J'Accuse

La Cisl si è accorta che Roma ha ‘saccheggiato’ le finanze dei Comuni siciliani. Prima dormivano…

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  • Crisi finanziaria della Sicilia frutto degli scippi dello Stato: si è svegliata anche la Cisl siciliana nota come “La bella addormentata nel bosco”
  • Dov’erano gli amici della Cisl quando il Governo Renzi mortificava l’Autonomia finanziaria della Regione siciliana?

Crisi finanziaria della Sicilia frutto degli scippi dello Stato: si è svegliata anche la Cisl siciliana nota come “La bella addormentata nel bosco”

Mizzica che tempismo, ragazzi! Dalle parti della Cisl siciliana – organizzazione sindacale che nella nostra Isola è nota come la ‘Bella addormentata nel bosco’ – con ‘qualche’ anno di ritardo hanno scoperto che lo Stato ha ‘saccheggiato’ le finanze della Regione siciliana e dei Comuni (in realtà anche quelli delle Province, ma i cislini hanno ancora bisogno di qualche tempo per la riflessione ‘provinciale’). Così come una notte Ciaula scoprì la Luna, i nostri amici della Cisl siciliana hanno scoperto che fineru ‘i picciuli. Così i nostri prodi sindacalisti si sono uniti al grido di dolore dell’Anci siciliana, che ai tempi in cui il Governo di Matteo Renzi svuotava le ‘casse’ delle amministrazioni pubbliche siciliane taceva. Ma andiamo al comunicato in stile Libro Cuore di De Amicis della Cisl sicula (Sebastiano Cappuccio, segretario generale della Cisl Sicilia, e Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia): “Che il grido d’allarme dei Comuni siciliani giunga fin nel cuore di Roma è il segno di una crisi che è arrivata ormai al capolinea e per cui sono necessari interventi drastici e risolutivi al più presto. Auspichiamo che la manifestazione dei sindaci, organizzata dall’Anci Sicilia, ottenga l’effetto sperato, ovvero quello di accendere un riflettore permanente sulla questione e sensibilizzare le coscienze su un tema che rischia di avere effetti gravissimi sulla ripresa dell’Isola post-Covid. Le criticità finanziarie e gestionali dei Comuni della regione, nella maggior parte tra l’altro in grave carenza di organico, sono ormai molto serie e possono essere risolte soltanto con un’azione di sistema che coinvolga tutti i livelli, politici e istituzionali, regionali e nazionali, affinché a pagare le conseguenze del dissesto non debbano essere i cittadini siciliani, in termini di tagli ai servizi, maggiori tasse e mancato sviluppo grazie ai fondi del Pnrr. Da parte nostra, c’è la massima condivisione e sostegno alle iniziative dell’Anci e la immediata disponibilità a confrontarci, per definire assieme percorsi normativi condivisibili che permettano di uscire dall’emergenza”.

Dov’erano gli amici della Cisl quando il Governo Renzi mortificava l’Autonomia finanziaria della Regione siciliana?

Così, per curiosità: dove si trovavano gli amici della Cisl siciliana quando il Governo di Matteo Renzi siglava con l’allora presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, i due celebri ‘Patti scellerati’ che hanno svuotato le ‘casse della Regione siciliana? Dov’erano gli amici della Cisl quando l’allora assessore-commissario dell’Economia siciliana per conto del Governo Renzi, Alessandro Baccei, ‘spatuliava’ tra i conti della Regione con piglio ‘toscano’? Dov’erano gli amici della Cisl siciliana quando sono stati cancellati dal Bilancio della Regione siciliana oltre 5 miliardi di euro di crediti che la stessa Regione vantava soprattutto verso lo Stato? Forse erano troppo impegnati con lo IAL Formazione professionale? La verità è che la ‘classe dirigente’ (o quasi…) della Sicilia è quella che è: e di questa ‘classe dirigente’ la Cisl siciliana è parte integrante.

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