Il Decreto Rilancio da 55 miliardi è una fiction. Di vero c’è la Germania che ci vuole appioppare il MES/ MATTINALE 514

Il Decreto Rilancio da 55 miliardi è una fiction. Di vero c’è la Germania che ci vuole appioppare il MES/ MATTINALE 514
14 maggio 2020

Vedrete: tra qualche giorno il capo del Governo Conte, il Ministro dell’Economia Gualtieri, il PD e i renziani diranno: il Decreto Rilancio c’è, ora lo dobbiamo finanziare con il MES che la Germania vuole imporre all’Italia. E scoppierà un ‘casino’, perché, a Dio piacendo, tanti deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, che ormai non prendono più ordini da Beppe Grillo, diranno no. Prepariamoci a tutti gli scenari possibili

di Economicus

Ricordate il monologo del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di circa un mese fa sulla “potenza di fuoco” di 400 miliardi di euro di prestiti bancari garantiti dal suo Governo? Come tutti sappiamo, si è trattato di un flop, perché le banche, di fatto, hanno bloccato quasi tutto. Ed è anche logico: perché mai si sarebbero dovute sostituire al Governo italiano? Anche l’annuncio del Decreto Rilancio, presentato ieri sera in televisione in pompa magna dallo stesso Conte e dal Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, somiglia tanto alla “potenza di fuoco” finita in un flop…

Non è un nostro giudizio: parlano i fatti. Basta soltanto presentarli nella giusta luce.

Intanto partiamo dalla cifra: 55 miliardi di euro. Una cifra ridicola rispetto ai bisogni dell’Italia e, soprattutto, rispetto a quanto è stato già fatto in altri Paesi.

L’emergenza Coronavirus non ha fermato solo l’economia italiana: ha fermato l’economia del mondo. Anche se la televisione non lo racconta, sappiate che la Germania, sotto il profilo economico, in prospettiva, è messa di gran lunga peggio dell’Italia.

La Germania, da quando esiste l’euro, ha impostato la propria economia con un Prodotto interno lordo (Pil) che, per il 50-60%, è rappresentato dalle esportazioni. La prima ‘botta’ la Germania l’ha presa prima dell’esplosione dell’emergenza sanitaria del Coronavirus, con i dazi doganali americani. E’ su questa ‘botta’ statunitense che si è sommata la crisi economica provocata dal Coronavirus.

Anche ipotizzando che il virus sparirà domani – e non sarà così – la Germania impiegherebbe non meno di un anno per riprendersi.  Contestualmente si dovrebbero riprendere i Paesi che acquistano i suoi prodotti, Europa in testa. Ma la Germania ha impoverito i Paesi dell’Europa mediterranea che acquistavano i suoi prodotti e avrà sempre più grandi difficoltà a vendere i propri prodotti negli Stati Uniti d’America.

Ribadiamo: se il Coronavirus sparirà domani mattina l’economia tedesca avrà comunque due anni di guai. E siccome il Coronavirus durerà non sappiamo ancora per quanto tempo, la Germania non avrà dove andare: o ‘saccheggerà’ altri Paesi europei come ha fatto con la Grecia, o uscirà dall’euro.

Proprio perché la situazione economica nel proprio Paese è tragica, i tedeschi, a fine Marzo, hanno riempito di soldi le proprie imprese. Facciamo un esempio per essere chiari: mentre i titolari delle partite IVA, in Italia, hanno ricevuto 600 euro (ma, a quanto pare, c’è ancora chi non ha ricevuto nemmeno questi fondi), ogni partita IVA tedesca ha già ricevuto, a Marzo, cioè due mesi fa, 15 mila euro circa!

La Germania un mese e mezzo fa annunciava di stare per immettere nel proprio sistema 550 miliardi di euro. Denaro, di fatto, a fondo perduto: anticipato dalle banche pubbliche tedesche e garantito dallo stesso Governo tedesco (grazie ai soldi e ai beni immobili scippati alla Grecia). In realtà, la Germania ha immesso nel proprio sistema quasi il doppio di questa somma!

Ieri sera i citati Conte e Gualtieri si sono presentati con un Decreto Rilancio da 55 miliardi di euro che, per i bisogni dell’Italia e, soprattutto, rispetto a quello che hanno fatto altri Paesi industriali del mondo – Germania in testa – è una cifra ridicola. Ribadiamo: RI-DI-CO-LA!

L’economia italiana, infatti, non vale un ventesimo dell’economia tedesca! Non è così in generale e non è così in questo momento storico. L’Italia può fare affidamento, ancora oggi, su un’industria manifatturiera che è tra le migliori al mondo e che è stata fortemente penalizzata dalla moneta unica europea.

La Germania e l’euro hanno indebolito il sistema manifatturiero italiano, ma non sono riusciti a distruggerlo.

E’ la Germania che, invece, come già ricordato, sarà nei ‘casini’ economici totali, perché fino a quando ci sarà in giro il virus nessuno acquisterà le auto tedesche! 

Tutto a posto per l’Italia, allora? Purtroppo no. Se il Coronavirus scomparirà domani, l’economia italiana, per provare a ripartire, avrebbe bisogno di almeno 400 miliardi di euro. Ma siccome non sarà così, ipotizzando che ci saranno problemi di Coronavirus per almeno un altro anno (e vogliamo essere ottimisti), l’Italia avrà bisogno di almeno 800 miliardi di euro.

Se ne deduce che, con i 55 miliardi di euro annunciati da Conte e Gualtieri l’Italia, sì e no, potrà affrontare le prime emergenze.

La domanda è: ci sono questi 55 miliardi di euro? Noi ce lo auguriamo. Ma ricordiamoci che i tedeschi hanno la propria economia bloccata e che cercheranno in tutti i modi di cominciare a ‘saccheggiare’ l’Italia (ma anche altri Paesi europei mediterranei). Che significa questo?

Semplice: che appena l’Italia aumenterà il proprio debito si scateneranno le cosiddette Agenzie di rating, che non sono altro che società private che l’informazione di parte fa passare come istituzioni importanti dove lavorano grandi analisti finanziari. Tutto falso: sono soltanto società private lautamente stipendiate per parlare bene o male dell’economia di un Paese a seconda della convenienza. 

Tradotto: secondo noi i 55 miliardi di euro annunciati da Conte e da Gualtieri non ci sono. Vale quello che ha scritto ieri sera il direttore di questo blog, che io condivido: il Governo italiano non ha questi 55 miliardi di euro, perché ormai è un Paese alla fame. Conte, Gualtieri, il PD, Renzi e compagnia bella pensano – e secondo me s’illudono – di potere accedere ai fondi del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità, in ossequio ai voleri della Germania.

E’ la Germania che vuole che l’Italia, a tutti i costi, acceda al MES. Per potere, poi, rivalersi sui risparmi degli italiani: i mille e 300 miliardi di euro di conti correnti, i depositi postali, i mille e 400 miliardi di euro di fondi comuni d’investimento sottoscritti dagli italiani e poi, a seguire, la gestione delle spiagge da scippare agli italiani, i terreni agricoli da scippare agli agricoltori italiani e via continuando con gli asset ancora italiani (a cominciare da porti e aeroporti), i beni immobili vari (a cominciare dalle abitazioni egli italiani).

Ovviamente il programma MES prevede anche il taglio delle pensioni degli italiani e una riduzione del 50% dei dipendenti pubblici italiani. Insomma, per l’Italia il programma MES è lo stesso di quello fatto in Grecia.  

Ovviamente, i politici italiani favorevoli al MES dicono che non è così, dicono che il MES è un prestito conveniente, che non è vero che la Germania vuole fare fare all’Italia la fine che ha fatto fare alla Grecia e bla bla bla. Voi credete ai politici italiani che vogliono ‘infilare’ l’Italia nel MES? Io no. E vi invito a non crederci e a non votarli più.

Al MES non credono anche tanti deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, che ormai non obbediscono più a Beppe Grillo. E sono stati proprio questi parlamentari a far slittare il Decreto Aprile a Maggio. E siccome, questi deputati e senatori ribelli del Movimento 5 Stelle non ne vogliono sapere di infognare l’Italia nel MES, Conte e Gualtieri hanno fatto la furbata: hanno detto che i 55 miliardi di euro ci sono e, ieri sera, hanno illustrato il Decreto Rilancio.

Vedrete, tra qualche giorno Conte e Gualtieri diranno: noi il Decreto Rilancio l’abbiamo fatto, ora però servono i soldi del MES per finanziarlo. Così se i parlamentari ribelli del Movimento 5 Stelle diranno no, Conte, Gualtieri, il PD, i renziani potranno sempre dire agli imprenditori e alle partite IVA che la colpa è dei grillini ribelli.

Riusciranno Conte, Gualtieri, il PD e i renziani a ingabbiare, ancora una volta, i parlamentari ribelli del Movimento 5 Stelle? Abbiamo la sensazione di no. Abbiamo la sensazione che Conte e Gualtieri, i 55 miliardi che ieri sera hanno spacciato come cosa fatta dovranno andare a cercarli al di fuori del MES.

E abbiamo anche un’altra sensazione: ovvero che la scissione nel Movimento 5 Stelle si avvicina. In fondo, i parlamentari ribelli di questo Movimento, oltre a salvare l’Italia dal MES – e se sarà così gliene dovremo dare merito – proveranno a salvare anche se stessi: perché continuare a stare dentro un Movimento che Grillo ha ridotto a sgabello del PD significherebbe soltanto candidarsi alla scomparsa.

Foto tratta da interris.it

 

 

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