russo. Ce la vogliamo vedere tutta… (qui un nostro articolo).

Foto tratta da Avvenire 

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