Ricorso al TAR sulla ZTL di Palermo: beffati i cittadini che dovranno pagare 28 mila euro!

Ricorso al TAR sulla ZTL di Palermo: beffati i cittadini che dovranno pagare 28 mila euro!
25 settembre 2020

A Palermo va in scena un ‘capolavoro’ della Giustizia amministrativa: i cittadini che hanno presentato ricorso sulla ZTL – residenti, commercianti e artigiani – hanno scoperto che non hanno “legittimazione” e “interesse” a presentare lo stesso ricorso. Non potranno conoscere se la ZTL è legittima o meno (i giudici non si sono pronunciati sul merito), però adesso dovranno pagare 28 mila euro!

Palermo affonda tra immondizia non raccolta, discariche a cielo aperto, bus che non esistono (sulla propria pagina Facebook la consigliere comunale scrive che Domenica scorsa circolavano appena 35 autobus: 35 autobus, la Domenica, nella quinta città d’Italia!), ZTL e la news’ di questi giorni: le scuole comunali in affanno. Ma c’è una notizia che merita di essere commentata: i cittadini che hanno fatto ricorso sulla cervellotica Zona a Traffico Limitato (ZTL) che sono stati condannati a pagare 28 mila euro e rotti!

Dei giudizi dei giudici del TAR Sicilia sulla ZTL di Palermo – che noi riteniamo totalmente sbagliata – abbiamo già scritto nei giorni scorsi.

Con due successive sentenze del Luglio 2020, i giudici del TAR Sicilia,  come leggiamo in un comunicato degli avvocati Nadia Spallitta  e Giovanni Scimone, hanno rigettato i due ricorsi presentati da centinaia di cittadini, residenti, commercianti e artigiani, contro i provvedimenti con i quali il Comune ha adottato la ZTL zona A e zona B. Il TAR non è entrato nel merito dei provvedimenti, ma ha dichiarato l’inammissibilità dei ricorsi per difetto di legittimazione e di interesse dei ricorrenti.

I motivi per i quali i cittadini di Palermo debbono subire la ZTL senza potervi difendere non riusciamo a capirli: ma noi non siamo bravi come i giudici del TAR Sicilia. Ne sanno qualcosa in più i legali che hanno seguito questa vicenda:
“Riteniamo – affermano gli avvocati Nadia Spallitta e Giovanni Scimone – che le sentenze del TAR, i cui contenuti ci riserviamo comunque di approfondire, sanciscano dei principi poco compatibili con i principi europei e con la giurisprudenza recente dello stesso Consiglio di giustizia amministrativa che, in materia di ambiente, riconoscono in modo estensivo la legittimazione processuale dei cittadini, ovvero il potere di presentare ricorsi all’autorità giudiziaria. La materia dell’ambiente e il diritto alla salute – aggiungono i due legali – sono particolarmente tutelati, anche attraverso la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo, con il connesso potere di impugnare i provvedimenti finali ritenuti illegittimi. Per questi motivi – concludono i legali – riteniamo condivisibili le richieste di alcuni ricorrenti di impugnare queste decisioni”.
Ci sarà un ricorso al Cga (Consiglio di giustizia amministrativa), in Sicilia organo di appello del TAR? Non lo sappiamo. Anzi un po’ ne dubitiamo. Perché nel frattempo i giudici del TAR Sicilia hanno condannato chi ha presentato il ricorso – cioè cittadini, residenti, commercianti e artigiani – a pagare 28 mila euro circa. Perché? Spese processuali.
A  chi andranno ‘sti soldi che verranno tolti dalle tasche dei cittadini? Da quello che abbiamo capito, al Comune, all’AMAT (l’Azienda per il trasporto delle persone che la Domenica mette in pista appena 35 bus, però fa girare il Tram vuoto…) e agli ambientalisti che hanno difeso la ZTL!
Riassumiamo: il Comune di Palermo si inventa una ZTL per fare ‘cassa’; c’è il dubbio che tale ZTL sia illegittima; i giudici del TAR non entrano nel merito del ricorso, ma si limitano a dichiarare l’inammissibilità dei ricorsi per difetto di legittimazione e di interesse dei ricorrenti.
Così i cittadini, i residenti, i commercianti e gli artigiani che stanno subendo danni da una ZTL che scippa denaro agli stessi cittadini, i residenti, i commercianti e gli artigiani vengono a sapere da giudici del TAR che loro non possono presentare ricorso “per difetto di legittimazione e di interesse dei ricorrenti”.
E, soprattutto, che per essere stati informati di questo mancato diritto, adesso dovranno pagare 28 mila euro e rotti!
Che pensare? Che, a nostro avviso, i cittadini – non solo i cittadini che hanno presentato ricorso, ma tutti i cittadini di Palermo – non verranno mai a sapere se ‘sta benedetta ZTL è legittima o meno! E questa, con rispetto parlando, non si sembra un bell’esempio di Giustizia!
I cittadini che hanno presentato ricorso, da parte loro – ne abbiamo sentito qualcuno – sono amareggiati. Del resto, se a noi questa non sembra Giustizia a loro cosa deve sembrare?
In più, a quanto pare, i ‘vincitori’ – cioè il Comune, l’AMAT e gli ambientalisti che hanno ‘vinto’ grazie al fatto che i giudici del TAR hanno stabilito il “difetto di legittimazione e di interesse dei ricorrenti” – potrebbero ‘acchiappare’ uno dei ricorrenti e chiedergli i soldi (costringendo quest’ultimo a rincorrere tutti i ricorrenti per raccogliere i soldi).
In questo scenario volete che qualcuno presenti ricorso al Cga? Magari per sentirsi ribadire il “difetto di legittimazione e di interesse dei ricorrenti”?
Il messaggio che viene fuori da questa storia è chiaro: l’attuale sindaco della città, Leoluca Orlando, ha sempre ragione! Punto.
Il nostro non è un giudizio, ma una constatazione. Una seconda constatazione. Tutti sappiamo quanto sia disastrosa la gestione dei rifiuti a Palermo. Ebbene, a Roma – dove la raccolta dei rifiuti da parte del Comune lascia a desiderare – i cittadini hanno presentato ricorso e hanno ottenuto un parziale rimborso della TARI, la Tassa sull’immondizia.
La stessa cosa ha fatto un gruppo di di cittadini di Palermo. Ma gli hanno risposto di no:
Così va il mondo e così vanno le cose a Palermo…
P.s.
Domanda ai giudici del TAR Sicilia: chi è legittimato a presentare il ricorso sulla ZTL, visto che cittadini, residenti, commercianti e artigiani non sono legittimati?

 

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