Un coordinamento permanente per bloccare la follia del Parco eolico a ridosso delle isole Egadi/ MATTINALE 443

Un coordinamento permanente per bloccare la follia del Parco eolico a ridosso delle isole Egadi/ MATTINALE 443
5 aprile 2021
  • A lanciare la proposta sono i giovani dell’associazione Egadà: proposta rilanciata da Antudo
  • Perché è importante il messaggio culturale lanciato dai giovani siciliani di Egadà
  • Il mega Parco eolico che si vorrebbe realizzare a ridosso delle isole Egadi è l’esatta negazione della ‘Transizione ecologica’

A lanciare la proposta sono i giovani dell’associazione Egadà: proposta rilanciata da Antudo

Purtroppo l’incubo di un Parco eolico marino, a ridosso delle isole Egadi continua. Tra i primi a denunciare la privatizzazione – perché di questo si tratta – di 18 milioni di metri quadrati di mare, che verrebbe tolto ai pescatori per realizzare un’incredibile concentrazione di pale eoliche nel cuore del Mediterraneo è stato l’euro parlamentare Ignazio Corrao. Oggi sulla vicenda torna Antudo: “Cresce l’opposizione al progetto del parco eolico della Renexia S.p.a. a largo delle isole Egadi – si legge in un articolo di Antudo – . Questa volta scendono in campo i giovani dell’associazione Egadà. Il gruppo ha lanciato una petizione online e un appello per la costituzione di un coordinamento permanente contro la realizzazione del parco eolico, che definiscono «un impianto dalle dimensioni mostruose altamente impattante»” . Nell’articolo si espongono “Le ragioni del No: all’interno dell’appello diverse sono le ragioni individuate che spingono – dopo i tecnici, le istituzioni locali, i lavoratori della pesca – anche i giovani delle Isole Egadi a schierarsi contro la grande opera. «Noi non siamo contro l’energia eolica, che è fondamentale per la transizione energetica. Noi siamo contro un impianto dalle dimensioni mostruose, con 190 torri alte 275 metri che impatterà in modo irreversibile sulla rotta di milioni di uccelli migratori, di cetacei e di tonni, sul traffico navale (che si concentrerà in modo molto pericoloso in una zona ristrettissima), sul paesaggio, sulla biodiversità e sulle attività di pesca. La beffa finale è che neanche un watt di energia prodotta sul nostro mare sarà erogato alle isole Egadi e alla Sicilia: un cavidotto porterà l’energia direttamente in Campania, laddove verrà immessa nella rete nazionale. Le Egadi regaleranno il loro mare senza alcun beneficio sul territorio, ma continueranno ad avere una centrale elettrica a gasolio altamente inquinante (che ad oggi rappresenta la principale fonte di energia elettrica nell’isola)»”.

Perché è importante il messaggio culturale lanciato dai giovani siciliani di Egadà

Da qui la proposta di dare vita a un coordinamento permanente: “L’associazione Egadà ha lanciato un appello a tutti i cittadini e le cittadine, alle associazioni e ai comitati affinché si costituisca un coordinamento permanente per dire NO al mega impianto eolico off-shore delle Egadi; SI a un eolico più sostenibile; NO al capitalismo predatorio fintamente ‘green’; SI alla rivoluzione verde per le comunità locali. Sottolineano anche la gravissima esclusione delle comunità locali dal processo decisionale sul progetto. Il parere definitivo verrà, infatti, espresso dalla Capitaneria di Porto di Trapani, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Ministero della Transizione Ecologica. L’associazione Egadá “nasce nel 2020 da un gruppo di giovani delle Egadi (Favignana, Levanzo e Marettimo) che ha deciso di tornare a vivere nelle proprie isole dopo lunghe esperienze professionali in giro per l’Italia e per il mondo. L’associazione è composta da artisti polivalenti, giornalisti, fotoreporter, documentaristi, attori, artigiani, lavoratori dello spettacolo, del turismo sostenibile e del mare. I soci condividono il desiderio di un ‘ritorno’ nelle isole Egadi, invertendo il trend dello spopolamento per rendere l’arcipelago non soltanto una meta per turisti ma un luogo in cui poter vivere una vita felice, anche in inverno. Tra gli obiettivi: la promozione e la valorizzazione dell’identità di Favignana, Levanzo e Marettimo attraverso la tutela dell’ambiente, la valorizzazione del paesaggio, la cultura nel territorio”.

Il mega Parco eolico che si vorrebbe realizzare a ridosso delle isole Egadi è l’esatta negazione della ‘Transizione ecologica’

Aggiungiamo che la cosiddetta ‘Transizione ecologica’ non prevede affatto al realizzazione di grandi impianti per la produzione di energia eolica o solare; al contrario, prevede la realizzazione di piccoli impianti diffusi nel territorio, senza alcun impatto ambientale: per esempio, piccoli impianti eolici sui tetti delle abitazioni e, in generale, là dove il territorio è già stato tolto all’agricoltura e al mare. I grandi impianti – tipo quello che si vuole realizzare nel mare delle Isole Eolie – andando ad impattare inevitabilmente con l’ecosistema marino delle stesse Eolie e, in generale, con i i delicati equilibri ecologici del Mediterraneo – serve solo a chi lo realizza e a chi lo utilizza: si tratta, in parole semplici, di una concentrazione di energia eolica nelle mani di pochi, in accordo con il folle liberismo economico che oggi domina la fallimentare Unione europea. Per la cronaca, contro questo assurdo progetto si sono già schierati altri soggetti come il gruppo parlamentare all’Assemblea regionale siciliana di Attiva Sicilia.  Sempre per la cronaca, va detto che in questo progetto la Regione siciliana non ha alcuna voce in capitolo, perché le competenze sono del Governo nazionale. Se il Governo nazionale darà il via a questa follia si scoprirà il grande imbroglio della ‘Transizione ecologica’ del Governo di Mario Draghi e, in particolare, del Movimento 5 Stelle che di questa – fino ad oggi ‘presunta’ – ‘Transizione ecologica’ è il garante politico. Ricordiamo che il sì della piattaforma Rousseau al Governo Draghi è stato dato proprio in forza della ‘Transizione ecologica’. Se ora il Governo Draghi avallerà questo progetto si dimostrerà che la ‘Transizione ecologica’ italiana è solo una presa per i fondelli…

Foto tratta da QuiFinanza

QUI L’ARTICOLO DI ANTUDO

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