Brogli elettorali in Georgia: due video mostrano gli scrutatori che fanno sparire casse di schede

Brogli elettorali in Georgia: due video mostrano gli scrutatori che fanno sparire casse di schede
4 dicembre 2020

Il due video li pubblica il quotidiano scenarieconomici.it. E’ un’altra delle tante storie, non esattamente esaltanti, delle elezioni americane celebrate sotto il segno dei brogli. Tra l’altro in Georgia l’ex procuratrice Sidney Powell ha denunciato altri brogli e altre irregolarità

Eccoci con il nostro consueto appuntamento con le elezioni americane. Superfluo aggiungere che siamo ormai arrivate alle due settimane decisive: il 14 Dicembre, infatti, i grandi elettori dovrebbero eleggere il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Ma intanto le azioni giudiziaria promosse da Donald Trump vanno avanti e le scoperte di brogli elettorali sono ormai all’ordine del giorno. L’ultima novità la riporta il quotidiano scenarieconomci.it, che riporta un video dove sarebbero stati immortalati immortalati i brogli elettorali andati in scena in Georgia.

“In Georgia vengono presentati due video a circuito chiuso che mostrano cosa sia successo veramente durante lo spoglio nel centro di raccolta della Farm Arena di Atlanta. I due video, che vi presentiamo in successione, mostrano come, ad un certo punto della notte, gli scrutatori abbiano chiesto una pausa, durante la quale i media che seguivano l’operazione e soprattutto i delegati elettorali repubblicani vengono fatti allontanare”.

“A questo punto, usciti tutti – prosegue l’articolo – alcuni scrutatori tirano fuori alcune casse di voti che hanno nascosto e le portano via. Lo fanno quando non ci sono più testimoni, ma evidentemente ignorano la presenza delle camere della sicurezza interna che riprendono tutto. Questo video ha causato un ampio scandalo negli USA e sono in corso discussioni nel Senato dello Stato: quanti voti sono spariti? I risultati delle elezioni sono ancora credibili? Anche se Twitter mette il marchio di ‘Disputed’, di discussi, quando si parla di brogli, mi sembra che di discutere ci sia ancora ben poco di fronte a questi video”.

Qui l’articolo di scenarieconomici.it con i due video

Sui possibili brogli elettorali in Georgia indaga l’ex procuratrice federale Sidney Powell. E lo fa non in quanto legale del Presidente Trump, ma per conto del popolo americano. La Powell ha presentato 30 casi di possibili frodi elettorali e una serie di irregolarità.

L’ex procuratrice federale ha raccolto una serie di testimonianze giurate tra testimoni ed esperti in informatica. La Powell sta provando a dimostrare che il software del sistema di voto Dominion è stato manipolato da soggetti stranieri. per sostenere tale tesi la legale ha raccolto la dichiarazione giurata di un ex analista di intelligence elettronica delle Forze armate.

Le indagini della Powell arrivano fino in Venezuela. Un testimone afferma che il software utilizzato da Dominion derivi da quello utilizzato dal governo di questo Paese per manipolare l’esito delle elezioni.

C’è anche una terza dichiarazione giurata. Come scrive la Repubblica, si tratta di un soggetto “che afferma di essere cugino di Anthony Mujica, ex amministratore delegato di un’altra società fornitrice di sistemi di voto elettronico, Smartmatic, che ha partecipato allo sviluppo del software utilizzato da Dominion. Il testimone in questione sostiene di avere conoscenza diretta del ruolo di Smartmatic in frodi per garantire l’elezione di Hugo Chavez in Venezuela, nel 2004. Secondo il testimone, Mujica ha ricevuto decine di milioni di dollari dal governo venezuelano tra il 2003 e il 2015, per diffondere la tecnologia di Smartmatic negli Stati Uniti e altrove”.

“La causa – leggiamo sempre su la Repubblica – elenca una serie di altre presunte falle sistemiche dei software di Dominion, descritte da esperti di informatica: tra queste, la possibilità di alterare i registri e i tabulati di voto, di cancellare o sovrascrivere i registri delle attività, o di hackerare le macchine per il voto da remoto. Uno degli analisti informatici che hanno effettuato perizie per conto di Powell, Ronald Watkins, afferma che gli operatori dei sistemi di Dominion possono modificare facilmente le impostazioni per escludere dal conteggio o bollare come irregolari talune tipologie di schede, ad esempio quelle che esprimono il voto per un candidato specifico. La causa legale elenca anche una serie di presunte irregolarità e falle di sicurezza, a cominciare dalla vulnerabilità delle chiavi usb contenenti i codici di sicurezza per l’accesso ai sistemi: prima del voto del 3 novembre si è verificato il furto di alcune di quelle chiavi a Philadelphia”.

L’avvocato Powell, leggiamo ancora su la Repubblica, “afferma che tra i 31.339 e i 38.886 voti postali espressi da elettori georgiani registrati come repubblicani sono stati regolarmente inviati prima delle elezioni, ma non sono stati conteggiati; e che sino a 22.771 elettori repubblicani avrebbero ricevuto schede di voto per corrispondenza non richieste”.

Dalla Powell arriva anche un ‘siluro’ al governatore della Georgia, il repubblicano Brian Kemp. A quanto pare avrebbe “consentito illegalmente ai funzionari elettorali – scrive sempre la Repubblica – l’apertura delle buste contenenti le schede di voto postale tre settimane prima delle elezioni”.

Questo dimostra ciò che noi scriviamo da tempo: e cioè che Trump ha tanti nemici non nella base del Partito Repubblicano, dove milita, ma tra alcuni personaggi altolocati di questo partito.

Foto tratta da scenarieconomici.it

QUI L’ARTICOLO DE la Repubblica

 

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