Zelensky chiude uno dei due passaggi dove transita il gas russo verso l’Europa: messaggio degli USA alla Ue?

11 maggio 2022
  • Guarda caso la chiusura di uno dei due punti di passaggio del gas russo verso l’Europa è stato chiuso in concomitanza con la presenza di Mario Draghi A Washington   
  • In effetti, è da oltre un mese che il presidente americano Biden chiede all’Europa di fare a meno del gas russo che arriva in Europa. Ma fino ad ora la Commissione europea e i capi dei governi europei hanno tergiversato 

Guarda caso la chiusura di uno dei due punti di passaggio del gas russo verso l’Europa è stato chiuso in concomitanza con la presenza di Mario Draghi A Washington   

Ma guarda un po’ che strana combinazione: nelle stesse ore in cui a Washington il presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, chiede al capo del Governo italiano, Mario Draghi – e di fatto a tutta l’Unione europea – soldi e armi per continuare la guerra in Ucraina, il Governo ucraino chiude uno dei due passaggi dove transita il gas russo verso l’Europa. Solo un ingenuo può pensare che una decisione così importante – soprattutto per alcuni Paesi europei, che non possono fare a meno del gas russo – sia stata presa dal presidente Zelensky senza il placet degli americani. E’ chiaro che si tratta di un messaggio politico preciso degli statunitensi all’Unione europea. I punti d’ingresso del gas russo in Europa sono due: Sokhranivka e Sudzha. da stamattina alle sette il passaggio del gas russo attraverso il punto di transito di Sokhranivka è stato chiuso. Per la cronaca, da Sokhranivka passa il 27% circa del gas russo che va in Europa, 73% passa da Sudzha. “Appare facile immaginare – scrive scenariecnomici.it – cosa possa succedere se vi fosse un incidente, o un attacco all’unico punto di accesso rimasto aperto. Soprattutto la parte centro meridionale del continente rischierebbe di rimanere a secco. Questo da un potere enorme a Zelensky che, come Putin, può chiudere, o quasi, il gas in Occidente. Sarà in grado di non abusarne? Intanto concentra tutto il gas in un solo punto, rendendo il sistema energetico occidentale ancora più fragile”.

In effetti, è da oltre un mese che il presidente americano Biden chiede all’Europa di fare a meno del gas russo che arriva in Europa. Ma fino ad ora la Commissione europea e i capi dei governi europei hanno tergiversato 

Quello che pensiamo della storia del gas russo in Europa l’abbiamo scritto per l’ennesima volta ieri sera: Unione europea e, segnatamente, Germania, Italia, Francia non hanno mai detto “No” a Biden che, da oltre un mese, chiede ripetutamente di bloccare l’afflusso in Europa del gas russo. Ue e, segnatamente, Germania, Italia, Francia non si sono mai opposti, a parole, alla richiesta statunitense, “ma di fatto vanno avanti con il gas russo: e questo, oggettivamente – comincia ad apparire come una presa per i fondelli. Sappiamo tutti che Germania, Italia e Francia, senza il gas russo, dovranno ridurre la propria capacità economica. Ma quando si prendono gli impegni bisogna rispettarli. Cosa pensiamo della guerra in Ucraina l’abbiamo già scritto: a nostro avviso gli Stati Uniti stanno legittimamente difendendo l’area del dollaro dall’affondo di Cina, Russia, India e altri Paesi del mondo. Si può essere d’accordo o meno con gli USA, certo. Quello che non funziona è dire una cosa e rinviare, rinviare, rinviare, come sta facendo la Ue. Ecco, a noi l’Unione europea, in questa fase, ricorda un po’ Bertoldo, che era stato condannato a morte dal re che, però, gli aveva concesso l’opportunità di scegliere l’albero dove farsi impiccare e lui, Bertoldo, pur avendo visionato tantissimi alberi, non trovava mai quello che gli andava a genio…”. Adesso – come si direbbe in Sicilia – semu ‘a strinciuta: la Ursula von der Leyen, il Cancelliere tedesco Scholz, il presidente francese Macron e il capo del Governo dei ‘Migliori’ di dovranno dare una mossa. Insomma: se il flusso di gas usso verso l’Europa non lo chiuderà Putin, beh, ci potrebbe pensare Zelenski…

 

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