Per tutelare i boschi e i corsi d’acqua della Sicilia servono 30 mila operai forestali stabilizzati. Cosa combinano i deputati di Attiva Sicilia con il Sifus?

6 novembre 2021
  • Egregio presidente Musumeci, egregi assessori Cordato e Scilla: vi stiamo avvertendo in anticipo. Tra otto-nove mesi, se dovesse succedere il patatrac, non venite  dire “ma noi qua, ma noi là”
  • Riforma del settore forestale: emendamento cavilloso e sbagliato, quello presentato dai parlamentari di Attiva Sicilia
  • Governo e Assemblea regionale trovino il modo di mandare a lavorare, a partire da Aprile del prossimo anno, almeno 30 mila operai forestali per tutelare i boschi dai possibili incendi e per mitigare gli effetti di possibili temporali micidiali che abbiamo visto nelle scorse settimane nella Sicilia orientale 
  • Nella vita le cose vanno dette prima che accadano. Ed è importante scriverle a futura memoria 

Egregio presidente Musumeci, egregi assessori Cordato e Scilla: vi stiamo avvertendo in anticipo. Tra otto-nove mesi, se dovesse succedere il patatrac, non venite dire “ma noi qua, ma noi là”

L’abbiamo scritto e lo ribadiamo: per affrontare i cambiamenti climatici in corso la Sicilia ha bisogno di almeno 30 mila – ribadiamo: 30 mila – operai forestali. Questo personale va dislocato nel territorio, per la precisione, in tutte le aree boschive del territorio siciliano e, in minima parte, anche nelle aree verdi cittadine. La nostra può sembrare una proposta folle e balzana. Ci limitiamo solo a ricordare che nei mesi di Luglio e Agosto di quest’anno abbiamo registrato temperature che oscillavano tra 36-38 gradi centigradi e 40-42 gradi centigradi. Caldo asfissiante che è durato circa due mesi. Ci sono state zone della nostra Isola – per fortuna poche – dove la temperatura è arrivata a toccare i 50 gradi, come in alcune aree estese del Canada. Cosa ci dice questo? Che il prossimo anno, in Estate, si potrebbero avere temperature inferiori, uguali o anche superiori a quelle di quest’anno. Nel conto, insomma, c’è la possibilità che si possano materializzare temperature vicine a 50 gradi Questa non è una certezza, sia chiaro: è una possibilità che va messa nel conto, perché sulla Terra sono in corso cambiamenti climatici che, al 95%, non dipendono dall’uomo. Causa inadeguatezza dell’attuale Governo regionale lo scorso anno, in Sicilia, sono andati in fumo quasi 80 mila ettari di boschi. Il prossimo anno, se si materializzeranno temperature maggiori, senza adeguati mezzi di contenimento degli effetti delle alte temperature, i danni potrebbero essere maggiori.

Riforma del settore forestale: emendamento cavilloso e sbagliato, quello presentato dai parlamentari di Attiva Sicilia

Questo è lo scenario del prossimo anno, per la precisione, dell’Estate del prossimo anno. Ebbene, a fronte di quanto potrebbe avvenire tra otto-nove mesi si rimane allibiti nel leggere certe prese di posizioni di alcuni deputati regionali stigmatizzate in una nota su Facebook da Maurizio Grosso, segretario generale del Sifus Confali, unica organizzazione sindacale che, da anni, si batte per la stabilizzazione degli operai forestali della Sicilia. “Tra i 98 emendamenti presentati dai parlamentari regionali siciliani al vergognoso ddl (disegno di legge ndr) di riforma del comparto forestale- scrive Grosso – ne è stato inoltrato uno che definirlo bellissimo è poco e merita l’attenzione di tutto il mondo democratico e del lavoro. Un emendando del genere, per caratura verso il bello, c’è lo saremmo aspettati dall’on. Cracolici (Antonello Cracolici, PD, ex assessore regionale all’Agricoltura ndr), al massimo dall’on. Lupo (Giuseppe Lupo, PD, parlamentare regionale del PD ndr), ma non certamente dall’on. Tancredi (Sergio Tancredi, parlamentare regionale di Attiva Sicilia ndr) con il quale abbiamo condiviso diverse questioni anche attinenti il mondo del lavoro forestale. Cosa contiene e rivendica questo emendamento bellissimo? Non la stabilizzazione per i lavoratori forestali siciliani dopo 30 anni di precariato ma – in barba ai principi elementari della democrazia rappresentativa – stabilisce per legge che i sindacati che debbono trattare con il Governo debbono essere Cgil-Cisl-Uil-Ugl a prescindere che abbiano più o meno iscritti degli altri. Questo succede mentre la settimana scorsa a Catania, ad esempio, oltre il 60% dei lavoratori della nettezza urbana ha raccolto le firme per rivendicare nei confronti dell’ufficio del lavoro che Cgil-Cisl-Uil non firmassero l’accordo relativo al cambio appalto che vale diversi miliardi”. “Per gli on. Tancredi, Foti, Mangiacavallo e Pagana (sono i quattro parlamentari regionali di Attiva Sicilia) – prosegue il segretario generale del Sifus -non vale nulla se un sindacato come il Sifus, ad esempio, raccoglie oltre 13 mila certificati elettorali in tutto il territorio siciliano a sostegno di una proposta di legge. Per i suddetti on.li non vale nulla, nemmeno se un sindacato è secondo o terzo in Sicilia per numero di iscritti (primo per iscritti nel settore dei Consorzi di bonifica dove non ha firmato né il contratto nazionale e nemmeno quello regionale) ed ha rifiutato di firmare un contratto collettivo di lavoro, come può vantare il Sifus, perché peggiorativo per i diritti dei lavoratori rispetto al precedente. Cari on.li, ci spiegate perché volete che tra i sindacati che trattano col Governo ce n’è uno che non ha firmato il contratto nazionale e, quello regionale, lo ha firmato un mese dopo per adesione? Sappiatelo tutti, vi piaccia o no, il Sifus, ha dimostrato negli anni di avere gli strumenti per trattare con qualsiasi Governo, a differenza di altri, anche dalle strade e dalle piazze!”.

Governo e Assemblea regionale trovino il mod di mandare a lavorare, a partire da Aprile del prossimo anno, almeno 30 mila operai forestali per tutelare i boschi dai possibili incendi e per mitigare gli effetti di possibili temporali micidiali che abbiamo visto nelle scorse settimane nella Sicilia orientale 

A nostro modesto avviso, l’emendamento presentato dai quattro parlamentari di Attiva Sicilia fa il gioco del Governo regionale di Nello Musumeci e di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ma ognuno, in politica, è libero di giocare con chi vuole e come vuole. Noi, di questa storia, ancora una volta, ci limitiamo a sottolineare che, da qui ad Aprile del prossimo anno, per fronteggiare i possibili effetti negativi dei cambiamenti climatici in atto servono almeno 30 mila operai forestali stabilizzati. E riscriviamo la parola “stabilizzati” perché, se dovesse arrivare il caldo dell’Estate di quest’anno – o magari un’Estate con temperature maggiori – questi operai non possono certo lavorare in condizioni onerosissime, in mezzo al fuoco, per la bella faccia di chi si porta a casa ogni mese da 12 a 14 mila euro al mese. La legge non lo consente? Cambiate la legge. Non ci sono i soldi? Egregio presidente della Regione ed egregi assessori regionali: trovateli! Qualche giorno fa il Governo dei “Migliori” di Mario Draghi ha raddoppiato – raddoppiato! – le indennità dei sindaci, degli assessori e non abbiamo ancora capito se il raddoppio delle indennità riguarda anche i consiglieri comunali. Sapete quanti sono i sindaci e gli assessori in Italia (non stiamo considerando i consiglieri comunali)? Molti di più di 30 mila. Come potete notare, i soldi non mancano. In ogni caso, per trovare i soldi per la tutela dei boschi siciliani potete fare ricorso all’Helicopter money.

Nella vita le cose vanno dette prima che accadano. Ed è importante scriverle a futura memoria 

Nella vita è importante dire prima cosa potrebbe succedere. Egregio presidente Musumeci, egregi assessori Toto Cordaro (Territorio e Ambiente) e Tony Scilla (Agricoltura), noi lo scorso Aprile e lo scorso maggio vi abbiamo allertati su quello che sarebbe potuto succedere nei boschi siciliani privi di opere di prevenzione degli incendi. Lo abbiamo fatto con questo articolo e anche con quest’altro articolo. Siamo stati ignorati ed è finita com’è finita: come abbiamo già scritto, la Sicilia ha perso quasi 80 mila ettari di boschi. Oggi vi stiamo avvertendo – e continueremo a farlo fino a ‘farvi la testa tanta’ – su quanto potrebbe succedere con i cambiamenti climatici in atto tra otto-nove mesi. Le cose vanno dette e scritte prima. A futura memoria. Conserveremo questo e agli altri articoli che scriveremo. Ripetiamo, presidente Musumeci e assessori Cordaro e Scilla: almeno 30 mila forestali stabilizzati al lavoro da Aprile in tutta la Sicilia per realizzare tutte le opere di prevenzione degli incendi possibili e immaginabili per fronteggiare le possibili alte temperature. Con l’occasione gli operai forestali si potranno occupare anche della regimazione e della sistemazione dei corsi d’acqua, con l’aiuto delle università siciliane, per provare a limitare i danni di possibili temporali autunnali, tipo i temporali che hanno colpito la Sicilia orientale.

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