Il dubbio: le 56 antenne del 5G installate a Palermo sono per caso in funzione?

Il dubbio: le 56 antenne del 5G installate a Palermo sono per caso in funzione?
5 giugno 2020

Il dubbio lo pone l’avvocato Giuseppe Cannizzo, che rappresenta il folto gruppo di cittadini che chiede chiarezza sulle antenne del 5G installate a Palermo

A che punto sono le oltre 50 antenne di tecnologia 5G in cerca d’autore installate a Palermo? Come abbiamo scritto, oggi il Consiglio comunale dovrebbe affrontare questa incredibile vicenda, una delle tante ‘perle’ dell’attuale amministrazione comunale ‘di sinistra’.

E’ noto che un folto gruppo di cittadini, rappresentati dall’avvocato Giuseppe Cannizzo, ha presentato una richiesta di accesso agli atti. Il legale ci comunica che dal Comune di Palermo sarebbe arrivata una risposta, a quanto pare non molto esaustiva.

“Con tale nota, a firma del Capo Area/ Dirigente ad Interim dell’Area dello Sviluppo Economico dott. Luigi Galatioto – dice l’avvocato Cannizzo – il Comune di Palermo, ancora una volta, elude la richiesta da parte dei cittadini mettendo in dubbio la stessa legittimità della richiesta, richiamando un principio espresso dal Consiglio di Stato secondo cui ‘non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni’. Tale argomentazione, oltre ad essere fuorviante, è del tutto infondata e pretestuosa in quanto la richiesta di accesso agli atti è precisa e circostanziata e riguarda le installazioni delle antenne del 5G a Palermo come individuate e specificate nell’elenco fornito dall’ARPA e trasmesso all’amministrazione comunale. Invero, il Consiglio di Stato, Sez.IV, con la sentenza n. 4838 del 19 ottobre 2017 (cui probabilmente fa riferimento il Comune), ritiene legittima la richiesta allorquando l’interesse all’ostensione è finalizzato alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti. Infatti vengono definiti interessati all’accesso agli atti non tutti i soggetti indiscriminatamente, ma soltanto i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso. E’ evidente che, nel caso che ci occupa, l’interesse diretto, concreto ed attuale è quello relativo alla tutela della salute, alla tutela del diritto di informazione e ad una trasparenza della pubblica amministrazione che dovrebbe informare e coinvolgere i cittadini soprattutto nella sperimentazione di nuove tecnologie di cui poco si conosce in termini di impatto sulla salute e sull’ambiente. L’interesse pubblico è, altresì, quello di conoscere se la Pubblica amministrazione abbia rispettato la legge nell’iter autorizzativo per l’installazione delle antenne al fine di consentire ai cittadini interessati l’esperimento di ogni eventuale ed opportuna azione giudiziaria a tutela dei propri diritti ed interessi”.

“E’ evidente il tentativo, da parte del Comune di Palermo – sottolinea il legale – di eludere le legittime richieste inoltrate dai cittadini interessati!”. (QUI I NOMI DELLE VIE DI PALERMO DOVE SONO STATE INSTALLATE LE ANTENNE DEL 5G).

 

“Il Capo Area Dott. Galatioto – dice sempre il legale – dichiara che non è stato approvato alcun atto deliberativo (di competenza del Consiglio comunale) che regolamenti la Pianificazione urbanistica e territoriale degli impianti relativi a Stazione Radio Base con tecnologia 5G. Dichiara che non è stato attivato alcun impianto. Precisa che, dal Novembre 2019 ad Aprile 2020 a Palermo, per la sola tecnologia di sistemi 5G, sono state presentate 56 Segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) ‘per modifica -ampliamento di impianti già esistenti’. In realtà – precisa l’avvocato Cannizzo – per una tecnologia nuova quale quella del 5G, e per l’installazione di nuove antenne con tecnologia MIMO (e non modifica di impianti preesistenti), occorreva procedere ad un’approfondita istruttoria che valutasse anche l’impatto urbanistico-edilizio oltre che su beni ambientali e culturali non essendo sufficiente la semplice Scia per collocare una nuova antenna del 5G”.

“Il procedimento autorizzatorio – ricorda l’avvocato Cannizzo – viene indicato nel Decreto Legislativo 259/03 (Codice delle comunicazioni elettroniche) dove l’art. 87 prevede rigorosi controlli ed una pubblicità dell’istanza con possibile conferenza di servizi con i rappresentanti degli enti locali interessati oltre i soggetti preposti ai controlli di cui all’art 14 L. 22 febbraio 2001 n.36. Ai sensi dell’art 8 della L.36/2001 il Comune si sarebbe dovuto attenere ai principi relativi alla tutela della salute pubblica, alla compatibilità ambientale ed alle esigenze di tutela dell’ambiente e del paesaggio”.

“Il Dott. Galatioto – dice sempre il legale – dichiara che, in virtù delle Scia, sarebbero state installate solo 35 antenne del 5G ma che le stesse sarebbero inattive. Ma la Scia non è la ‘Segnalazione certificata di inizio attività’? Ciò farebbe presumere che, in virtù di tale Scia, le antenne potrebbero essere state installate e potrebbero essere attive! Che senso avrebbe comunicare l’inizio di un’attività lasciando le antenne inattive?”.

“Si legge nella precitata nota – prosegue il legale – che il Comune non avrebbe rilasciato alcuna autorizzazione espressa per le installazioni ma, riguardo alle istanze pervenute (non erano solo Scia?), si starebbero acquisendo i pareri dei controinteressati! Dopo che il sindaco di Palermo dichiarava al Giornale di Sicilia in data 14.05.2020 che nessun impianto vi fosse a Palermo e che il Comune si sarebbe attenuto al Principio di precauzione, il Dr. Galatioto ci comunica che a Palermo – oltre a non esserci alcuna regolamentazione della pianificazione urbanistica e territoriale degli impianti relativi a Stazione Radio Base con tecnologia 5G – sono state installate 56 antenne (con 35 pareri previsionali sperimentali positivi e 21 pareri negativi ) senza autorizzazione espressa, senza alcuna istruttoria così come previsto dal Codice delle comunicazioni (D.Lgs n. 259/03) ma sulla base di una semplice Scia! Attendiamo oggi ( 5.06.2020) l’esito della seduta del Consiglio comunale ove si parlerà del 5G!”.

 

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