Siciliani, svegliatevi: Conte, il PD e i grillini stanno provando a imporci l’ennesimo accordo-capestro!

Siciliani, svegliatevi: Conte, il PD e i grillini stanno provando a imporci l’ennesimo accordo-capestro!
14 gennaio 2021
  • Insostenibile, per la Sicilia, il taglio di 1,7 miliardi dopo gli scippi di Renzi
  • Verrebbero penalizzati Comuni, forestali, Consorzi di Bonifica, Servizi sociali, associazioni e fondazioni culturali e via continuando 
  • L’inutile viaggio di Musumeci a Pontida
  • O bere o affogare!
  • Roma vuole imporre ai Siciliani tagli totalmente insostenibili!
  • I ‘dioscuri’ della finta siciliana: Davide Faraone e Giuseppe Provenzano

Insostenibile, per la Sicilia, il taglio di 1,7 miliardi dopo gli scippi di Renzi

Non avendo i voti per vincere le elezioni regionali siciliane del 2023, i signori del PD siciliano – in questo frangente in perfetta sintonia con i renziani, che sono quelli che hanno massacrato i conti della Regione siciliana ai tempi del Governo Renzi – stanno provando a mettere in grandissima difficoltà gli ignari cittadini della nostra Isola imponendo ciò che è economicamente improponibile: ovvero tagli alla spesa corrente per la vita dei cittadini della nostra Isola pari a un miliardo e 700 milioni di euro da qui al 2029! Ci sarebbero anche i grillini, tra i protagonisti di quest’ennesima ingiustizia ai danni della Sicilia. Ma, onestamente, non sappiamo se siano al corrente di questi fatti. Per capire di cosa stiamo parlando, tutto ciò che in Sicilia non è finanziato con i fondi europei salterà! Questo non avverrà tra dieci anni, ma a partire da quest’anno, se è vero che, da qui a Dicembre, scompariranno dal Bilancio regionale i primi 40 milioni di euro.

Verrebbero penalizzati Comuni, forestali, Consorzi di Bonifica, Servizi sociali, associazioni e fondazioni culturali 

Ieri il professore Massimo Costa ci ha raccontato cosa stanno combinando a Roma dopo il crosso delle entrate tributarie in Sicilia (circa 500 milioni di euro). Oggi noi vi raccontiamo il resto. Prima di illustrarvi per filo e per segno che cosa stanno combinando ai 5 milioni di Siciliani i ‘compagni’ del PD di Roma e i ‘compagni’ del PD della nostra Isola – ovviamente con i grillini che o non sanno, o fanno finta di non sapere – è bene avvertire le categorie sociali che verranno colpite da questi assurdi tagli che il Governo nazionale Conte bis – per fortuna in uscita – si accinge ad imporre alla Regione siciliana. I primi ad essere penalizzati saranno gli oltre 18 mila operai della Forestale e la gestione dei Consorzi di Bonifica. In seconda battuta verranno penalizzati i Comuni siciliani e tutte le società partecipate dalla Regione siciliana e dai Comuni. Le società partecipate dai Comuni dell’Isola verranno colpite da un ‘fuoco incrociato’: riceveranno sempre meno soldi dai Comuni ai quali fanno capo e dalla Regione. Spariranno le ex Province. Spariranno le IPAB non in grado di autofinanziarsi. Ci saranno tagli pesanti ai Servizi sociali: anziani, infanzia e, in generale, alle categorie fragili. Quei pochi fondi regionali che oggi vengono erogati alle associazioni e alle fondazioni culturali, alle associazioni musicali e via continuando verranno completamente azzerati. A nostro avviso – per quello che noi sappiamo del Bilancio regionale – si arriverà anche al taglio delle retribuzioni dei dipendenti pubblici, perché il sistema Sicilia, dopo gli scippi operati dal Governo Renzi nel 2014, nel 2015 e nel 2016, non è in grado di sostenere tagli alla spesa corrente pari a un miliardo e 700 milioni di euro in otto anni.

L’inutile viaggio di Musumeci a Pontida

Proviamo a riassumere quello che sta succedendo. Nel Novembre del 2017, quando il presidente della Regione, Nello Musumeci, si è insediato, ha trovato un ‘buco’ finanziario di un miliardo e 700 milioni di euro. Musumeci e il suo vice – l’assessore all’Economia, Gaetano Armao – avrebbero dovuto contestare subito il ‘buco’ e, soprattutto, chi lo ha provocato, cioè il precedente, disastroso Governo di Rosario Crocetta. Allora a Roma c’era il Governo Gentiloni. E siccome il centrodestra pensava di vincere le elezioni politiche del Marzo 2018, Musumeci, con molta probabilità, si è fidato di Berlusconi che deve avergli detto: “Non ti preoccupare, poi ci pensiamo noi”. Ma il centrodestra non ha vinto le elezioni ed è arrivato il Governo nazionale di grillini e leghisti. La Lega di Salvini, quando era al Governo con i grillini, non si è sbracciata per la Sicilia, nonostante il viaggio di Musumeci a Pontida (che è stato fatto solo per questo, per chi non l’avesse capito): i leghisti hanno soltanto rinviato il problema del ‘buco’ finanziario della Regione, che non è stato provocato dai siciliani spendaccioni, ma dal Governo Renzi che ha svuotato le ‘casse’ della Regione siciliana con la connivenza del PD e del Governo Crocetta.

O bere o affogare!

Nel 2019 è arrivato il Governo del PD: perché il Governo Conte bis, sulle questioni finanziarie, è il Governo del PD, i grillini non hanno voce in capitolo. Lo scorso anno Roma ha avvertito il Governo Musumeci: a partire dal prossimo anno dovete cominciare a trovare i soldi per eliminare il ‘buco’ di un miliardo e 700 milioni di euro. Il presidente Musumeci e l’assessore Armao non hanno fatto nulla, ma non perché non vogliono fare nulla, ma perché andare a tagliare fondi a un Bilancio regionale che è già ridotto all’osso significherebbe tagliare fondi alle categorie sociali siciliane, peraltro già impoverite. Ma l’attuale Governo nazionale che, in poco più di un anno, ha portato il debito pubblico italiano da 2 mila e 400 miliardi di euro a 2 mila e 600 miliardi di euro tra monopattini, pattini, banchi di scuola con le rotelle, bonus vacanze, bonus bebè, bonus bibì, babà e spese varie, quando si tratta di Sicilia diventa severissimo! Così ha presentato il conto a Musumeci e ad Armao: se volete approvare il Bilancio regionale 2021 dovete approvare i seguenti tagli alla spesa corrente: 40 milioni di euro per quest’anno, 80 milioni di euro nel 2022, ben 120 milioni di euro per il 2023 e tagli crescenti negli anni a seguire fino all’eliminazione dal Bilancio regionale, per l’appunto, di un miliardo e 700 milioni di euro entro il 2029!

Roma vuole imporre ai Siciliani tagli totalmente insostenibili!

Ora, chi ha un po’ di dimestichezza con il Bilancio regionale – e noi che purtroppo ci occupiamo per lavoro del Bilancio della Regione siciliana dal 1986 (oggi in verità con minore impegno, perché ci siamo un po’ stancati di scrivere le stesse cose da anni) abbiamo la presunzione di essere tra questi – sa benissimo che non solo l’amministrazione regionale nel suo complesso, ma i cittadini siciliani non potranno mai sostenere tagli simili! Se quest’anno, con il taglio di 400 milioni di euro ci sarà un mezzo casino, il prossimo anno, con il taglio di 120 milioni di euro scoppierebbe un gran casino! Ma l’attuale Governo Conte bis – che quando andrà via sarà sempre troppo tardi – pretende che Musumeci e Armao firmino questo accordo finanziario assurdo!

I ‘dioscuri’ della finta siciliana: Davide Faraone e Giuseppe Provenzano

La parte politica attuale, infine. Sapete chi sono gli inventori di questo accordo? Renzi e il suo fido qui in Sicilia, Davide Faraone. Per la precisione, è stato proprio Faraone a imporre alla sua Regione questo accordo-capestro. Un altro sostenitore di questo accordo è il Ministro per il Sud, il siciliano Giuseppe Provenzano, che dopo la fallimentare gestione del Ministero per il Sud sogna di essere eletto presidente della Regione siciliana. Abbiamo il dovere di ‘tranquillizzare’ entrambi: Faraone non sarà mai più rieletto, mentre Provenzano non sarà il prossimo presidente della Regione siciliana.

 

 

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