Secca sconfitta di Macron (e della Ue) alle elezioni parlamentari francesi, vincono la sinistra di Mélenchon e la destra di Marine Le Pen

20 giugno 2022
  • Il presidente Macron non ha la maggioranza in Parlamento
  • Con gli attuali chiari di Luna il presidente francese potrà mandare in soffitta la riforma delle pensioni e le altre riforme ‘europeiste’
  • La sinistra di Mélenchon vince, ma non secondo le aspettative. Chi stravince è Marine Le Pen che conquista il 110% di deputati in più 

Il presidente Macron non ha la maggioranza in Parlamento

Vero è che il sistema elettorale francese è un po’ strana. Ma il presidente appena eletto, Macron, sicuramente non aveva messo nel conto una sconfitta così cocente. Macron pensava che, alla fine, avrebbe raggranellato una mezza maggioranza nell’Assemblée National. Ha nominato i Ministri con la certezza, quasi matematica, che avrebbe acciuffato i  i 289 seggi necessari per non dover contare su altre forze politiche. Invece a giudicare dai dati che vanno emergendo, Macron non ha più la maggioranza in Parlamento, mentre 141 seggi andrebbero alla sinistra e 90 seggi del Rassemblement National di Marine Le Pen. Quest’ultima, sconfitta alle presidenziali e un po’ demoralizzata, partiva da 8 seggi. Pensava di guadagnare sì voti, ma non pensava certo di prendere il 110% di seggi in più! Così, in una Francia con il caldo che non dà tregua, con circa il 54% di cittadini che ha deciso di non andare a votare, il presidente francese Macron – esponente di un’ormai morente Unione europea dell’euro alle prese con la guerra in Ucraina che mina alla base la propria economia – si ritrova con la crescita della sinistra estrema e della destra estrema.

Con gli attuali chiari di Luna il presidente francese potrà mandare in soffitta la riforma delle pensioni e le altre riforme ‘europeiste’

E’ veramente messo male, Macron. Vero è che gode dell’appoggio di finanza e banche. Ma questa condizione, alla luce dei risultati elettorali, più che una forza sembra oggi una debolezza. Perché sinistra e destra non faranno sconti. Elisabeth Borne, la premier appena eletta, ammette le difficoltà: “E’ una situazione inedita” che “rappresenta un rischio per il nostro Paese viste le sfide che dobbiamo affrontare, sia sul piano nazionale che internazionale”. Da qui il solito appello ai parlamentari di “di buona volontà” e bla bla bla. Ci sarebbero i Repubblicani con 75 seggi. E’ chiaro che i voti per andare avanti arriveranno da lì. Ma saranno voti dal costo politico elevato. Non crediamo, ad esempio, che Macron riuscirà a imporre la riforma delle pensioni sponsorizzata dalle oligarchie europeiste. I Repubblicani potrebbero anche votare, ma destra e sinistra scatenerebbero la piazza. La Francia non è l’Italia che sopporta tutto. In Francia il popolo scende in strada. Così mentre infuria la guerra in Ucraina, Macron incassa una sconfitta pesante. La République en Marche, il partito di Macron, cinque anni fa aveva conquistato più di 300 parlamentari, mentre in questa tornata si deve accontentare di 246 seggi. Tre Ministri appena nominati da Macron non sono stati eletti: la ministra della Transizione Ecologica Amélie de Montchalin, la Ministra della Salute Brigitte Bourguignon e il Ministro degli Affari marittimi Justine Bénin. Tutti da sostituire. Sconfitti anche altri due personaggi vicinissimi a Macron: il presidente dell’Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, e il capogruppo di En Marche in Parlamento, Christophe Castaner.

La sinistra di Mélenchon vince, ma non secondo le aspettative. Chi stravince è Marine Le Pen che conquista il 110% di deputati in più 

La sinistra di Mélenchon oggi è primo gruppo d’opposizione. In realtà, Mélenchon pensava a un risultato ancora più eclatante: la maggioranza dei seggi in Parlamento e l’incarico per formare il Governo, imponendo a Macron una vera e propria coabitazione. Invece dovrà accontentarsi di essere riuscito a ricompattare i partiti a sinistra. Con molta probabilità, Mélenchon e i suoi sono stati penalizzati dall’astensionismo dei giovani. Risultato senza precedenti per la destra di Marine Le Pen. Come già accennato, la destra passa da 8 a 90 deputati. Una vittoria che premia la campagna elettorale per le presidenziali che Marine Le Pen ha perso per la terza volta. La davano per sconfitta. Invece entra in Parlamento con quasi 100 parlamentari. Un successo straordinario che supera la soglia dei 35 deputati dell’allora Front National eletti nel 1986 (allora si votava con il proporzionale). “Il popolo – ha detto – Marine Le Pen – ha deciso di inviare un gruppo parlamentare molto potente di deputati del Rassemblement National all’Assemblea nazionale, che diventa così un po’ più nazionale. Questo gruppo sarà di gran lunga il più numeroso nella storia della nostra famiglia politica”. Altri guai per Macron. A conti fatti, si moltiplicano i segnali della crisi dell’Unione europea dell’euro. Il gas russo che comincia a scarseggiare in Europa, gli ‘avvertimenti’ della Banca Centrale spagnola ai cittadini, con l’invito esplicito a tenere in casa i soldi per andare avanti sei mesi un anno e oggi la sconfitta secca, senza attenuanti, di Macron…

Foto tratta da Il Messaggero 

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