Alla buon’ora il Comune di Palermo sospende la ZTL. I Comuni siciliani sospendano imposte e tasse comunali

Alla buon’ora il Comune di Palermo sospende la ZTL. I Comuni siciliani sospendano imposte e tasse comunali
12 marzo 2020

I provvedimenti vanno adottati subito in favore delle imprese penalizzate dal Coronavirus. Da estendere anche alle famiglie se i chiacchieroni del Governo Conte bis – cosa molto probabile – non faranno nulla. Perché è necessario fare chiarezza subito, soprattutto sul sostegno alle imprese  

Alla buon’ora il Comune di Palermo ha sospeso la Zona  Traffico Limitato (ZTL) fino al 3 Aprile. Sarebbe stato auspicabile sospenderla fino a quando ci saranno problemi con il Coronavirus. Ma non si può avere tutto da un’amministrazione comunale che, per bocca di un suo assessore – Giusto Catania – appena qualche giorno fa diceva che a bloccare la ZTL avrebbe dovuto essere il Governo nazionale!

Con molta probabilità, dopo le precisazioni dell’avvocato Nadia Spallitta, al Comune si sono ricordati che bastava un’ordinanza!

Detto questo, ora bisogna cominciare a sollecitare il Comune di Palermo e tutti gli altri Comuni della Sicilia ad adottare provvedimenti in favore delle famiglie e delle imprese.

Non sappiamo che cosa si potrà fare per le famiglie, anche perché, fino ad ora, il Governo nazionale Conte bis, anche su questo fronte, ha prodotto solo montagne di chiacchiere e di annunci.

Ma sappiamo che, a nostro modesto avviso, vanno aiutate le imprese delle città grandi e piccole della Sicilia, bloccando la riscossione delle imposte e delle tasse comunali fino al 30 Giugno, scadenza da prorogare al 31 Dicembre se – cosa che non ci auguriamo – non si dovesse venire fuori dalla pandemia di Coronavirus.

Su questo punto bisogna fare chiarezza subito.

Bloccare le imposte e le tasse comunali fino al 30 Giugno o, in caso di problemi, fino al 31 Dicembre non significa che, a partire dall’1 Luglio o dall’1 Gennaio del prossimo anno, i Comuni chiederanno gli arretrati. Le imprese – commerciali ma anche altre imprese – subiranno danni enormi e non possono certo pagare tasse e imposte comunali per il periodo di tempo in cui hanno accumulato perdite.

Ai sindaci del Comuni della Sicilia diciamo: meno debiti fuori bilancio, meno assunzioni senza controllo nelle ‘spa comunali’ che sono società private per assumere personale senza concorsi, ma diventano società pubbliche quando c’è da pagare gli stipendi. E meno feste & festini.

I soldi per assicurare i servizi ai cittadini, egregi sindaci, andateli a chiedere al Governo nazionale, Governo che continua a scippare alla Sicilia una barca di soldi calpestando lo Statuto. E chiedeteli, in particolare, al Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il ‘bravo europeista’ che ancora non è andato in televisione a spiegare a 60 milioni di italiani che la ‘sua’ Europa del Fiscal Compact, fino a questo momento, all’Italia, in questa tremenda crisi sanitaria ed economica, non ha dato una mazza! (la parola dovrebbe essere un’altra, al maschile: ma ci siamo capiti).

 

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