Corinavirus: perché nuovi divieti per i siciliani mentre i migranti sbarcano liberamente e vanno dove gli pare?

Corinavirus: perché nuovi divieti per i siciliani mentre i migranti sbarcano liberamente e vanno dove gli pare?
13 agosto 2020

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e i sindaci dei Comuni dell’Isola, dopo aver riaperto quasi tutto d’accordo con il Governo nazionale, sono preoccupati per l’impennata dei contagi e corrono ai ripari, imponendo nuove restrizioni ai cittadini siciliani. I migranti che arrivano in Sicilia, invece, possono sbarcare e circolare liberamente? 

E’ una nuova strategia? Forse. Anche se, a dir la verità, gli sbarchi ‘fantasma’ di migranti, in Sicilia, sono la regola da anni. Soprattutto lungo le coste dell’Agrigentino (potremmo aggiungere che c’è il dubbio che altri sbarchi ‘fantasma’ avvengano nei tratti di costa siciliana meno visibili: ma questo è un altro tema). Ieri, a proposito della provincia di Agrigento, uno sbarco ‘fantasma’ dalle parti di Ribera, oggi uno sbarco a Sciacca. I migranti sbarcano e, in molti casi, fanno perdere le proprie tracce, magari perché sanno dove andare a nascondersi…

Superfluo aggiungere che chi, dal Nord Africa, arriva con imbarcazioni di fortuna a Lampedusa e in Sicilia non arriva per caso, per fortuna e rischiando chissà che: dietro questi sbarchi ‘fantasma’, al contrario, c’è un’organizzazione che lucra una montagna di soldi sugli stessi sbarchi!

Già, l’organizzazione. Sono le cosiddette ‘navi-madri’ che accompagnano le imbarcazioni di fortuna a Lampedusa o direttamente in Sicilia. Un sistema perfetto che, in tempo di Coronavirus, ha sostituito le navi targate ONG. Alla fine debbono solo raggiungere Lampedusa o la Sicilia: del resto si occupa il Governo italiano.

Lo sbarco ‘fantasma’ di ieri e quello di oggi giungono mentre il Governo nazionale e il Governo siciliano si interrogano, non senza preoccupazione, sull’aumento dei contagi. Noi pensavamo – sbagliando – che la situazione Coronavirus, a Roma e in Sicilia, fosse sotto controllo. Pensavamo: vabbé c’è l’infezione, ma non sopravviene la malattia.

Invece il primario di Malattie infettive dell’ospedale ‘Garibaldi’ di Catania, Bruno Cacopardo, ha spiegato che non è così:

“In questo momento al San Marco – ha detto il professore Cacopardo – ci sono oltre 25 ricoverati e tre-quattro in rianimazione. Se si fa un calcolo in percentuale, su una trentina di casi un 10% di questi va in rianimazione”.

Il primario di Malattie infettive ha precisato che la situazione potrebbe restare stabile, ma potrebbe anche peggiorare. E se peggiorerà?

“Mi auguro che non si tratti di una risalita importante – ha precisato il professor Cacopardo – perché potremmo ritrovarci in difficoltà e tutto ciò potrebbe coincidere con i primi malanni parainfluenzali, mandando in tilt i nostri ospedali”.

Quindi il pericolo Coronavirus o COVID-19 sussiste ancora. Ma se il pericolo sussiste ancora non si capisce perché il presidente della Regione, Nello Musumeci, e i sindaci dei Comuni della nostra Isola si preoccupino tanto dei cittadini siciliani, imponendo mascherine e – da quello che leggiamo – programmando anche chiusure di spiagge dopo che lo stesso Governo regionale e gli stessi sindaci li hanno aperte ai bagnanti.

E, soprattutto, non capiamo perché le restrizioni dovrebbero riguardare i cittadini siciliani, mentre i migranti sbarcano, fanno perdere le proprie tracce e fuggono da Hotspot e Centri di accoglienza. 

O le regole valgono per tutti, o non valgono. Se il Governo regionale e i sindaci non sono in grado di imporre al Governo nazionale la fine del caos in Sicilia (ma a quanto pare i migranti se la danno a gambe anche in altre Regioni italiane), consentendo a tanti migranti di scorrazzare liberamente, ebbene, che lascino almeno in pace i cittadini siciliani.

P.s.

Noi ribadiamo la nostra solita tesi: se c’è veramente il pericolo che il Coronavirus torni a ‘mordere’, ebbene, è sbagliato far arrivare turisti e migranti. Ma se si consente a turisti e migranti di venire in Sicilia, se si riapre quasi tutto, poi non si può dare la colpa ai cittadini. Né si può pensare di costringere le persone ad andare in spiaggia con le mascherine…

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