I Gilet Arancioni ‘sbarcheranno’ anche in Sicilia sulle ceneri di grillini e Lega? Il VIDEO di Lillo Musso

I Gilet Arancioni ‘sbarcheranno’ anche in Sicilia sulle ceneri di grillini e Lega? Il VIDEO di Lillo Musso
3 giugno 2020

Che piaccia o no ai ‘guardiani’ dell’ordine ‘eurocratico’ in Sicilia, i Gilet Arancioni sono destinati ad andare ad occupare il vuoto politico lasciato dai ‘tradimenti politici’ dei grillini e dalle contraddizioni della Lega (che non può attecchire al Sud). L’appassionato discorso di Lillo Musso ieri a Roma, alla manifestazione del Movimento del generale Antonio Pappalardo

Dopo i grillini prima maniera – quelli del “Vaffa”, per intendersi – adesso che il Movimento 5 Stelle è stato trasformato in un’appendice del PD, l’attenzione dei custodi italiani del regime liberista europeo si va concentrando sui Gilet Arancioni del generale in pensione Antonio Pappalardo. In questo momento tutori dell’ordine ‘europeista’ sono alla ricerca dell’aggettivo per indicare con disprezzo il nuovo movimento popolare.

Sì, popolare: perché a Milano e a Roma, in piazze diverse, c’era il popolo: quel popolo tradito da Berlusconi, dal PD, in parte dalla Lega e, soprattutto, dal Movimento 5 Stelle. Come definire il Movimento dei Gilet Arancioni? Populisti? Ormai la parola non funziona più, anche perché il popolo ha ormai capito che “populista” non è una parola offensiva, ma anzi positiva, perché si associa alle istanze popolari.

In attesa che i guardiani di una sempre più fallimentare Unione europea che controlla come il puparo con i pupi l’attuale Governo Conte bis di PD, grillini, renziani e Liberi e Uguali, noi proviamo a capire cosa sta succedendo.

I Gilet Arancioni non nascono da nulla: stanno solo andando ad occupare uno spazio politico e speriamo anche elettorale che è stato lasciato sguarnito in minima parte dalla Lega e, in massima parte, dal Movimento 5 Stelle. 

La svolta della Lega in senso europeista – e quindi liberista e quindi contro il popolo – ha fatto perdere una parte dei consensi a Matteo Salvini e alla sua ‘banda’. Salvini e la sua ‘banda’, tra l’altro, si portano dietro Giancarlo Giorgetti, un finto leghista che, in realtà, è organico all’Europa dell’euro: da qui, da parte del popolo, una diffidenza crescente verso la Lega.

Nel Sud, poi, la gente comincia a capire che la Lega non è una risposta politica intelligente. Perché i leghisti rimangono legati agli interessi del Nord e usano il Sud per interessi politici ed economici estranei allo stesso Sud.

Ma se i leghisti perdono consensi, i grillini, invece, vanno scomparendo. Il problema del Movimento 5 Stelle non è l’accordo di Governo con il PD, ma quello che non hanno fatto, pur essendo al Governo dell’Italia dalla primavera del 2018.

Basti pensare all’abbandono del Sud. Pur avendo preso una barca di voti al Sud, i grillini non si sono occupati del Sud, se non per affossarlo. Basti pensare a quello che hanno combinato nel Dicembre del 2018, quando hanno bloccato un pacchetto di proposte in favore degli agricoltori del Sud e della Sicilia. Le proposte erano state elaborate dal senatore della Basilicata – allora ancora grillino – Saverio De Bonis. Ma il Movimento 5 Stelle ha bloccato tutto e ha espulso De Bonis con scuse varie.

I ‘tradimenti’ politici e programmatici dei grillini sono stati tantissimi, in maggioranza contro il Sud: basti pensare all’acciaieria ex ILVA di Taranto: in campagna elettorale dicevano che, una volta al Governo, l’avrebbero chiusa: sono arrivati al Governo e si sono rimangiati gli impegni che avevano assunto con gli elettori di Taranto.

La stessa cosa hanno fatto con la TAP, il balordo gasdotto che sta sventrando la costa del Salento. In campagna elettorale dicevano:

“Bloccheremo la TAP”.

Appena arrivati al Governo si sono rimangiati l’impegno.

Con che faccia i grillini si presenteranno alle elezioni in Puglia non riusciamo a immaginarlo.

Ma il ‘capolavoro’ dell’ipocrisia grillina è la vicenda autostrade. Il ponte Morandi di Genova è crollato nell’Agosto del 2018, quasi due anni fa. Subito dopo il crollo del ponte di Genova hanno affermato:

“I gestori delle autostrade andranno a casa”.

Quasi due anni dopo i gestori delle autostrade sono sempre al proprio posto. E lì rimarranno.

Gente seria, i grillini. E facciamo anche una previsione: siccome il Recovery fund è una presa per i fondelli, vedrete che, tra qualche settimana, i grillini, insieme con il PD e i renziani, adotteranno il MES.

Insomma, da Nord a Sud – ma soprattutto a Sud, dove la Lega di Salvini non ha ancora sfondato e noi ci auguriamo che non sfondi – si è aperto un grande vuoto politico. Perché il popolo tradito – tradito dal PD, in parte tradito dalla Lega e, soprattutto, tradito dal Movimento 5 Stelle – cerca sempre di trovare politici in grado di rappresentarlo.

Questo vuoto politico potrebbe essere occupato dei Gilet Arancioni.

Si pensava che il Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale di Pino Aprile potesse essere il nuovo soggetto politico del Sud. Ma fino ad ora non è stato così. Anzi, in Calabria, invece di presentare un proprio candidato alle elezioni regionali, si sono chiamati fuori per non ostacolare la candidatura di Pippo Callipo, guarda caso del PD.

E c’è il dubbio che facciano la stessa cosa alle prossime elezioni regionali in Puglia, dove si profila la ricandidatura del presidente uscente, Michele Emiliano, guarda caso anche lui del PD, un personaggio che, a nostro avviso, non ha nulla a che vedere né con gli interessi del Sud, né con gli interessi reali di alcuni settori della stessa Puglia.

Noi leggiamo ogni giorno alcuni quotidiani on line pugliesi. Non ricordiamo di aver letto prese di posizione del presidente Emiliano sul grano duro del Sud, sulla varietà di grano duro Senatore Cappelli scippata al Sud da una società del Nord Italia, non ricordiamo di aver letto dichiarazioni di Emiliano sulla CUN, la Commissione Unica Nazionale che dovrebbe tutelare il prezzo del grano duro che, per fortuna, è schizzato all’insù nonostante gli speculatori che remano contro e nonostante il nullismo della Regione Puglia, della Regione siciliana e in generale, di quasi tutti gli amministratori delle Regioni del Sud.

Di Emiliano, invece, abbiamo letto delle sue posizioni – assolutamente non condivisibili – sull’annosa questione della citata ex ILVA: un’acciaieria che dovrebbe essere chiusa per tutelare la salute dei tarantini. Ma la posizione di Emiliano e del PD (e, come abbiamo accennato, anche dei grillini) è, invece, quella di mantenere aperta un’acciaieria che serve solo al Nord Italia.

L’unica ‘concessione’ che Sua Eccellenza il presidente della Regione Puglia del PD Emiliano ha fatto è la richiesta di un’improbabile e fantomatica “decarbonizzazione” dell’acciaieria di Taranto che, bene che andrà, inizierà a sortire i primi effetti tra una decina di anni…

Considerato che non ci aspettiamo nulla di concreto dai chiacchieroni del Movimento 24 Agosto, ci auguriamo che i Gilet Arancioni presentino un proprio candidato alla presidenza della Regione Puglia: perché sarebbe l’unica, reale alternativa al centrodestra e al centrosinistra che, rispetto ai problemi veri della Puglia, hanno lo stesso programma politico, con piccole variazioni clientelari.

E la Sicilia? Fa storia a sé. Ieri abbiamo visto, per la prima volta, tutti i movimenti sicilianisti riuniti. Ma il ‘merito’, se così si può dire, è del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che è riuscito a ‘tirarseli’ tutti contro.

Non sappiamo se i sicilianisti riusciranno a unificarsi e a presentare un unico candidato alla presidenza della Regione. Su questo argomento torneremo nei prossimi giorni con un articolo a parte. Per ora vogliamo segnalare la presenza a Roma, alla manifestazione dei Gilet Arancioni, del nostro amico Lillo Musso, un battagliero avvocato impegnato da sempre nel sociale all’insegna dai valori cristiani e socialisti.

Anche questo è un argomento che merita un articolo a parte. Quello che possiamo anticipare è che i socialisti siciliani – i veri socialisti, non i ‘cacciatori di poltrone’ finiti nel PD, o gli illusi che vanno ancora dietro agli ‘ascari’ del Partito Socialista Europeo (PSE), formazione politica ormai ridotta a squallida costola dei liberisti europei – dovrebbero valutare attentamente la possibilità di collegarsi alla nascita di un inevitabile movimento ‘populista’ che vedrà la luce anche in Sicilia, dove centrodestra, centrosinistra e grillini rappresentano oggi il ciarpame della vecchia politica.

Sotto questo profilo vi invitiamo ad ascoltare le parole che Lillo Musso ha pronunciato ieri a Roma.

VIDEO SULLA MANIFESTAZIONE DI ROMA DEI GILET ARANCIONI, INTERVENTO DE SICILIANO LILLO MUSSO

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