Claudio Fava: “A Bellolampo commistione criminale tra interessi privati e funzionari pubblici corrotti”

Claudio Fava: “A Bellolampo commistione criminale tra interessi privati e funzionari pubblici corrotti”
8 agosto 2020

Il presidente della Commissione Antimafia del Parlamento siciliano, Claudio Fava, interviene sugli arresti operati a Bellolampo dalla Magistratura. E lo fa con alcune precisazioni. L’intervento di Roberta Schillaci (Movimento 5 Stelle)

“L’ottima operazione della DIA a Bellolampo conferma, ancora una volta, come gli interessi criminali nel ciclo dei rifiuti in Sicilia siano in grado di intercettare, attraverso la corruzione, fiumi di denaro pubblico. Anche a Bellolampo emerge con chiarezza quanto già contenuto nella relazione della commissione regionale Antimafia pochi mesi fa: vi è una forte commistione criminale tra interessi privati e funzionari pubblici corrotti”.

Lo dice il presidente della Commissione Antimafia del Parlamento siciliano, Claudio Fava (che, peraltro, nei giorni scorsi, è stato getto di un’intimidazione: una cravatta tagliata trovata nel suo ufficio).

La Commissione presieduta da Fava – cosa molto insolita nel paludato Parlamento dell’Isola – ha portavo avanti un’indagine sulla gestione dei rifiuti in Sicilia molto coraggiosa, che ha messo a nudo i grumi criminali di potere che, in questo settore, soprattutto a partire dal 2008, hanno fatto il bello e il cattivo tempo.

“Quanto emerso nelle ultime settimane, attraverso diverse inchieste che hanno interessato l’intero territorio della regione – si legge sempre nella dichiarazione di Fava – rinnova l’urgenza di interventi di natura politica. In questo senso le decisioni della RAP (la società che fa capo al Comune di Palermo che si occupa della gestione dei rifiuti e della discarica di Bellolampo ndr) di procedere ad una sorta di commissariamento di Bellolampo e alla sua costituzione di Parte civile sono segni importanti.
Alla ripresa dei lavori della Commissione antimafia sarà opportuno valutare l’apertura di una specifica attività di indagine su quanto avvenuto nel e attorno al principale sito pubblico di conferimento e trattamento della Sicilia”.

Sulla discarica di Bellolampo e sugli arresti interviene anche la deputata regionale del Movimento 5 stelle Roberta Schillaci:

“È impensabile che una discarica pubblica possa essere scenario e strumento di illeciti arricchimenti di dipendenti corrotti e infedeli e di avidi imprenditori che perpetrando una gestione torbida e non corretta del ciclo dei rifiuti, finisce col ripercuotersi sulla vita dei cittadini in termini di servizi inadeguati, costi elevati e rischio per la salute pubblica”.

“Ancora una volta purtroppo – sottolinea la deputata – magistratura e le forze dell’ordine, cui va il nostro plauso, fanno luce su un sistema opaco del ciclo dei rifiuti così come rilevato dalla stessa commissione d’inchiesta sul fenomeno della mafia dell’Ars, mentre la politica dovrebbe intervenire con azioni concrete per rendere il sistema trasparente ed evitare la costruzione di economie parallele illecite”.

Per la cronaca, nella discarica Bellolampo di Palermo sono stati operati alcuni arresti di personaggi acciuffati in flagranza di reato, come potete leggere nel seguente articolo:

Bellolampo, si stringe il cerchio attorno agli affari (e agli affaristi) della discarica

Il vorticoso giro di denaro pubblico, a Bellolampo, è noto da tempo:

Palermo: lo sapevate che la RAP affiderà a soggetti ‘esterni’ lavori da 26 milioni di euro?

 

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