In Puglia una pioggia di grano estero per far abbassare il prezzo del grano locale

10 luglio 2020

La speculazione al ribasso sul prezzo del grano duro non colpisce solo la Sicilia. La stessa cosa sta succedendo in Puglia. Lo leggiamo in un articolo di GranoSalus. L’interrogazione al Senato. L’intervento di Saverio De Bonis 

La speculazione al ribasso sul prezzo del grano duro non riguarda solo la Sicilia, ma anche la Puglia. Lo leggiamo in un articolo pubblicato da GranoSalus:

“Da alcuni giorni – scrive GranoSalus – importanti operatori comprano grano duro estero, quasi certamente di dubbia qualità in base al prezzo d’acquisto, per rivenderlo ai commercianti locali e favorire l’abbassamento delle quotazioni. Nel frattempo l’Associazione Granosalus ha chiesto i verbali del biennio 2018-2019 ed il senatore De Bonis (Saverio De Bonis, senatore della Basilicata e presidente di GranoSalus ndr) ha presentato una nuova interrogazione per invocare una dicitura più corretta in fattura”.

“Da più parti – prosegue l’articolo – si invoca una dicitura meno fuorviante nelle fatture. Il grano duro nelle scorse settimane aveva avuto una importante rialzo, per via dell’annata non proprio felice in termini di quantità, ma improvvisamente le quotazioni hanno subito un calo. La ripresa dell’import di grano tende a calmierare i prezzi, come sempre, e ieri c’è stato un calo di 20 euro a tonnellata sulla piazza di Foggia”.

Ciò significa che il prezzo del grano duro pugliese è calato di due euro al quintale.

“Dall’altro lato – prosegue l’articolo di GranoSalus – accade che al momento della vendita, le relative fatture, in molti casi, portano la seguente dicitura (che potrebbe essere fuorviante) ‘grano duro naz’, laddove per ‘naz.’ dovrebbe intendersi nazionalizzato. Nelle fatture, per correttezza, sarebbe opportuno che si scrivesse ‘grano duro d’importazione nazionalizzato’. Certo non è obbligatorio, ma in questo modo si eviterebbe di ‘ingannare’ i commercianti e, al contempo, quei commercianti meno corretti non verrebbero indotti ad acquistare a prezzi convenienti per poi farne miscele con grani locali o, peggio ancora, per tramutare in nazionale il grano estero. In un momento di crescita del prezzo del grano locale, anche per la scarsa disponibilità di prodotto dovuta alle avversità atmosferiche, è bastato il semplice arrivo di tali grani esteri di dubbia qualità per invertire la tendenza di mercato”.

Sulla vicenda c’è adesso un’interrogazione al Senato:

“Nell’interrogazione – si legge sempre nell’articolo – si evidenzia che dalle audizioni al Senato dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (ICQRF) e dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF), le navi straniere non sarebbero oggetto di un controllo assiduo, auspicabile invece per un Paese come l’Italia, ai primi posti per il consumo dei derivati del grano. I grani esteri, provenienti da aree dove il clima impone l’impiego di glifosato, dovrebbero essere assoggettati al Principio di precauzione comunitario previsto dal regolamento (UE) 2016/1313, recepito dal decreto del Ministero della Salute 9 agosto 2016, ma mai applicato con apposte circolari indirizzate ai dirigenti degli uffici periferici dell’USMAF”.

Il problema è sempre quello elle navi cariche di grano estero che invadono l’Italia:

“Andrebbero, inoltre, riviste le norme di campionamento sulle navi – conclude GranoSalus – prevedendo analisi diffuse su ogni nave e su ogni stiva di grano, affidandole a laboratori accreditati e rendendo noti gli esiti delle analisi (collegate alle fatture) e del monitoraggio alle associazioni di tutela dei produttori e dei consumatori”.

Nel frattempo l’Associazione (cioè GranoSalus) ha provveduto a versare gli oneri per l’accesso agli atti della Cciaa di Foggia e renderà noti gli esiti quanto prima.

Per la cronaca, il prezzo del grano duro, in Puglia, si era attestato intorno a 32-33 euro al quintale. Con l’arrivo del grano duro estero si dovrebbe attestare intorno al 30 euro al quintale. Sempre meglio che in Sicilia, dove il prezzo è pari  26,5 euro al quintale compreso IVA!

QUI L’ARTICOLO DI GRANOSALUS

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