Covid-19: Sardegna è in zona bianca grazie a Crisanti, Sicilia nei ‘casini’ grazie anche al precedente Governo/ MATTINALE 513

Covid-19: Sardegna è in zona bianca grazie a Crisanti, Sicilia nei ‘casini’ grazie anche al precedente Governo/ MATTINALE 513
28 febbraio 2021
  • Alla base del successo della Sardegna c’è una campagna di screening programmata dalla Regione con la regia del microbiologo Andrea Crisanti
  • Allentamento graduale delle misure
  • Da domani i bar e i ristoranti lavoreranno anche per la cena
  • Il presidente della Regione Solinas ringrazia i cittadini sardi che hanno seguito le regole di sicurezza partecipando agli screening di massa
  • L’articolo dell’ANSA del 22 Dicembre scorso che illustra la strategia del professor Crisanti

Alla base del successo della Sardegna c’è una campagna di screening programmata dalla Regione con la regia del microbiologo Andrea Crisanti

“La Sardegna è in zona bianca ma non sarà un liberi tutti. La Regione Sardegna ha già preso visione dell’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza con cui si certifica la zona bianca per l’isola. Adesso il presidente della Regione, Christian Solinas dovrebbe adottare una sua ordinanza per organizzare riaperture graduali e controllate. Tutto sarà concordato costantemente con il Ministero e il comitato tecnico scientifico”. Così scrive il quotidiano on line, Sardiniapost.it. Una grande vittoria per la Sardegna che, a differenza della Sicilia, sta riuscendo a controllare meglio il virus, grazie anche – anzi forse soprattutto – campagna di screening di massa con tamponi rapidi programmata dalla Regione Sardegna con la regia del virologo Andrea Crisanti.

Allentamento graduale delle misure

L’allentamento delle misure sarà graduale: “In area bianca – si legge nel sito del Ministero della Salute del 14 gennaio scorso – non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con Dpcm, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico”. Proprio su questo ultimo aspetto si inseriscono le decisioni che dovrà prendere la Regione”. Noi non riusciamo a capire perché si debba procedere ancora con i DPCM, visto che un Tribunale italiano li ha dichiarati illegittimi. Sono i misteri dell’Italia.

Da domani i bar e i ristoranti lavoreranno anche per la cena

Sul giornale sardo leggiamo che in queste ore si “ragiona, in particolare, sui nuovi orari di chiusura di bar e ristoranti che da lunedì potranno lavorare anche per la cena, e, ovviamente, sull’eventuale slittamento del coprifuoco notturno che comunque resterà. Le riaperture saranno decise di volta in volta in base agli esiti di un tavolo di monitoraggio permanente del quale fanno parte il Ministero e il Comitato tecnico scientifico. Tutti i protocolli attivi dall’inizio della pandemia per contrastare il Coronavirus resteranno validi. Ora che la Sardegna è bianca, diventa sempre più concreta l’ipotesi che a chi intende entrare nell’Isola sarà richiesta una certificazione della vaccinazione anti-Covid o di tampone effettuato prima dell’imbarco. Il certificato, però, non dovrebbe essere oggetto dell’ordinanza regionale sulle riaperture ma di una successiva”. Lo scorso anno a Maggio, quando in Sicilia i casi si contavano sulla punta delle dita, il Governo siciliano ha chiesto di poter seguire una procedura simile, ovvero il controllo serrato di chi entrava nella nostra Isola. Ma il Governo nazionale ha detto no. Ora sembra che al Ministero della Salute abbiano cambiato opinione. Ancora prima – cioè nell’Aprile dello scorso anno – anche il sindaco di Messina, Cateno De Luca – aveva provato a controllare gli arrivi sullo Stretto. Ma è stato bloccato, sempre dal Governo nazionale, il Governo che “governava bene…”.

Il presidente della Regione Solinas ringrazia i cittadini sardi che hanno seguito le regole di sicurezza partecipando agli screening di massa

Soddisfatto per la zona bianca il presidente della Regione, Christian Solinas. Che conferma prudenza: “È il risultato – sottolinea Solinas in una dichiarazione riportata da Sardiniapost.it – dei tanti sacrifici fatti in questi mesi dai sardi, delle loro attenzioni e dello scrupolo posto nell’osservanza delle regole di sicurezza, della loro partecipazione allo screening di massa che sta entrando nella sua fase numericamente più rilevante. Per questo dobbiamo considerare questo riconoscimento come un motivo in più per mantenere alta la guardia contro il virus, affinché lo sforzo non sia vanificato da atteggiamenti imprudenti”. Solinas conferma che non sarà un ‘liberi tutti’, ma le aperture saranno decise con prudenza. “La zona bianca – aggiunge – non rappresenta certamente un invito al liberi tutti, alla mitigazione delle precauzioni e delle norme di sicurezza; deve essere anzi interpretata da tutti noi come una sprone alla massima responsabilità. Da questo risultato può scaturire una ripresa graduale di attività produttive che in questi mesi hanno sofferto danni gravissimi, fiaccando la nostra economia. Ma tutto deve essere fatto con prudenza e attenzione. Confermo il mio fermo intendimento di proteggere la Sardegna con tutti gli strumenti che possano garantire severi controlli sanitari per coloro che entreranno nel nostro territorio regionale, a tutela della salute, che non impedirà ma anzi faciliterà la libera circolazione delle persone. Ho già avuto interlocuzioni con il Governo e con il Ministro Speranza al quale ho chiesto l’intesa. Confidiamo che con il nuovo Governo Draghi possa concretizzarsi una piena condivisione nei confronti di un sistema che sarà garanzia per i sardi e per i turisti, e che farà della Sardegna una terra sicura e sempre più ospitale”.

L’articolo dell’ANSA del 22 Dicembre scorso che illustra la strategia del professor Crisanti

Per comprendere il successo dell’iniziativa messa in campo in Sardegna è interessante un articolo pubblicato dall’ANSA il 22 Dicembre dello scorso anno: “Inizierà il 4 Gennaio in Ogliastra la prima parte della campagna di screening di massa con tamponi rapidi programmata dalla Regione Sardegna con la regia del virologo Andrea Crisanti. Uno stress test che servirà a capire cosa ha funzionato e cosa no, in vista del proseguo della campagna che durerà circa sei mesi. E al termine della quale, ha annunciato il virologo, “noi speriamo di consegnare un’Isola che se non è al 100% Covid Free, c’è molto vicino. Due le sessioni per somministrare i test a 60mila abitanti in 23 Comuni dell’Ogliastra: la prima il 4 e il 5 gennaio, la seconda l’11 e il 12. Crisanti ha illustrato i dettagli della campagna che si chiamerà ‘Sardi e sicuri’ durante una conferenza stampa, presenti il governatore Christian Solinas, l’assessore della Sanità Mario Nieddu e il commissario straordinario di Ats-Ares Massimo Temussi. Il professore ha precisato che resteranno esclusi dal campione i minori di 10 anni e ha stimato un grado di adesione al test del 65%. In ognuna delle 46 postazioni (due in ogni Comune) potranno essere eseguiti 400 test al giorno che saranno ripetuti dopo 7 giorni. Quanto al personale che sarà impegnato nelle attività di screening, complessivamente gli operatori sanitari coinvolti saranno 180: 46 amministrativi, 135 sanitari di cui 29 medici. ‘Promuoviamo un approccio che vede la combinazione di test antigenici che hanno il vantaggio di essere facili da utilizzare senza necessità di particolari infrastrutture – ha spiegato Crisanti – non hanno la stessa sensibilità dei test molecolari, per questo si prevede la ripetizione di un secondo test rapido a distanza di una settimana, seguito da una fase di ripulitura e consolidamento basata sui molecolari’. A chi risulta positivo sarà fatto il tampone molecolare, così come ai parenti, colleghi di lavoro e a tutti i contatti perché l’obiettivo è ‘interrompere le catene di trasmissione’. Il direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova ha voluto sottolineare che ‘una volta terminata la campagna, il problema non è risolto: noi lasciamo nelle mani dei cittadini una situazione gestibile di pochissimi casi e non centinaia, aggredibili con le forze in campo’”.

Il successo della Sardegna dimostra alcune cose. In primo luogo che nelle isole la gestione della pandemia deve essere locale e non centralizzata a Roma. La seconda cosa è che il professore Crisanti si conferma uno studioso attento e concreto. La terza cosa – e questa riguarda la Sicilia – è che se Roma non avesse impedito alla nostra Regione, nella Primavera dello scorso anno, di organizzare i controlli serrati su chi arrivava in Sicilia, oggi la situazione, nella nostra Isola, sarebbe diversa. Questi sono i fatti.

Foto tratta da San Gavino Monreale.Net 

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