Nel Nord inquinamento e Coronavirus vanno insieme. Ci vorranno 25 anni per ricostruirlo!

11 aprile 2020

Cosa si dovrà fare per le Regioni del Nord?, si chiede Domenico Iannantuoni, ingegnere pugliese che vive a Milano da decenni. Ricostruirle secondo nuovi criteri ecologici, ridurne il “costruito sul costruito” e riportarle ad una sostenibilità piacevole e duratura. Un percorso che durerà almeno 25 anni, ma sarà meglio per tutti noi! 

di Domenico Iannantuoni

Scrive Lino Patruno, già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno in un articolo dal titolo:

“IL VIRUS NON SFONDA AL SUD, PER ORA UN SUD ALL’ALTEZZA”.

“Il sistema sanitario (del Sud) sta tenendo. Sta tenendo il resto del sistema, benché il Sud partisse in situazione di debolezza essendo sempre stato danneggiato dalla minore spesa sanitaria dello Stato rispetto al resto del Paese”.

E ancora:

“L’umanità e la solidarietà del Sud si sono espresse anche accogliendo malati del Nord, dal Bergamasco guarito al Miulli di Acquaviva, alla signora della Val Seriana guarita a Palermo, ai tanti altri casi dei quali ci hanno parlato le cronache”.

E aggiunge:

“Nel mezzo di questa battaglia, il Sud ha avuto il migliore ospedale d’Europa, il Cotugno di Napoli (Sky News inglese); il barese dottor Gabotto che negli Stati Uniti sperimenta il vaccino su un cerotto; quattro ricercatrici meridionali che allo Spallanzani di Roma e al Sacco di Milano hanno per prime isolato il virus; il napoletano prof. Ascierto che per primo ha sperimentato una cura; Napoli che salverà il mondo, come ha scritto Il Mattino, con un relativamente limitato numero di casi; il barese prof. Ranieri che inventa il ventilatore per due pazienti; il calabrese prof. Camporota fra i medici che in Inghilterra curano il premier Boris Johnson;
il Molise quasi indenne dalla pandemia col trasferimento degli anziani da una Rsa; i due centri Covid creati a Bari (Asclepios) e Acquaviva (Miulli); il più grande centro Covid del Sud creato in Campania; il Covid a Policoro in Basilicata; Cosenza e Catanzaro che sperimentano una cura che spegne l’infiammazione polmonare; migliaia di tamponi a tappeto in Sicilia sui rientrati dal Nord”.

E conclude:

“Il Sud che ce la fa. E se continua, nonostante tutto si potrà risvegliare con tante ferite come tutti (anzi finora per fortuna meno) ma come un Sud migliore di quanto si creda”.

Ed io aggiungo che i venti ci hanno custodito la purezza dell’aria come già pubblicato in modo oracoliano nel nostro articolo (che potete leggere qui). Questo Sud che ce la fa è scuorno immenso per un Nord arraffone e confusionario che non solo non ha potuto gestire le sue Regioni (cioè oltre il 50% del PIL) attraverso una oculata gestione della sua sanità, ma ha peggiorato il suo status con arroganti obbligazioni che hanno costretto il Governo a seguirli.

Ora io vi dico che gli industriali del Nord (per la massima parte “prenditori”) hanno in cinquant’anni distrutto la Lombardia, il Veneto, parte del Piemonte e parte della Toscana (del Nord), l’Emilia Romagna tutta, la Liguria ed il nord delle Marche.

Al Nord si è costruito sul costruito, si sono sprecate risorse immense, praticamente tutto il nostro debito pubblico; in più si è generata una povertà asimmetrica del nostro Sud, costretto ad obbligata emigrazione…

Tutto ciò a scapito di un pazzo e sconclusionato impoverimento delle Regioni del Sud, pur belle ed incantevoli.

Guardate oggi la Lombardia, attraversatela in auto con occhi diversi, con occhi nuovi: vi troverete solo capannoni semivuoti o totalmente dismessi, discariche industriali, polveri sottili e morte. Similmente per le altre aree prima richiamate. Poi fatevi una cartina di ciò che avrete visto e sovrapponetegli quella dove il Covid 19 sta imperversando… oltre 10.000 morti solo in Lombardia, Perché? E Dio solo sa quando finiremo di contarli…

Lo Smog (letteralmente sospensione di polveri sottili in aeriforme) è per l’Organizzazione Mondiale della Sanità elemento container e booster del Cornavirus 19: forse ancora una ipotesi ma ben suffragata da grandi università italiane e straniere.

E allora cosa potremo fare per le Regioni del Nord? Ricostruirle secondo nuovi criteri ecologici, ridurne il “costruito sul costruito” e riportarle ad una sostenibilità piacevole e duratura. Un percorso che durerà almeno 25 anni, ma sarà meglio per tutti noi!

Foto tratta da Il Mattino

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