Sequestro dei pescatori di Mazara del Vallo: qualcosa finalmente si muove?

Sequestro dei pescatori di Mazara del Vallo: qualcosa finalmente si muove?
18 ottobre 2020

La nostra è una sensazione. Dettata anche dal fatto che sono passati più di 40 giorni dal sequestro dei 18 pescatori di Mazara del Vallo e dei due pescherecci. Cosa ce lo fa pensare? L’intervento del Papa di oggi, la manifestazione di Venerdì scorso organizzata dall’USB e altri elementi che rintracciamo qua e là. Speriamo di non sbagliarci. la nota di Siciliani Liberi 

Ci sono novità sui 18 pescatori di Mazara del Vallo prigionieri nella Libia di Haftar? Secondo noi sì. Il fatto che il Papa oggi abbia dedicato una parte del suo discorso domenicale a questa vicenda potrebbe essere piuttosto indicativo. Perché? Perché Papa Francesco, come dire?, è molto sensibile all’operato dei poteri forti: celebra Sante Messe per l’Unione europea, difenda l’ambiente come fa la stessa Unione europea e se ha parlato tutto lascerebbe pensare a qualche novità.

Insomma, ci avviciniamo a 50 giorni di prigionia e la prossima settimana si dovrebbe aprire il processo. Magari ci sbagliamo, ma abbiamo la sensazione che qualcosa si sia mossa: non da parte dell’Italia, che non sembra avere molta voce, ma da altri consessi internazionali.

Ci sono anche altre novità: come la manifestazione di Catania per chiedere la liberazione dei pescatori. Manifestazione organizzata Venerdì scorso davanti la Prefettura dalla Federazione del Sociale USB della Città Etnea. Manifestazione molto partecipata, se è vero che erano presenti gli esponenti di Terra e LiberAzione, Femministorie-Documentazione e Memoria Progettuale, APMP-Pescatori Marineria Catanese, Partito Rifondazione Comunista Catania, Identità Siciliana, Partito Comunista dei Lavoratori, Il Sud Conta Catania, PMLI, GenerazioneBastaGiá, Siciliani Liberi Catania, Associazione Thomas Sankara, Fronte Militante per la Ricostruzione del Partito Comunista, Antudo, Potere al Popolo Catania, Centro Solidarietà Popolare “Graziella Giuffrida”, MO Unione Mediterranea, Italexit Catania, Azione Civile, Attiva Sicilia, Fasci Siciliani dei Lavoratori.

Tanti gli interventi. Orazio Vasta, giornalista e militante della Federazione del Sociale USB Catania, ha parlato di pescatori “doppiamente in ostaggio: di Bengasi e dei Trattati italo-libici di Minniti”. Il riferimento è all’ex Ministro degli Interni, Marco Minniti, protagonista dei trattati siglati dll’Italia con la Libia.

Tra gli altri interventi segnaliamo quelli di Fabio Micalizzi, presidente dei pescatori dell’APMP, del vulcanico Mario Di Mauro, presidente di Terra di LiberAzione, di Sesto Schembri del PMLI, di Santo Musumeci di Italexit, di Raffaele Panebianco di Siciliani Liberi Catania, e della parlamentare regionale Angela Foti di Attiva Sicilia.

Claudia Urzì, responsabile regionale della Federazione del Sociale USB Sicilia, si è collegata telefonicamente con Roma, dove in piazza Montecitorio, ormai da qualche settimana, le madri, le mogli e le figlie dei 18 pescatori sono lì giorno e notte per chiedere la liberazione dei loro cari.

Il Movimento Siciliani Liberi ci ha inviato la seguente nota:

“È il grido forte di dolore e di auspicio, insieme ai familiari, che si è levato e fatto sentire con un collegamento telefonico, venerdì durante il presidio davanti la Prefettura di Catania, organizzato dalla Federazione del Sociale USB di Catania, molto partecipato, con interventi dei rappresentanti di associazioni e di partiti, tra cui Siciliani Liberi. Oltre 45 giorni sono passati che i pescatori di Mazara del Vallo, sono stati sequestrati ingiustificatamente con i pescherecci Antartide e Medinea e che sono prigionieri , senza alcuna notizia delle loro condizioni di salute, in Libia nelle mani della fazione militare del generale Haftar”.

“Cosa hanno fatto o stanno facendo – prosegue la nota di Siciliani Liberi – il presidente del Consiglio, il governo italiano, il Ministro degli Esteri, il presidente della Regione siciliana e il Governo regionale? Non ci è dato sapere. Di certo ci sono stati impegni ‘ben più importanti’ quali il referendum e la campagna elettorale delle amministrative. Poi timidi tentativi e la richiesta del Ministro degli Esteri a tenere i toni e profili bassi. Invece No! Bisogna tenere i riflettori accesi sul caso ed alzare la voce, fare sentire tutto il nostro sostegno, la nostra solidarietà e la nostra vicinanza ai familiari dei pescatori che stanno presidiando a piazza Montecitorio, al freddo ed anche sotto la pioggia battente”.

Siciliani Liberi segnala “l’incompetenza, l’incapacità e la piaggeria di taluni politici a livello nazionale, regionale ed europeo, con la conseguente e palese perdita di credibilità ed autorevolezza a livello politico internazionale. Molti anni fa, a seguito di un episodio analogo, il Presidente della Regione Siciliana Rino Nicolosi prese l’aereo, andò da Gheddafi, fece liberare i Pescatori Siciliani e fece restituire il peschereccio sequestrato. Ecco perché diventa attuale ed auspicabile, con una forte presa di coscienza e consapevolezza di tutti i Siciliani, considerato che ci hanno ridotto in una condizione di colonia, con la mancanza di lavoro, di infrastrutture, di servizi e di una economia massacrata, che l’unica strada che ci resta, se non ci faranno attuare subito il nostro Statuto e la nostra Autonomia, è l’Autodeterminazione!”.

Anche noi, lo scorso 3 Ottobre, abbiamo chiesto l’intervento del Governo regionale, proprio come fecero alla fine degli anni ’80 del secolo passato l’allora presidente della Regione, Rino Nicolosi, e l’allora assessore regionale, Turi Lombardo.

A noi risulta che la Regione qualcosa stia facendo. Dei possibili risultati non sappiamo.

Noi siamo convinti che qualcosa, nei prossimi giorni, succederà.

Detto questo, non possiamo non segnalare il silenzio del Comune di Mazara del Vallo: da questa cittadina, in una vicenda così drammatica, ci si aspettava qualcosa di più!

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

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