Buco di Bilancio al Comune di Catania, condanna per l’ex sindaco Enzo Bianco

Buco di Bilancio al Comune di Catania, condanna per l’ex sindaco Enzo Bianco
15 settembre 2020

E’ finita con una condanna per l’ex sindaco della Città Etnea, Enzo Bianco, la lunga e tormentata storia del dissesto finanziario del Comune di Catania. Condanna contabile davanti alla Corte dei Conti. Condanne anche per gli ex assessori comunali

Finisce male la storia del dissesto finanziario del Comune di Catania. E finisce con una sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Sicilia ha condannato l’ex sindaco della Città Etnea, Enzo Bianco, e gli assessori comunali dell’epoca al risarcimento in favore del Comune.

Enzo Bianco, esponente del PD, ex Ministro, dovrà risarcire 48 mila euro e dovrà scontare l’interdittiva legale per anni 10.

Con l’ex sindaco, come già accennato, è stata condannata la sua Giunta in carica tra il 2013 e il 2018. Per gli ex assessori condanne che vanno da 51 mila fino a 14 mila euro.

La Corte dei Conti non ha risparmiato i revisori dei conti colpiti da un’interdittiva di cinque anni.

Nello specifico, il giudice della Corte dei Conti Salvatore Grasso ha stabilito l’interdittiva per dieci anni per Enzo Bianco, Luigi Bosco, Rosario D’Agata, Giuseppe Girlando, Orazio Antonio Licandro, Angela Rosaria Mazzola, Salvatore Di Salvo, Marco Consoli Magnano San Lio, Angelo Villari, Valentina Odette Scialfa Chinnici.

“L’ex sindaco – leggiamo sul quotidiano La Sicilia – non potrà candidarsi per dieci anni a cariche pubbliche e non può ricoprire la carica di amministratore pubblico. Gli assessori non potranno ricoprire la carica di amministratore negli enti pubblici per dieci anni. Il giudice ha disposto che i revisori dei conti Natale Strano, Calogero Cittadino, Fabio Sciuto, Francesco Battaglia e Massimiliano Lo Certo non potranno ricoprire questo ruolo negli enti locali per cinque anni. Enzo Bianco dovrà restituire al Comune di Catania, 48 mila euro, Luigi Bosco, 44 mila euro, Rosario D’Agata, 44 mila euro, Giuseppe Girlando, 44 mila euro, Orazio Antonio Licandro, 22 mila euro. Angela Rosaria Mazzola, 44 mila euro, Salvatore Di Salvo, 44 mila euro, Marco Consoli Magnano San Lio, 51 mila euro, Angelo Villari, 44 mila euro, Valentina Odette Scialfa Chinnici, 44 mila euro, Narale Strano, 21 mila euro, Calogero Cittadino, 14 mila euro, Fabio Sciuto, 21 mila euro, Francesco Battaglia, 14 mila euro e Massimiliano Carmelo Lo Certo, 14 mila euro”.

“Si deve ritenere, pertanto – scrive il giudice della Corte dei Conti nel decreto – che l’elemento soggettivo della colpa grave debba essere riscontrato nella condotta di tutti coloro i quali abbiano, nel corso di almeno due esercizi di bilancio, continuato ad approvare o ad apporre pareri favorevoli, nonostante il permanere delle predette criticità”.

Che dire? Che per fortuna al Comune di Palermo è tutto a posto: al massimo ci sono un paio di disallineamenti con le società comunali…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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