Così Musumeci e Armao hanno regalato a Cateno De Luca i Comuni siciliani che chiedono di far decollare le ZFM

27 luglio 2022
  • Per ZFM si intende Zone Franche Montane che l’attuale Governo regionale si è rifiutato di finanziare. Errore, perché per i Comuni montani si tratta di una grande opportunità
  • A noi risulta che tanti Sindaci siciliani stanno appoggiando Cateno De Luca

Per ZFM si intende Zone Franche Montane che l’attuale Governo regionale si è rifiutato di finanziare. Errore, perché per i Comuni montani si tratta di una grande opportunità

In politica ci sono cose che non è facile capire. Noi, ad esempio, non comprendiamo per quale motivo il Governo regionale siciliano di Nello Musumeci ha detto no alle Zone Franche Montane (ZFM). Per i Comuni di alta collina e di montagna della Sicilia – che nella maggioranza dei casi coincidono con le aree interne della nostra Isola – le agevolazioni fiscali per sostenere le imprese sono importantissime. Ma, come già ricordato, il Governo Musumeci – con in testa l’assessore all’Economia Gaetano Armao – ha detto no. Alla fine servivano 100 milioni di euro. Non era difficile ipotizzare un aumento del gettito IVA, che si è puntualmente materializzato (circa 300 milioni di euro). In ogni caso, in politica – se c’è la volontà politica – le soluzioni si trovano. Invece l’attuale Governo regionale ha chiuso la questione con un secco no. Oggi leggiamo un comunicato dal quale apprendiamo che Vincenzo Lapunzina, già coordinatore regionale del Comitato per l’istituzione delle Zone Franche Montane, è candidato all’Assemblea regionale siciliana nella lista “De Luca, sindaco di Sicilia”. In pratica con il candidato alla presidenza della Regione siciliana, Cateno De Luca. Se non ricordiamo male, i Comuni siciliani che si battevano per le Zone Franche Montane, lo scorso anno, erano 133.

A noi risulta che tanti Sindaci siciliani stanno appoggiando Cateno De Luca

I sindaci di questi Comuni sono passati con De Luca? Non lo sappiamo, ma ce lo chiediamo, perché a noi arrivano notizie che tanti primi cittadini siciliani stanno passando con De Luca. E’ quello che scriviamo da settimane: mentre dalle parti del centrosinistra si sono cimentati in primarie flop, mentre nel centrodestra devono ancora decidere su chi sarà il candidato alla guida della Sicilia, De Luca batte il territorio della nostra Isola e fa proseliti. La nostra impressione – a proposito delle elezioni regionali siciliane – è che il centrosinistra siciliano, che sconosce la parola rinnovamento, farà un tonfo; e abbiamo anche l’impressione che il centrodestra siciliano – forte solo se unito – all’apertura delle urne potrebbe avere sgradite sorprese. Leggiamo intanto cosca si legge nel comunicato di Lapuzina: “Nei giorni scorsi il governo Draghi ha impugnato, dinanzi alla Corte Costituzionale, 28 norme della Legge di stabilità della Regione siciliana, approvata il 14 Maggio scorso. Di fatto, tra l’altro, almeno fino alla pronuncia della Corte, il Governo Musumeci non potrà né assumere, né stabilizzare. Un duro colpo per la campagna elettorale degli assessori regionali, oltre che del presidente Musumeci”. E ancora: “Questa, come le altre impugnative, è la conseguenza dello stato confusionale del rapporto tra la Regione e lo Stato. Lo Stato viola lo Statuto, impugnando le Leggi regionali e la Regione da sempre accetta. Lapunzina, a questo punto, pone qualche domanda: “Qual è il ruolo dei segretari generali della Giunta regionale e dell’Ars riguardo ai controlli costituzionali sulle Leggi regionali? E ancora, l’assessore Armao, che ha la delega all’Economia, intrattiene rapporti con il governo nazionale per chiarire per tempo le criticità?”. E’ un tema che abbiamo posto anche noi, con riferimento ai vertici burocratici del Parlamento dell’Isola. “La questione – conclude Lapunzina – è, ad evidenza, complessa e richiede una adeguata preparazione ed autorevolezza, in atto assente in Regione e di questo lo Stato tenderebbe ad approfittarsene. Speriamo nell’esito delle prossime elezioni nazionali e regionali. Credo sia giunto il momento di mettere la parola fine alla mamma di tutte le emergenze: l’incertezza”.

 

 

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