‘Guerra’ commerciale sempre più dura tra Stati Uniti d’America e Cina. Refluenze sul 5G?

16 maggio 2020

Lo scontro tra USA e Cina si fa sempre più duro. E’ iniziato con l’offensiva americana su Huawei. E’ diventato sempre più duro da quando non soltanto l’America, ma anche altri Paesi del mondo accusano la Cina di essere responsabile della pandemia di Coronavirus. Da ieri lo scontro è ancora più duro, visto che gli USA hanno bloccato l’export di microchip verso la Cina. Ora per l’Italia (leggere 5G) è un bel problema… 

di Economicus

L’emergenza Coronavirus ha appena sfumato la ‘guerra’ commerciale tra Stati Uniti e Cina. Da ieri il presidente USA Donald Trump ha deciso di bloccare una grossa partita di microchip e sub-componenti destinati alla società telefonica cinese Huawei.

Lo scrive scenarieconomici.it.

“Questo avviene – leggiamo su scenarieconomici.it – perché il Dipartimento per il Commercio ha deciso di applicare una nuova regola (in discussione da tempo, ne parlammo alcuni mesi fa) secondo la quale gli USA possono bloccare non solo i componenti prodotti in America, ma anche quelli che sono prodotti all’estero con tecnologia americana. Questo ha bloccato la possibilità del colosso cinese di importare chip fatti, ad esempio, a Taiwan o in Corea, ma con tecnologia americana da controllate americane”.

Lo scontro è sulle tecnologie. E non è uno scontro nuovo che avrà riflessi sul 5G, una tecnologia che la Cina ha provato a esportare in mezzo mondo.

Ora, però, chi vende high tech di produzione americana alla Huawei dovrà chiedere chiedere una licenza speciale al dipartimento per il commercio americano. Non è una cosa di poco conto. Soprattutto per l’Europa. Anche perché gli USA ne fanno una questione di sicurezza nazionale:

“Questo atto mette davanti l’America, le società Americane e la sicurezza nazionale americana al primo punto”, scrive scenarieconomici.it. Che aggiunge:

“La ricaduta è stata molto forte sul mercato europeo ed americano, perché sono ancora molte le aziende americane ed europee che indirettamente o direttamente fornivano il gigante cinese e che , da domani, vengono tagliate fuori (come si può vedere nell’immagine riportata nell’articolo di scenaqrieconomici.it).

E i cinesi come reagiscono? Stanno provando e cercare di sostituire i fornitori più essenziali. Il giornale The Global Times ha avvertito che la Cina potrebbe rispondere mettendo in difficoltà alcune società americane, da Apple a Qualcomm (società che opera nella telefonia mobile), che finirebbero nella lista delle “Entità non affidabili”. Secondo scenarieconomici.it, i cinesi potrebbero bloccare gli acquisti da Boeing.

Il fatto positivo – almeno dal nostro punto di vista – è che la nuova ondata di ‘guerra’ commerciale tra USA e Cina assesta un altro colpo alla globalizzazione dell’economia che, fino ad oggi, ha prodotto enormi danni, soprattutto nell’agroalimentare, selezionando i prodotti peggiori e, di conseguenza, peggiorando la salute umana.

I rapporti tra USA e Cina, da quando il colosso asiatico ha smesso di accumulare dollari con un export senza fine, aumentando i consumi interni si sono via via ‘raffreddati’. Per esplodere da quando gli stessi americani hanno dichiarato ‘guerra’ alla tecnologia cinese, accusata di voler ‘colonizzare’ il cosiddetto Occidente industrializzato. Da qui lo scontro – durissimo – con Huawei.

Lo scontro si è accentuato da quando non soltanto gli USA, ma tanti Paesi del mondo, ritengono la Cina responsabile della pandemia di Coronavirus. Il conflitto è destinato ad aumentare. E a creare sempre più problemi a un’Unione europea sconclusionata e divisa su tutto.

Anche l’Italia non ha molto da guadagnare da questo scontro. E dovrà rivedere molte delle sue posizioni gestite fino ad oggi con grande superficialità dall’attuale Governo italiano.

Foto tratta da Il Manifesto

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