Nuova ‘invasione’ a Lampedusa: perché non rimandare subito a casa propria i migranti economici?

Nuova ‘invasione’ a Lampedusa: perché non rimandare subito a casa propria i migranti economici?
1 agosto 2020

Ormai è stato appurato che la stragrande maggioranza di migranti che in questo periodo sbarca a Lampedusa e in Sicilia non scappa da guerre e carestie. Poiché siamo in emergenza Coronavirus (non è stato il Governo Conte a prorogare l’emergenza?) bisogna semplicemente rimandarli subito nei Paesi da dove arrivano. Ma stranamente il Governo di PD, grillini e renziani vorrebbe ‘regalare’ ai Siciliani un campo profughi alle porte di Catania…

Riassumiamo. A Lampedusa, tanto per cambiare, sono ripresi gli sbarchi di migranti. Fino a qualche ora fa, dalla scorsa notte ad oggi, sono state contati sette sbarchi autonomi, più un’ottava imbarcazione che è stata soccorsa. Sembra che i nuovi arrivati siano circa 250. Nell’Hotspot, dove la capienza non dovrebbe superare le cento persone, i migranti sono circa mille.

Già c’è una prima stranezza: come possono sette imbarcazioni arrivare in autonomia a Lampedusa? Se è così, qualcuno glielo consente. 

Ovvio che i migranti sbarcati a Lampedusa debbono essere trasferiti, naturalmente in Sicilia. Dove, supponiamo, dovrà essere cercata una sistemazione: o nella nostra Isola (probabile) o in altre Regioni italiane (un po’ meno probabile).

Noi, ieri, abbiamo pubblicato un approfondimento sugli sbarchi di migranti avvenuti in Sicilia dall’1 al 27 Luglio. Stando ai dati ufficiali, su circa 9 mila sbarchi, quasi 3 mila migranti sarebbero rimasti in Sicilia, mentre i restanti sarebbero stati trasferiti in altre Regioni italiane (in ogni caso, i dati ufficiali non sono quelli reali, perché non tengono conto degli ‘sbarchi fantasma’, cioè dei migranti arrivati in Sicilia senza alcun controllo: migranti che, una volta sbarcati nella nostra Isola, hanno fatto perdere le proprie tracce).

Prima di scrivere questo articolo abbiamo ascoltato tre TG e letto articoli qua e là. Abbiamo notato una seconda cosa strana: nessuno – almeno a giudicare da quello che abbiamo letto o sentito – dà notizia della nazionalità di questi migranti. 

Come mai? Eppure la nazionalità è importante per capire da dove arrivano ‘sti migranti: se arrivano da Paesi dove sono in corso guerre e carestie, o se arrivano da Paesi dove non sono in corso guerre o carestie.

Nell’approfondimento che abbiamo pubblicato ieri, per esempio, abbiamo appurato che il 38% circa dei migranti sbarcati in Sicilia arrivano dalla Tunisia, dove non ci sono né guerre, né carestie.

Da quello che abbiamo appurato studiando i dati ufficiali, i migranti sbarcati in Sicilia dall’1 al 27 Luglio che arrivano da Paesi dove ci sono guerre o carestie si contano sulla punta delle dita.

I TG riportano dichiarazioni di esponenti del Governo nazionale che spiegano che si procederà con i rimpatri dei migranti che non hanno diritto a restare in Italia. Bene. Però…

Però c’è una terza cosa strana, l’ennesima cosa strana di questa storia: e cioè che ieri il Governo nazionale ha fatto sapere di voler approntare in Sicilia un campo profughi per migranti. Cosa che, per fortuna, registra il secco “No” del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

La quarta cosa strana è che il Governo nazionale ha annunciato l’arrivo di una nave che dovrebbe accogliere i migranti che arrivano a Lampedusa. 

Ora, se i migranti che arrivano a Lampedusa sono, in grande maggioranza, migranti economici, cioè gente che non sfugge a guerre o carestie; se tali migranti – come fa sapere il Governo nazionale – verranno rimpatriati, che bisogno c’è di fare arrivare una nave e di approntare un campo profughi in Sicilia?

Cosa pensano a Roma di noi siciliani? Che abbiamo l’anello al naso?

Invitiamo i Siciliani a riflettere su come l’attuale Governo nazionale di PD, Movimento 5 Stelle, Italia Viva di Renzi e Liberi e Uguali sta trattando la Sicilia. 

Quasi tutti i migranti che arrivano in Italia in questo periodo sbarcano a Lampedusa e in Sicilia. I controlli su eventuali positivi al Coronavirus – ricordiamoci che siamo in piena pandemia – vengono effettuati in Sicilia. I positivi al virus restano in Sicilia.

Quindi i siciliani si debbono accollare i rischi di eventuali contagi. Da parte di chi? Di migranti che non sfuggono da guerre e da carestie e che, in tempo di pandemia, dovrebbero restare in casa propria.

Il Governo nazionale dice che comincerà i rimpatri, ma non specifica quando. In compenso vuole mandare una nave – una seconda nave, perché ce n’è già una a Porto Empedocle – supponiamo a Lampedusa per ammassare migranti. E vuole approntare un campo profughi a qualche chilometro da Catania per ammassare migranti, ben sapendo che i migranti potrebbero scappare, così come sono già scappati – in alcuni casi mentre si trovavano in quarantena – mescolandosi con la popolazione siciliana.

Ribadiamo: noi invitiamo i Siciliani a considerare a quali rischi l’attuale Governo nazionale sta sottoponendo i cittadini della nostra Isola: pensate agli ‘sbarchi fantasma’ in piena pandemia, pensate ai migranti che sono scappati da Hotspot e Centri di accoglienza della nostra Isola e riflettete anche sui sindaci che avete eletto e che stanno, di fatto, accettando tutto questo, anche se tra qualche protesta non certo eclatante.

Riflettete anche sul fatto che invece di fare arrivare una nave per ammassare migranti e che invece di ipotizzare un campo profughi alle porte di Catania, il Governo nazionale, molto più semplicemente, potrebbe far attivare a Lampedusa le navi militari pronte a prendere i migranti che arrivano in questa isola e, in generale, in Sicilia per rimandarli nei Paesi da dove arrivano, là dove si dovesse trattare di Paesi dove non ci sono né guerre, né carestie. Magari sequestrando le ‘navi-madri’ che scortano i barchini.

Chiedetevi, cari Siciliani, il perché – mentre la pandemia di Coronavirus è in crescita in tante aree del mondo – l’attuale Governo Conte bis (e i partiti che lo sostengono), invece di attuare la soluzione più razionale, sembra voler optare per una soluzione che rischia di creare altri disagi e altri rischi per la popolazione della nostra Isola.

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