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“La scuola dei dittatori”, da Ignazio Silone all’Unione europea dell’euro, fino al Governo Draghi/ MATTINALE 519

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  • “La scuola dei dittatori” è un’opera che Ignazio Silone scrisse alla fine degli anni ’30 per descrivere l’ascesa di fascismo, nazismo e comunismo. E oggi con la “dittatura terapeutica”… 
  • La paralisi dello Stato democratico e l’inconsistenza delle opposizioni
  • La burocrazia e la strada spianata ai poteri finanziari. Il ruolo della Chiesa alleata con i nuovi padroni della finanza
  • L’Italia e il suo Recovery Fund già consegnati ai ‘Santuari’ del capitalismo globale e la corsa per accaparrarsi un vaccino che non guarisce dall’infezione

“La scuola dei dittatori” è un’opera che Ignazio Silone scrisse alla fine degli anni ’30 per descrivere l’ascesa di fascismo, nazismo e comunismo. E oggi con la “dittatura terapeutica”… 

“Non so. Comunque mi permetto di riassumente il pensiero in questa forma: la prima condizione affinché prevalga un sistema totalitario, è la paralisi dello Stato democratico, cioè un’insanabile discordanza tra il vecchio sistema politico e la vita sociale radicalmente modificata; la seconda condizione è che il collasso dello Stato giovi innanzitutto al partito d’opposizione e conduca ad esso le grandi masse, come al solo partito capace di creare un nuovo ordine; la terza condizione è che questo si riveli impreparato all’arduo compito e contribuisca anzi ad aumentare il disordine esistente, mancando in pieno alle speranze in esso riposte. Quando queste premesse sono consumate, e nessuno ne può più, irrompe sulla scena il partito totalitario. Se esso non ha alla sua testa un imbecille, ha molte probabilità di arrivare al potere”. Così Ignazio Silone scrive ne La scuola dei dittatori. Il libro è stato scritto in Svizzera alla fine degli anni ’30 del secolo passato e pubblicato in Italia nei primi anni ’60. E’ un saggio scritto in forma di dialogo. Dove l’autore di Fontanara cerca di illustrare la nascita dei totalitarismi. Silone conobbe i fascismo, il nazismo e, sulla propria pelle, da socialista marxista, anche il comunismo. Perché stiamo ricordando questo testo? Perché, quello che sta succedendo non soltanto in Italia, me nella gestione dell’Unione europea – istituzione tutt’altro che democratica della quale l’Italia è prigioniera – si stanno verificando alcuni fatti che Silone notava e annotava poca prima dell’esplosione della seconda guerra mondiale.

La paralisi dello Stato democratico e l’inconsistenza delle opposizioni

Intanto c’è la paralisi dello Stato democratico, accentuato dalla gestione della pandemia. Se negli anni ’30 il collasso dei vecchi regimi aveva spianato la strada alle opposizioni, che si riveleranno di gran lunga peggiori e molto più pericolose degli Stati democratici in crisi, oggi la crisi dell’Unione europea sta spianando la strada ai cosiddetti populismi. Il fenomeno si è verificato per ora solo in qualche realtà, a cominciare dall’Italia con il Movimento 5 Stelle. Ebbene, osservando quello che hanno combinato e che stanno ancora combinando i grillini, è impossibile non dare ragione a Silone quando scrive che “la terza condizione è che questo si riveli impreparato all’arduo compito e contribuisca anzi ad aumentare il disordine esistente, mancando in pieno alle speranze in esso riposte”. Insomma, ne La scuola dei dittatori c’è già la previsione del fallimento integrale del Movimento 5 Stelle.

La burocrazia e la strada spianata ai poteri finanziari. Il ruolo della Chiesa alleata con i nuovi padroni della finanza

Silone si sofferma sulla burocratizzazione esasperata e centralizzata dell’apparato statale: oggi questa burocratizzazione esasperata le vediamo nella fallimentare gestione della pandemia, dove a prevalere non è certo l’interesse dei cittadini, ma gli interessi delle multinazionali che debbono produrre e vendere ‘vaccini’ che non guariscono dall’infezione. Lo scrittore notava anche la disaffezione diffusa nei confronti della politica. Fenomeno molto presente in Italia, dove ormai va a votare, sì e no il 50 per cento degli elettori. La realtà descritta da Silone era contrassegnata dalla crisi economica: e questa è presente in tutta l’Eurozona, dove si cerca di far credere che il blocco di un anno imposto dalle multinazionali farmaceutiche abbia provocato una riduzione del Prodotto Interno Lordo del 10-15%, quando la riduzione dei trasporti è stata di gran lunga maggiore. Ora, nell’economia globalizzata dove i trasporti sono tutto (sennò come fanno le merci e per persone – con le merci che contano più delle persone – a circolare?), com’è pensabile che l’economia generale abbia ottenuto risultati migliori dei trasporti? Infine, Silone si soffermava sul ruolo centrale degli “apparati finanziari” e, con riferimento soprattutto all’Italia, suo ruolo  della Chiesa. E non è stata proprio la Chiesa di Papa Francesco – con una mossa che non è proprio in linea con il pensiero di San Francesco d’Assisi – a posizionare la Chiesa con l’asse tra Vaticano-Rothschild-Fondazione Rockefeller e, in generale, con il capitalismo liberista? Cosa ci manca per capire che siamo già nel pieno di una dittatura, visto che ci sono già – ancora le intuizioni del grande scrittore abruzzese – i cosiddetti “intellettuali” al servizio dei nuovi padroni?

L’Italia e il suo Recovery Fund già consegnati ai ‘Santuari’ del capitalismo globale e la corsa per accaparrarsi un vaccino che non guarisce dall’infezione

Oggi abbiamo il Governo di Mario Draghi che ha già chiamato, anzi, ha già consegnato ai ‘Santuari’ della finanza globale l’Italia e il suo Recovery Fund o Plan. Sicuramente il ‘suo’ Ministro dell’Economia (del quale non ricordiamo nemmeno il nome) “spiegherà tutto in Parlamento” e bla bla bla. Rispetto al libro di Silone, in verità, l’Italia vive la tragedia, ma lo fa all’italiana: con il Nord che cerca di sopravvivere derubando il Sud (questo Silone, pur essendo un quasi-meridionale non l’aveva messo nel conto), con “l’identificazione delle masse in un leader carismatico”, che in Italia assume una valenza tragicomica (Beppe Grillo che si propone come nuovo segretario del PD…), la “tendenza all’obbedienza cieca” (la corsa, se non la ressa per farsi inoculare un vaccino che non solo non elimina la possibilità d’infezione, ma che può anche favorire la selezione di ceppi del virus più virulenti: altri affari per le multinazionali dei farmaci). E, soprattutto, la delega del pensiero autonomo a chi promuove slogan da quattro soldi (2Presto tutti vaccinati”) e la scelta di capri espiatori ai quali imputare presunti complotti per giustifichino “misure eccezionali” (la lotta a corrente alternata agli assembramenti: giustificati, se non promossi, in alcuni casi e combattuti, anche invadendo la sfera privata delle delle persone in altri casi). Così l’Unione europea dell’euro sta promuovendo una nuova dittatura sanitaria-terapeutica e, nel nome della nostra ‘salute’ ci sta togliendo le libertà. Proprio come ne La scuola dei dittatori…

Foto tratta da SITE.it

 

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