Palermo, supermercato, otto di sera, in fila per pagare: “Signore, il vino non lo può acquistare…”/ MATTINALE 539

Palermo, supermercato, otto di sera, in fila per pagare: “Signore, il vino non lo può acquistare…”/ MATTINALE 539
31 marzo 2021
  • Nel nome del Covid ormai si fa tutto: si impedisce anche l’acquisto di una bottiglia di vino!
  • Così il sindaco di Palermo con la sua ordinanza entra nella vita privata delle persone
  • Il comunicato di quindici giorni fa di Sabrina Figuccia
  • Una mano d’aiuto alle aziende che producono vino già in crisi…

Nel nome del Covid ormai si fa tutto: si impedisce anche l’acquisto di una bottiglia di vino!

Palermo, ore 20 di ieri sera 30 Marzo. Siamo in fila al supermercato. Stanchi dopo un pomeriggio di lavoro siamo usciti per acquistare affettati e una bottiglia di vino. Davanti a noi, alla cassa, c’è un signore che sta sistemando la spesa sul bancone. Ha preso due bottiglie di vino. Il cassiere gli dice: “Signore, mi dispiace, le bottiglie di vino non può prenderle”. Il signore in giacca e cravatta è un po’ perplesso. “Scusi, perché?”, chiede. E il cassiere: “C’è un’ordinanza del sindaco”. “Del sindaco? – ribatte il signore -. Che c’entra il sindaco?”. “Guardi, altro non so – replica il cassiere -. Sappiamo che dopo le 18 non possiamo più vendere il vino”.  “Ma è una pazzia – ribatte il signore -. Ho finito di lavorare poco fa, tutto il pomeriggio in studio. Non è che posso lasciare lo studio per venire ad acquistare il vino!”. Una signora che sta dietro di noi spiega: “E’ una norma anti-Covid. E’ stata adottata per evitare che i ragazzi acquistino superalcolici e si ubriachino per le strade di sera”. “E il vino che cosa c’entra – dice il signore che, a quanto pare, è un commercialista -. Il vino non è un superalcolico. Mi sembra tutto così assurdo”.

Così il sindaco di Palermo con la sua ordinanza entra nella vita privata delle persone

Noi, intanto – che veniamo da un pomeriggio di lavoro – abbiamo capito che non riusciremo a portare a casa la nostra bottiglia di vino. E l’ha capito anche il signore che sta dietro a noi, che di bottiglie di vino, tra le mani, ne ha due. Il signore alla cassa, intanto, è furente: “Questa – dice al cassiere che in realtà esegue solo ordini che gli arrivano dalla sua azienda – è un’odiosa ingerenza nella vita privata delle persone. Ed è anche un’assurdità”. Poi volge lo sguardo verso di noi: “Curo un paio di aziende vinicole siciliane che, quest’anno, causa la crisi economica, hanno ridotto drasticamente la vendita di vino. Vendono il proprio prodotto a tanti ristoranti che sono tutti chiusi. Qualche giorno fa mi diceva che, ormai, riesce a piazzare le bottiglie nei supermercati e qualche cosa riesce a venderla in cantina con lo sfuso. Mi diceva che in cantina nessuno acquista il vino ad otto euro a bottiglie e venda il vino sottocosto. Ora arriva un’ordinanza e non si possono vendere le bottiglie di vino nei supermercati in un orario cruciale, dalle 18 in poi, quando la gente finisce di lavorare. Tutto questo è assurdo. Continuando così distruggeranno definitivamente l’economia”.

Il comunicato di quindici giorni fa di Sabrina Figuccia

Improvvisamente ci ricordiamo che, nei giorni scorsi, abbiamo ripreso un comunicato stampa della consigliera comunale di Palermo, Sabrina Figuccia, che raccontava proprio questa ordinanza del sindaco che avevamo dimenticato. A noi, in verità, era sembrata un’iperbole. Lo andiamo a rileggere: “Il vino a Palermo? Dopo le 18 non si può più acquistare nemmeno nei negozi di alimentari. Quindi state attenti, palermitani: se vi accorgete dopo le 18 di essere rimasti senza vino per la cena, niente da fare. Se provate ad acquistarlo fuori orario rischiate una bella contravvenzione! Vi sembra una barzelletta? E invece – a quanto racconta la consigliera comunale della Lega, Sabrina Figuccia – è la realtà, perché a prevedere queste prescrizione è un’ordinanza firmata dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Immaginate le scena – scrive in un comunicato Sabrina Figuccia -: sono le ore 18 di un giorno qualunque, entrate in un supermercato per fare la spesa per la cena, magari accompagnandola con un buon bicchiere di vino, pagate, uscite dal negozio e immediatamente si materializzano due solerti vigili urbani che intimano l’alt perché devono ispezionare la busta della spesa. Orrore, c’è pure una bottiglia di vino e subito scatta la multa. Non sapete se ridere o piangere, ma decidete di fare ricorso al Comune, tanto la vittoria è assicurata considerato che il TAR bacchetterà, come spesso accade, la cervellotica ordinanza del sindaco Orlando”.

Una mano d’aiuto alle aziende che producono vino già in crisi…

Non sappiamo se il TAR ci darà ragione. Quello che sappiamo è che, ieri sera, eravamo in tre. E che cinque bottiglie di vino, alle 8 di sera, non sono state vendute. Ci chiediamo quante bottiglie di vino non vengono vendute a Palermo in forza di questa assurda ordinanza ogni giorno, dalle 18 in poi. E ci chiediamo come mai i produttori di vino non abbiano impugnato questo provvedimento che, oltre tutto, è un’odiosa limitazione della libertà personale. Ma ormai abbiamo anche i sindaci sceriffi che non si preoccupano, nel nome del Covid, di limitare le libertà personali. Non possiamo non chiederci: quando l’inutile, presunta e finta sinistra che governa Palermo lascerà in pace la città e i cittadini per scomparire per i prossimi vent’anni?

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