La Germania non canti vittoria sul MES: si ricordi del confine con la Turchia e dei 4 milioni di migranti

La Germania non canti vittoria sul MES: si ricordi del confine con la Turchia e dei 4 milioni di migranti
10 aprile 2020

Se il Parlamento ungherese ha conferito al capo del Governo, Orban, i pieni poteri, un motivo ci sarà. E non è da escludere che in Ungheria abbiano intuito (o magari saputo in anticipo) nuovi, possibili sviluppi lungo il confine tra Turchia ed Europa dell’Est, dove stazionano oltre 4 milioni di migranti di cui non parla nessuno…

di Economicus

Stamattina il direttore de I Nuovi Vespri mi ha chiesto un commento sull’accordo raggiunto ieri sera dall’Eurogruppo. Leggendo il Mattinale di oggi debbo dire che molte delle cose sono già state scritte. Manca solo lo scenario dei due euro: euro forte per Germania e Paesi del Nord Europa e euro debole per i Paesi dell’Europa mediterranea. Ipotesi scartata qualche anno fa, a quanto pare sta riprendendo piede. Ma non è di questo che voglio parlare in questo articolo. Del MES scriverò tra domani e Domenica. Oggi voglio affrontare un argomento ignorato da tutti: gli oltre 4 milioni di migranti – per lo più siriani – ammassati lungo il confine turco.

La Germania e i suoi alleati hanno imposto il MES: e ha fatto bene, stamattina, I Nuovi Vespri a chiedersi per quale motivo la signora Merkel pensa che gli Stati Uniti non reagiranno. Evidentemente i tedeschi pensano che USA e Turchia – alle prese con l’emergenza Coronairus – non interverranno.

In effetti, la situazione Coronavirus, negli Stati Uniti, è drammatica. Trump ha sottovalutato il problema e adesso ne paga le conseguenze. Se un mese fa avesse adottato la linea della Nuova Zelanda – ieri molto bene illustrata da questo blog – gli USA non si ritroverebbero in grande affanno.

Ma è un errore pensare che la Germania della signora Merkel possa continuare a fare il bello e il cattivo tempo. E’ evidente che i tedeschi stanno sottovalutando quello che sta avvenendo in Turchia. Dove il Coronavirus viene definito dal premier Erdogan “una catastrofe”.

Fino a qualche giorno fa – ma la situazione con il Coronairus cambia di giorno in giorno – i malati in Turchia erano poco meno di 20 mila. Ma la preoccupazione è elevata, perché i contagi hanno coinvolto oltre 600 operatori sanitari. Anche in Turchia, insomma, medici e infermieri non affrontano il virus con le dovute precauzioni.

Il problema non riguarda solo i medici e gli infermieri, ma anche i farmacisti: anzi, si teme che le farmacie, prese d’assalto in questi ultimi giorni, siano diventate una fonte di contagio.

Riassumendo, si ipotizza che in Turchia, nel giro di pochi giorni, si possano materializzarsi circa 300 mila contagiati.

Perché mi soffermo su tale notizia? Perché se il problema Coronavirus investe un Paese come la Turchia, di circa 82 milioni di abitanti, bisogna chiedersi qual è la situazione nei campi dove vivono gli oltre 4 milioni di migranti ammassati sul confine tra Turchia ed Europa dell’Est. 

Possibile che la pandemia di Coronavirus stia dilagando in Turchia, risparmiando gli oltre 4 milioni di migranti? Tra l’altro, i migranti vivono ammassati: cosa, questa, che di solito facilita la diffusione del virus.

Non sappiamo che accordi abbiano raggiunto Erdogan e i tedeschi: ma sappiamo che, in ogni caso, la Turchia non agisce da sola, ma si muove all’ombra degli Stati Uniti. Vero è che, in questo momento, tutto il mondo è alle prese con la pandemia. Ma non è detto che la bomba ad orologeria fino ad oggi bloccata sul confine tra Turchia e l’Europa dell’Est non esploda…

Nei giorni scorsi, in Europa, è stata letta male, cioè nel modo sbagliato, una notizia: l’acquisizione dei pieni poteri di Orban in Ungheria. E’ stato il Parlamento ungherese ad assegnare, d’urgenza, i pieni poteri al capo del Governo. Perché? Per il piacere di avere ‘nominato’ un dittatore?

La nostra sensazione è che, in Ungheria, hanno già messo nel conto quello che potrebbe succedere lungo il confine turco…

 

 

 

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