Il mercato internazionale del grano comincia ad accusare i primi colpi dovuti al ritorno della pandemia? Il dubbio c’è

21 novembre 2021
  • Gli effetti negativi prodotti dai cambiamenti climatici non sono finiti (riduzione dell’offerta mondiale del grano e aumento del prezzo). Ma il ritorno della pandemia nei Paesi del cosiddetto Occidente industrializzato potrebbe innescare un andamento ‘ribassista’
  • In Russia il prezzo del grano è sempre in aumento. Idem in Canada. Primi ribassi in Germania, in Spagna e in Italia. Piccolo scivolone del grano duro nel mercato di Bologna e prezzo del duro bloccato a 48 euro al quintale in Sicilia   
  • Andamento altalenante nei mercati del grano di tutto il mondo
  • La vera notizia raccontata da Sandro Puglisi è che l’Iran, Paese colpito pesantemente dalla siccità, dalla fine di Aprile ad oggi ha importato 4 milioni di tonnellate di grano per un valore di 1,2 miliardi di dollari 

Gli effetti negativi prodotti dai cambiamenti climatici non sono finiti (riduzione dell’offerta mondiale del grano e aumento del prezzo). Ma il ritorno della pandemia nei Paesi del cosiddetto Occidente industrializzato potrebbe innescare un andamento ‘ribassista’

Agli osservatori di fatti economici non sfugge un dato: i mercati – tutti i mercati – stanno cominciando a risentire negativamente del pesante ritorno della pandemia nei Paesi del cosiddetto Occidente industrializzato. Chi non si ferma a quelle che Fabrizio De André definiva “le verità delle televisione” non può non osservare e riflettere su un dato facilmente rintracciabile su google: e cioè che nei Paesi del citato Occidente industrializzato che hanno adottato il contrasto alla pandemia con la ‘strategia vaccinista’ il Covid ha ripreso forza e si va sempre più diffondendo, mentre nei Continenti che non hanno adottato la ‘strategia vaccinista’ come Africa e Sudamerica la pandemia è sotto controllo e, in alcune aree, quasi scomparsa. Ribadiamo: non è un dato che arriva da No vax arrabbiati, ma dalla lettura dei dati ufficiali su google. Per certi versi, la nuova ondata pandemica che sta colpendo gli Stati Uniti, l’Europa del Nord e dell’Est, fino alla Russia (dove la situazione, se rapportata alla popolazione, checché ne dica la televisione, è meno grave rispetto alla tremenda ondata che sta travolgendo la Germania, l’Austria e l’Olanda) è peggiore delle precedenti. Il timore è che nell’Europa mediterranea (Francia, Spagna, Portogallo, Italia, non la Grecia che è già in affanno), fino ad oggi risparmiata da ritorno della pandemia grazie al clima mite, la situazione possa precipitare con l’arrivo dell’Inverno. Per l’Italia c’è una previsione tutt’altro che ottimistica di Giorgio Sestili, fisico, divulgatore scientifico e fondatore della pagina Facebook Coronavirus – Dati e Analisi Scientifiche che intervistato da sanità informazione dice: “Se si continua così potremmo arrivare sui 20mila casi per metà dicembre e sui 25-30mila casi per Natale. E a 800-1000 morti a settimana. Chiaramente poi, tutto dipenderà da quello che deciderà di fare il Governo”.

In Russia il prezzo del grano è sempre in aumento. Idem in Canada. Primi ribassi in Germania, in Spagna e in Italia. Piccolo scivolone del grano duro nel mercato di Bologna e prezzo del duro bloccato a 48 euro al quintale in Sicilia   

E’ chiaro che in questo scenario i mercati – che non vivono di televisione ma di fatti reali – non possono non risentire del peggioramento delle condizioni sanitarie. Soprattutto perché lo scenario sanitario peggiora nei Paesi che reggono buona parta dell’economia mondiale, dagli Stati Uniti d’America all’Europa fino alla Russia. Il risultato è un’atmosfera ribassista, per ora non molto accentuata, ma che potrebbe peggiorare nelle prossime settimana e nei prossimi mesi. Noi proviamo ad occuparci del mercato internazionale del grano. Dove si cominciano ad avvertire i primi segnali in controtendenza rispetto ai rialzi delle settimane precedenti. Non sono segnali che riguardano tutti i mercati del grano. Il prezzo del grano russo, ad esempio, continua a salire, mentre il Governo di questo Paese continua ad aumentare la tassa sull’esortazione di grano per tutelare le scorte. Idem per il grano canadese esportato. In Italia, invece, si registra una stasi. Il prezzo del grano nel mercato di Bologna è diminuito, mentre in Sicilia i commercianti si rifiutano di pagare un quintale di grano duro più di 48 euro. Nulla di nuovo: il mercato del grano duro siciliano è tradizionalmente ribassista. SWB scrive che nella settimana che si è conclusa i mercati statunitensi sono stati “contrastanti”, anche se in questo Paese gioca il fatto che nella prossima settimana ci sarà un po’ di disattenzione perché andrà in scena la tradizionale manifestazione del ‘Ringraziamento’.

Andamento altalenante nei mercati del grano di tutto il mondo

Vediamo qual è lo scenario internazionale. “Nel Pacifico nord-occidentale (PNW) – leggiamo si SWB – la base HRS è diminuita poiché i commercianti di cereali hanno mantenuto posizioni lunghe significative. Le sfide logistiche, tuttavia, stanno lasciando poco spazio alla base per muoversi al ribasso sia nel Golfo che nel PNW. La carenza di personale ferroviario ha portato a ritardi nelle consegne ai terminal del grano e ha causato un’impennata delle tariffe del mercato ferroviario secondario. Anche i mulini domestici hanno dovuto affrontare ritardi ferroviari e si sono rivolti ai camion per la consegna del grano. Un peggioramento della pandemia globale è ribassista per le azioni dopo che la media di 7 giorni delle nuove infezioni da Covid negli Stati Uniti è salita giovedì a un massimo di 6 settimane di 97.006”. Come potete notare, anche gli osservatori di fatti economici e finanziari cominciano a ‘ragionare’ sugli effetti della nuova ondata pandemica. Abbiamo già detto dei prezzi crescenti del grano esportato dal Canada (andamento fisiologico, se è vero che la produzione di grano canadese ha subito un tracollo a causa dei cambiamenti climatici). Sempre su SWB leggiamo un andaento altalenante: “Dal Sud America, al 18 novembre, il prezzo all’esportazione del Grano 2 dell’Argentina, (Up River) era di $ 310, in calo di $ 7 rispetto alla scorsa settimana. Sul mercato europeo, Euronext ha chiuso la settimana allo sbando con un netto calo della colza, una mancanza di direzione nel mais e nuovi record di grano sul suo contratto stretto. Infatti, i futures sul grano Matif di dicembre hanno guadagnato 2,5 euro rispetto alla scorsa settimana, chiudendo a 299,75 €/t. I futures di gennaio del mais Matif sono aumentati di 5 euro per chiudere la settimana a 248,75 €/t. I futures di febbraio sulla colza Matif sono crollati di 32,50 euro, chiudendo la settimana a 677,75 euro/t… I futures sul grano da foraggio nel Regno Unito sono aumentati di 5,1 sterline rispetto alla scorsa settimana, chiudendo a 223,5 sterline/t.”.

La vera notizia raccontata da Sandro Puglisi è che l’Iran, Paese colpito pesantemente dalla siccità, dalla fine di Aprile ad oggi ha importato 4 milioni di tonnellate di grano per un valore di 1,2 miliardi di dollari 

Nel complesso, lo ribadiamo, un po’ tutto il mercato internazionale del grano ha chiuso una settimana altalenante. Bene il grano francese con l’11,5% di proteine quotato “347 $/ton, in aumento di $ 3/ton rispetto alla scorsa settimana”. Scende un po’ il prezzo del grano duro spagnolo Sevilla che ha chiuso “a 609,17 $/ton, in calo di 8,80 $ rispetto alla settimana precedente”. Un mezzo scivolone, come già accennato, per il grano duro italiano nel mercato di Bologna “valutato 612,55 $/ton, in calo di 8,84 $/ton rispetto alla scorsa settimana”. In calo anche il prezzo del grano tedesco (Depsilo), con circa il 12% di proteine, che “ha chiuso a 318,12 $, in calo di 17,17 $/ton rispetto alla scorsa settimana”. I dati che state leggendo li prendiamo da un ottimo resoconto di Sandro Puglisi, protagonista della pagina Facebook Amici del “Grano Duro di Sicilia”.  Apprendiamo, così, che l’Egitto ha acquistato 60.000 tonnellate di grano dalla Romania. Attiva anche l’Algeria, che ha acquistato un volume stimato di grano da macinare tra 720.000 e 750.000 tonnellate. I prezzi di acquisto sono stati fissati a $ 382,50 a $ 384 a tonnellata c&f. “La grande notizia è che circa 270.000 tonnellate di acquisto di OAIC avrebbero dovuto provenire dalla Russia. L’Algeria è stato il principale mercato di esportazione per il grano dell’Unione europea, in particolare dalla Francia. Tuttavia, il grano francese non avrebbe dovuto rivendicare alcuna vendita nella gara di questa settimana”. Puglisi ci dà notizie dall’Iran, dove la Government Trading Corporation (GTC) “ha affermato in un rapporto di questo mese che le importazioni di grano raggiungeranno livelli record fino a Marzo a causa di un forte calo del raccolto interno causato dalla siccità. Su questa scia, l’Iran ha importato quattro milioni di tonnellate di grano dalla fine di Aprile ad oggi per un valore di 1,2 miliardi di dollari. Oltre al grano, l’Iran aveva importato 5,5 milioni di tonnellate di mais e 2,2 milioni di tonnellate di orzo”.

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti