Coronavirus/ La ricerca degli ‘infettati’ sugli autobus: ma una bella camomilla no?

Coronavirus/ La ricerca degli ‘infettati’ sugli autobus: ma una bella camomilla no?
14 agosto 2020

Prima hanno aperto tutto per far “ripartire l’economia”. Ora che i contagi sono in aumento vogliono “chiudere tutto”. Ma un po’ di calma no? In Sicilia, poi, quello che è stato fatto è fatto. L’unica cosa da non fare, a questo punto, è seminare il panico tra la popolazione   

Com’è la storia? Un positivo sull’autobus Palermo-Trapani? Chi ha viaggiato su tale autobus si dovrebbe mettere in quarantena? E’ così?

Non ci crediamo. Ma chi semina questo panico, come si dice dalle nostre parti, unn’avi atru chiffari? Ma chi si preoccupa per un positivo sull’autobus Palermo-Trapani, da un mese a questa parte, se l’è fatto un bel giro per le spiagge della Sicilia?

Possibile che nessuno ha dato un’occhiata alla spiaggia della Plaia di Catania? E delle serate ne vogliamo parlare? E dei turisti arrivati nella nostra Isola da altre Regioni italiane e da altri Paesi del mondo? Li hanno controllati tutti, uno per uno? Stavano tutti bene? Nessuno di loro era positivo al virus?

Stamattina abbiamo pubblicato un articolo in cui raccontiamo perché tanti ventenni delle Regioni del Sud Italia se ne vanno a Malta: dove la movida è a ruota libera: locali aperti tutta la notte, drink a prezzi accessibili, nessuno che si preoccupa del “distanziamento sociale”: libertà!

Cosa vogliamo dire? Che ormai, in Sicilia, con le scelte adottate da Governo nazionale e Governo regionale siciliano per “far ripartire l’economia”,beh, quello che è stato fatto è fatto: se il Coronavirus o COVID-19 dovesse tornare a ‘mordere’ – cosa che, in verità, in Sicilia non ha mai fatto – e dovessero esplodere i ricoveri, ebbene, ci sarà il caos. Pazienza.

Sullo scenario possibile in Sicilia il professore Bruno Cacopardo, primario di Malattie infettive all’Ospedale ‘Garibaldi’ di Catania è stato chiarissimo:

“O questa risalita di casi si farà più forte, perché verranno meno i fattori di protezione dell’estate – come i raggi ultravioletti e il caldo – ma mi auguro che non si tratti di una risalita importante, perché potremmo ritrovarci in difficoltà e tutto ciò potrebbe coincidere con i primi malanni parainfluenzali, mandando in tilt i nostri ospedali. Oppure, seconda ipotesi, il virus manterrà una sua linearità e non continuerà a salire, con pochi casi giornalieri, dei quali solo 2,3 meritevoli di attenzioni ospedaliere. Questo è un processo che prende il nome di endemizzazione, cioè non si crea una epidemia ma una circolazione a bassi livelli sul territorio. Speriamo in questa seconda possibilità”.

Cerchiamo di essere realisti senza seminare il panico tra la popolazione.

In Sicilia sono arrivati i turisti da altri Paesi del mondo: e questo è un fattore di rischio;

sono arrivati turisti da altre Regioni italiane: e questo è un fattore di rischio;

tanti siciliani sono andati in vacanza fuori dalla Sicilia: e questo è un altro fattore di rischio (vedi i ragazzi positivi al virus rientrati da Malta);

sono arrivati e continuano ad arrivare i migranti: e questo è un altro fattore di rischio.

E’ risaputo che, quando ci sono pandemie, la prima cosa da bloccare è la libera circolazione delle persone. Tutta l’Italia, e non solo la Sicilia, ha fatto l’esatto contrario. Ed è stata una scelta del Governo nazionale e delle Regioni.

Non è singolare che quegli stessi politici che hanno consentito tutto questo adesso manifestino preoccupazioni perché il numero di contagi è in aumento? Ma ‘sti politici pensano che abbiamo portato il cervello all’ammasso? 

Un consiglio per i politici italiani e siciliani in queste ore preoccupati per “la risalita dei contagi”: andate a casa, mettete sul fuoco un pentolino con l’acqua, possibilmente abbondante, e portatela ad ebollizione: quando l’acqua raggiunge i 100 gradi centigradi ‘calate’ nella stessa acqua due bustine di camomilla e fate bollire ancora per un minuto.

Dopo di che, prendete posto su un divano, zuccherate la camomilla se vi piace dolce e sorseggiatela, fino in fondo…

Se dopo la camomilla avete ancora voglia di “chiudere tutto” andatevi a chiudere voi, avendo cura di buttare la chiave dalla finestra…

 

 

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