A Roma il rimborso della Tari sì, a Palermo il rimborso della Tari no

A Roma il rimborso della Tari sì, a Palermo il rimborso della Tari no
28 giugno 2020

A Roma, dove l’immondizia per le strade è ormai una realtà consolidata, il quotidiano “Il Messaggero” dedica un articolo a una vicenda che rappresenta una svolta: il parziale rimborso della Tari ottenuto dai cittadini. A Palermo, invece, dove l’immondizia rimane pure per le strade, i cittadini non hanno diritto al parziale rimborso della Tari

A Roma se l’immondizia resta nelle strade i cittadini hanno diritto al parziale rimborso della Tari, a Palermo se avviene la stessa cosa i cittadini si attaccano al Tram (quello che gira quasi vuoto sempre a spese dei cittadini).

Così vanno le cose in Italia: l’argomento è lo stesso – l’immondizia non raccolta che appesta l’ambiente – ma…

Ma gli scenari di Roma e Palermo sono diversi.

Roma – “Se i secchioni sono pieni di rifiuti – leggiamo in un articolo de Il Messaggero – la colpa non è dei romani. L’accusa era stata lanciata dal Comune e dall’Ama nelle migliaia di lettere di risposta indirizzate ai cittadini che chiedevano il risarcimento della Tari. Se le strade sono piene di immondizia e i secchioni non vengono svuotati è a causa dell’inefficienza del servizio offerto. Ad affermarlo per la prima volta è la Commissione Tributaria di Roma che ha accolto il ricorso presentato dal Comitato di quartiere di Settebagni depositato nel 2018″.

“È una vittoria non solo per noi ma anche per tutti gli altri romani che hanno chiesto il rimborso della Tari e ora avranno la strada aperta al risarcimento”, spiega Mario Costanzo, il legale dell’associazione Don Chisciotte che ha portato avanti la causa.

QUI POTETE LEGGERE PER ESTESO TUTTO L’ARTICOLO DE “IL MESSAGGERO”

Palermo – Nel capoluogo della Sicilia invece il ricorso per ottenere il rimborso parziale della Tari è stato ‘inchiummato’ (leggere respinto).

Nel ricorso si segnalavano anche possibili problemi rispetto alle Direttive Europee che prevedono che il rifiuto debba essere trattato come un bene primario: produzione di compost e ritorno nel sistema ecologico.

Riuscite a immaginare Palermo con la raccolta differenziata dei rifiuti che funziona benissimo, con la produzione di compost, con le strade e i marciapiedi puliti come nelle città civili? E che è, metafisica?

Con molta probabilità, i temerari che hanno presentato il ricorso non hanno tenuto contro che Palermo è una città mediorientale incastonata (o incrastata?) nell’Unione europea.

(Tra l’altro, non è che l’Unione europea di oggi, nella sua dimensione politica, istituzionale e solidaristica – vedi il MES applicato alla Grecia – sia molto diversa da una certa cultura mediorientale…).

Basta: quello che conta è che la munnizza di Palermo è sacra: tanto più se – come avviene ormai da tempo – rimane nelle strade. I palermitani mancianu e fannu muddriche: e se il Comune di Palermo non riesce a togliere i muddrichi, beh, i palermitani debbono pagare lo stesso senza aver diritto ad alcun rimborso!

E, per favore, non disturbiamo l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Palermo dove hanno altre cose – molto più serie e più importanti – di cui occuparsi, come dimostrano i fatti delle ultime settimane…

 

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