Elezioni americane & brogli elettorali/ Dietro il sistema Dominion c’è la Cina. E in Italia c’è chi trema… (VIDEO)

Elezioni americane & brogli elettorali/ Dietro il sistema Dominion c’è la Cina. E in Italia c’è chi trema… (VIDEO)
5 dicembre 2020

Che nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti ci siano stati brogli elettorali è assodato. Ma bisognerà capire se la Magistratura americana avrà la forza di difendere la democrazia nel mondo mettendosi contro il Deep State. Elezioni truccate in altri Paesi, dal Sudamerica all’Europa: e si parla anche del ruolo dell’Italia. Il video di Roberto Mazzoni

Rieccoci con il nostro consueto appuntamento con le elezioni americane. Che, come non ci stanchiamo di ripetere, non sono affatto terminate. In questo momento tutto è in ballo. Ci sono in piedi ricorsi – anche penali – in tanti Stati. E ci sono stati già pronunciamenti da parte di alcuni giudici statali. E, in ogni caso, l’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America dovrebbe avvenire il 14 Dicembre, quando la parola dovrebbe andare ai grandi elettori dei 50 Stati americani. Il condizionale è d’obbligo, perché la situazione è in evoluzione.

Un fatto è certo ed oggettivo: fra il 3 e il 4 Dicembre il conteggio delle schede avrebbe dovuto essere completato: ma così non è stato. E questo già la dice lunga su quello che potrebbe succedere da qui al 14 Dicembre.

Un altro dato importante è il silenzio dei Democratici americani: da quando sono venute fuori alcune notizie – per esempio i rapporti tra la Cina e il sistema Dominion, ovvero il sistema informatico che ha gestito le elezioni in quasi tutti i 50 Stati americani – gli esponenti dei Dem, area Clinton-Obama, non parlano più.

La partita in corso negli Stati Uniti d’America riguarda tutto il mondo. Ed è una partita che interessa la Cina. Come racconta Roberto Mazzoni – un giornalista italiano che vive in Florida e che ci informa su quello che succede. Mazzoni riporta una frase che, in queste giorni, circola in tutta l’America, anche con le scritte sui muri:

“Obama è stato il primo Presidente degli Stati Uniti di colore, la Clinton è stata la prima donna candidata alla presidenza degli Stati Uniti, Joe Biden è il primo Presidente degli Stati Uniti cinese…”.

La battuta, in realtà, ci dice molto di più: ci dice, ad esempio, come già accennato, che la società che controlla il sistema Dominion – un sistema che, attraverso un software, è stato utilizzato in tanti Paesi del mondo per gestire le elezioni – fa capo alla Cina.

Ciò significa – stando a quello che va emergendo dai ricorsi presentati di legali di Trump – che la Cina ha messo il naso nelle elezioni degli Stati Uniti d’America: come lo dovranno stabilire i giudici dei Tribunali statali e della Corte Suprema. Idem per il ruolo svolto dalla Germania.

Che ci siano stati brogli elettorali, beh, questo è ormai assodato: impressionante il video che, in un seggio elettorale di Atlanta, ritrae alcuni scrutatori che ‘maneggiano’ le schede in un momento che avrebbe dovuto essere di ‘pausa’: tutti fuori, erano rimasti solo loro, non sapendo che venivano ripresi…

Su questo punto si racconta di tutto: si racconta che gli scrutatori sapevano che le telecamere a circuito chiuso erano state bloccate e così hanno lavorato con tranquillità, manomettendo le schede. Invece, chissà come, c’era qualcuno che li stava riprendendo!

Ora la situazione si complica perché c’è una prova oggettiva di brogli elettorali! Ricordiamo che in Georgia Trump era nettamente in testa e poi ha vinto Biden per qualche migliaia di voti!

Ma – lo ribadiamo – la notizia più pesante è il ruolo della Cina. A questo punto, anche se il Democratico Biden è appoggiato dal Deep State, il Governo dei Governi del mondo, non sarà facile nascondere le prove. E, soprattutto, non è detto che la Magistratura sia disposta a chiudere gli occhi: e il riferimento è alla Magistratura di alcuni Stati – dove le evidenze dei brogli elettorali sono ormai di dominio pubblico – e, soprattutto, alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America.

Il Deep State sarà anche forte, alcuni senatori del Partito Repubblicano e la vecchia guardia di Bush schierati con i Democratici certamente contano, ma in ballo c’è l’integrità della democrazia americana. E allora…

La partita a nostro avviso resta difficile. Perché se la Magistratura dovesse decidere di andare fino in fondo, non solo Biden e i Democratici verrebbero travolti da uno scandalo pesantissimo, non solo scatterebbero inchieste penali con condanne durissime (in America chi tradisce la Costituzione e chi svende il proprio Paese a Paesi esteri non viene esattamente premiato…), ma si aprirebbe una voragine internazionale che coinvolgerebbe l’Italia e, segnatamente, alcune forze politiche italiane. Questo perché le elezioni sarebbero state truccate in tanti Paesi del mondo.

E’ per questo che in Italia, in questi giorni, c’è chi guarda con terrore all’esito dei ricorsi e delle cause già incardinate in alcuni Stati su input dei legali di Trump. Perché l’onda lunga dello scandalo che si aprirebbe in America potrebbe anche travolgere l’Italia con risvolti inimmaginabili.

QUI IL VIDEO DI ROBERTO MAZZONI

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