Il prezzo del grano duro va giù? Colpa di un algoritmo. Chi c’è dietro?

Il prezzo del grano duro va giù? Colpa di un algoritmo. Chi c’è dietro?
7 agosto 2020

E’ quello che sta cercando di scoprire il Movimento Terra è Vita che ha presentato richiesta di accesso agli atti alle Camere di Commercio della Sicilia. Di questo e di altro si è parlato nel corso dell’assemblea di agricoltori convocata a Poggioreale. Gli interventi di Santo Bono, Giuseppe D’Angelo, Baldassare Portolano, Gioacchino Comparato, Agostino Cascio, Michele Carlino

La vera notizia è che il prezzo del grano duro siciliano va giù perché qualcuno lo manovra con un algoritmo. Chi? Bella domanda! Se ne sta occupando il Movimento Terra è Vita, che ha già presentato una richiesta di accesso agli atti.

Di questo è di altro si è parlato nel corso di un’assemblea di agricoltori lo scorso 5 Agosto a Poggioreale, centro del Trapanese che è un po’ il crocevia tra le provincia di Palermo, Agrigento e la stessa Trapani. Incontro organizzato dal Movimento Terra è Vita.

Interessa l’agricoltura alla politica? Solo al momento del voto, poi spariscono. Al massimo, l’assessore di regionale turno fa passerella: fondi europei di qua, giovani agricoltori di là e chiacchiere varie. Detto questo, c’è chi si organizza dal basso: è il caso dell’esperienza del Movimento Terra è Vita, che associa poco meno di un migliaio di agricoltori intenzionati a dare battaglia. Come?

Intanto incalzando la politica, per qual poco che si riesce a ricavare da questo mondo autoreferenziale e, in Sicilia, per lo più affaristico. Un mondo, quello della politica siciliana, oggi – rispetto ai temi dell’agricoltura – con meno competenze rispetto al passato.

Inutile prendersi in giro: gli agricoltori, oggi, sono soli. E, da soli, devono cercare di mettere in contatto domanda e offerta, cioè provare, magari attraverso la rete, di vendere i prodotti direttamente ai consumatori.

Il tutto in uno scenario di crisi, con le solite speculazioni al ribasso sul prezzo del grano duro, con l’ortofrutta di pessima qualità che arriva dall’universo mondo a prezzi stracciati che rende la vita difficile a chi produce ortaggi e frutta di qualità in Sicilia.

Che dire, ad esempio, dell’olio d’oliva extra vergine siciliano? Ragionando sui grandi numeri, le famiglie siciliane, in media, sono sempre più povere. Una bottiglia di vero olio extra vergine di oliva siciliano non può costare meno di 8-9 euro (nelle annate di magra anche di più).

Ma se nei grandi Centri commerciali spuntano montagne di bottiglie di un prodotto con la scritta “Olio extra vergine di oliva” a meno di 3 euro a bottiglia, beh, chi non ha molta disponibilità economica che fa? Se la prende e, magari, si giustifica:

“Questo è il mio reddito e lì posso arrivare”.

Due signore hanno detto così a Cosimo Gioia, agricoltore e produttore di grano duro. A quel prezzo avevano fatto incetta di bottiglie, pensando di avere acquistato chissà quale grande prodotto… E pazienza se era un bell’olio d’oliva extra vergine deorodato (e vedi che porti a tavola, come puoi leggere qui!).

Se poi ci si ragiona un po’ su, ci si accorge che – proprio per l’olio d’olia extra vergine – è solo un fatto psicologico: perché spendendo un po’ del doppio, visto che l’extra vergine si usa per lo più per condire, la spesa in più vale la candela, considerato che la salute ci guadagna!

Sì, l’agricoltura siciliana è in crisi ed è difficile andare avanti. Ma bisogna combattere: magari, per l’appunto, provando a organizzare una rete di vendita alternativa al commercio ufficiale. Nulla di nuovo: già negli anni ’50 del secolo passato il democristiano Amintore Fanfani si faceva promotore di una legge per consentire agli agricoltori di vendere direttamente i prodotti ai consumatori.

L’esperienza in parte esiste con i mercati locali: e si può potenziare con la vendita on line: si tratta solo di organizzarsi: che è quello che sta provando a fare il Movimento Terra è Vita.   

Insomma, tanti gli argomenti. E appassionato il dibattito che si è sviluppato a Poggioreale. Incontro che ha avuto anche il merito di richiamare amministratori comunali (a cominciare dal vicesindaco di Poggioreale), il parlamentare europeo grillino Dino Giarrusso e, naturalmente, gli esponenti del mondo agricolo.

Merito di tutti: ma soprattutto merito del Movimento Terra è Vita e del suo Segretario generale, Santo Bono, coadiuvato da Lorenzo Giocondo e Nino Corte, agricoltori anche loro, molto attivi nella Sicilia occidentale e, in particolare, nella Valle del Belìce.

A moderare i lavori è stato lo stesso Santo Bono, che non ha perso l’occasione per lanciare qualche frecciata a una classe politica che, da anni, promette e non mantiene.

Da segnalare la buona volontà del parlamentare europeo Dino Giarrusso: non sappiamo quali siano le sue competenze in un settore tecnico: ma, quanto meno, si è presentato e ha detto di voler fare qualcosa, ascoltando i suggerimenti che arriveranno dal mondo agricolo e, in particolare, dal Movimento Terra è Vita.

Tra i presenti anche il professore Baldassare Portolano, docente presso la Facoltà di Agraria dell‘Università di Palermo, che nel suo intervento ha denunciato la totale assenza della Regione siciliana nei settori agricolo e zootecnico. Il docente non ha risparmiato critiche anche alla burocrazia regionale, in tanti casi incapace di gestire i fondi europei destinati all’agricoltura (ma capace di fare ‘altre cose’ on i fondi pubblici, aggiungiamo noi…).

Il Presidente di Terra è Vita, Giuseppe D’Angelo, ha lanciato una nuova sfida: andare al di là delle tematiche agricole per proiettare lo stesso mondo agricolo là dove si prendono le decisioni che riguardano tutto il Paese. Mettendo al primo punto la meritocrazia, parola non sempre conosciuta in Italia (soprattutto in questo momento storico: basta vedere chi governa…). Però riflettere – in un’assemblea di agricoltori – sulla parola meritocrazia, partendo dalla definizione della Treccani (“Concezione della società in base alla quale le responsabilità direttive, e specialmente le cariche pubbliche, dovrebbero essere affidate ai più meritevoli, ossia a coloro che mostrano di possedere in maggiore misura intelligenza e capacità naturali) fa un certo effetto.

Non poteva mancare un passaggio sul grano duro, coltura d’elezione in Sicilia, soprattutto (ma non soltanto) nell’entroterra della nostra Isola. Nell’ultimo anno il prezzo è aumentato. Era arrivato a 30 euro al quintale. Ma, improvvisamente, è sceso a 25 euro al quintale. Perché?

C’è il grano duro estero che arriva in Sicilia con le navi (grano spesso al glifosato). Ma c’è anche dell’altro. E questo ‘altro’ è stato spiegato bene da Giuseppe D’Angelo. Come è stato fatto in Puglia da GranoSalus, anche in Sicilia Terra è Vita ha presentato richiesta di accesso agli atti alle Camere di Commercio siciliane.

“Da un’attenta analisi – hanno detto i protagonisti del Movimento Terra è Vita – è emerso che la quotazione del grano duro siciliano non viene fuori dalla media di fatture ricevute dalle Camere di Commercio dagli agricoltori o dai commercianti, ma da strani algoritmi. Stiamo approfondendo tale questione. Vogliamo capire cosa sta succedendo”.

“Di certo – ha concluso D’Angelo – la procedura utilizzata non rispetta il regolamento previsto per la formazione del prezzo dei prodotti agroalimentari”.

L’avvocato Gioacchino Comparato, rappresentante del Movimento Consumatori che, da qualche anno, affianca in Sicilia il Movimento Terra è Vita, ha sostenuto a gran voce il naturale connubio tra la tutela dei consumatori e la tutela dei diritti degli agricoltori con la naturale ed auspicabile nascita dei Consorzi. Da questa constatazione nasce la richiesta di documentazione per verificare ciò che avviene e le conseguenti denunce all’Antitrust.

Agostino Cascio, imprenditore agricolo e rappresentante del Movimento Agricoltori Riuniti Sicilia, ha manifestato diffidenza verso la classe politica “così distante e sorda alle problematiche del mondo agricolo”. Ma nonostante un po’ di pessimismo (ogni tanto Agostino Cascio utilizza la rete per ‘cantarle’ alla politica con video molto seguiti), si è detto pronto a continuare le battaglie fin qui svolte.

All’incontro erano presenti anche i dottori Giuseppe Compagno e Emanuela Mortillaro, esperti della nutrizione. E questa, forse, è la marcia in più che il Movimento Terra è Vita sta provando a mettere in campo: il collegamento diretto con chi può consigliare ai consumatori siciliani cosa consumare nel rispetto della salute. Connubio importante, quello tra medicina e agricoltura.

Infine l’intervento di Michele Carlino, fondatore del Movimento e grande conoscitore del mondo agricolo. Un intervento, il suo, per ricordare che la realtà, oggi, nel mondo agricolo, è quella che è: costi di produzione in crescita e prezzi di mercato sempre più bassi. Ma questo si sa: l’importante è provare a reagire mettendo insieme passione, intelligenza e soluzioni innovative.

Foto tratta da Sicilia Agricoltura  

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