Elezioni americane: non è che i Dem ‘piggianu prima comu ‘i…’ perché si spettano qualche ‘botta’ in testa?

Elezioni americane: non è che i Dem ‘piggianu prima comu ‘i…’ perché si spettano qualche ‘botta’ in testa?
14 novembre 2020

Tifiamo un po’ troppo per Trump? Forse sì. E il motivo c’è: Trump è stato votato dal popolo, mentre Biden è sostenuto dalle lobby e dal Deep State. E siccome noi siamo vecchi socialisti, tutti i potenti che stanno dietro al Partito Democratico americano non ci piacciono proprio, perché ci ricordano i ‘camerieri’ europei dei liberisti: il PPE e il PSE

Il nostro vecchio amico Stefano Vaccara, che vive e lavora a New York, ci ha fatto notare che Israele ha riconosciuto Joe Biden come nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Quando abbiamo scritto l’articolo – era il 10 Novembre – il capo del Governo israeliano, Netanyahu, non aveva ancora usato con Biden le parole “presidente eletto”: cosa che abbiamo letto in un articolo di BBC NEWS. Il nostro amico ci dice che Israele ha riconosciuto Biden quale Presidente USA. Bene. Anche a noi, in effetti, era sembrato strano che Israele, da sempre schierato con i potenti d’America, non avesse riconosciuto un uomo sponsorizzato dal Deep State come Biden!

Oggi abbiamo letto e ascoltato che Biden ha vinto in Arizona, che Biden ha più di 300 grandi elettori e bla bla bla. Lo ha detto la CNN, che a quanto pare conta più della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America…

Sono proprio questi gli aspetti strani dell’attuale post elezioni americane. Mentre sono pendenti ricorsi, anche importanti, mentre non si parla più delle 300 mila schede votate e sparite, mentre non può essere escluso il pronunciamento della Corte Suprema deli Stati Uniti, ebbene, mentre avviene tutto ciò assistiamo a uno spettacolo per metà grottesco e per metà tragicomico: lo spettacolo di un personaggio – Biden – che si autodefinisce Presidente USA prima del 14 Dicembre: è questo, infatti, il giorno in cui i grandi elettori certificano l’elezione non nuovo Presidente degli Stati Uniti.

Biden ha vinto nettamente? Non sembra, visto che ci sono ricorsi. Perché così dicono i grandi mezzi d’informazione? Il suo rivale Donad Trump, è pronto per il concession speech, ovvero il discorso in cui, a spoglio concluso, il candidato perdente ammette la propria sconfitta. Assolutamente no!

Insomma: se tutto è ancora da decidere perché queste sceneggiate di Biden? Perché, come dicono a Catania, si ‘cassaria tutto’ con un mese di anticipo? Perché la spasmodica richiesta di accreditamento verso altri Stati? Perché le nomine di futuri Ministri?

Noi qualche possibile risposta a queste domande pensiamo di averla maturata. A nostro avviso, Biden – per dirla sempre alla siciliana (dicono che la moglie abbia parenti nel Messinese, magari gli tradurranno la frase) – sta pigghiannu prima comu ‘i buttane. E’ evidente che lui e i suoi amici del Partito Democratico sanno che potrebbe maturare qualcosa di grosso e vorrebbero mettere le mani avanti. cercano magari di provare a condizionare anche la Corte Suprema?

Il fatto che Trump… Insomma, l’attuale Presidente USA non ha ancora scoperto le sue carte, a parte i ricorsi. Noi non sappiamo che cosa potrebbe succedere, ma ci insospettisce lo strano attivismo di Biden e dei Dem americani: se – come dicono – hanno vinto, perché stanno facendo tutto ‘sto casino prima dell’8 Dicembre, giorno del Safe Harbor Day, quando comunque andrà il riconteggio, tutti i voti dovranno essere vidimati? Non è che, dietro questo attivismo Dem, si nascondono paura e debolezza, atteggiamenti tipici di quei bambini che hanno commesso una marachella e sanno che verranno scoperti e puniti?

Noi preferiamo aspettare gli eventi. Nel frattempo, nei giorni scorsi, abbiamo letto un articolo di John M. Reeves, un avvocato d’appello a St. Louis, è il fondatore e proprietario di Reeves Law LLC, che riportiamo in calce.

Da quello che leggiamo, sembrerebbe che durante lo spoglio delle schede un giudice – il giudice Alito – ha firmato un provvedimento rivolto ai  consigli elettorali della contea della Pennsylvania. Sembra – così noi abbiamo capito – che questo giudice abbia invitato i consigli di contea di separare tutte le schede ricevute per posta dopo il 3 novembre alle 20:00 da quelle ricevute prima di tale ora.

Nell’articolo si dice che tale atto fa parte di una causa attualmente pendente dinanzi alla Corte Suprema. Causa i cui esiti esiti potrebbero interessare tutto il Paese, a prescindere dal possibile impatto sulle elezioni presidenziali.

In questo articolo, sintetizzando, si affronta una questione centrale: come debbono essere condotte le elezioni presidenziali? Decide il legislatore statale o la magistratura statale? La questione è di natura costituzionale.

Per quello che sappiamo noi, la Costituzione americana conferisce ai legislatori statali, e non alla magistratura statale, l’autorità di stabilire le regole per le elezioni presidenziali. Solo le schede elettorali ricevute per posta entro le 20,00 del giorno delle elezioni sono valide e legali, le schede arrivate dopo non sono valide.

Ci sembra interessante anche un articolo pubblicato da Time Sicilia. Ecco il titolo:

“AmeriCaos, giudice della Pensylvania dà ragione a Trump” 

“Un giudice della Pensylvania – leggiamo nell’articolo – ha dato ragione al Presidente in carica, Donald Trump (il nuovo, chiunque esso sia, arriverà alla Casa Bianca a Gennaio, dopo che i grandi elettori, il prossimo 14 Dicembre, formalizzeranno l’elezione del nuovo Presidente degli States che sarà in carica dal 21 Gennaio), stabilendo che quello Stato non aveva nessun diritto di cambiare le procedure elettorali, come ha fatto”.

In pratica, è lo stesso argomento, anche se tratta di un particolare: l’identità degli elettori.

“Nel merito: gli elettori avrebbero dovuto fornire prove sulla propria identità (si parla dei voti per posta) entro il 9 Novembre. La segretaria di Stato della Pensylvania, lo scorso 1 Novembre, ha spostato questa deadline al 12 Novembre. Secondo il giudice, non avrebbe potuto farlo. Da qui la decisione di non tenere conto dei voti che non si accordano alle regole originarie. In ballo ci sarebbero circa 45 mila voti. Un goal per il team di Trump che ha accusato la Pensylvania di avere violato la Costituzione. In pratica, come scrive l’agenzia di stampa Agi che riporta il commento del costituzionalista John Yoo (docente di diritto alla Berkeley School of Law), ‘la Corte Suprema della Pennsylvania ha interferito incostituzionalmente sull’autorità legislativa dello Stato, unica titolata a decidere tempo, luogo, e maniera dell’elezione federale e sulla selezioni degli elettori presidenziali’. E’ così è, a quanto pare”.

Foto tratta da Dentro&Fuori

Why is the Supreme Court Involved in Pennsylvania? (Perché la Corte Suprema è coinvolta in Pennsylvania?)

 

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