Palermo: l’acqua si può bere? Per il Comune sì, per l’ASP è meglio aspettare due giorni/ MATTINALE 452

Palermo: l’acqua si può bere? Per il Comune sì, per l’ASP è meglio aspettare due giorni/ MATTINALE 452
7 marzo 2020

In piena emergenza Coronavirus, mentre ci invitano a lavare spesso le mani, i palermitani, dopo un pomeriggio di allarme (ieri) scoprono che le autorità pubbliche, sull’acqua, sono arrivate a conclusioni diverse: per il Comune e per l’AMAP l’acqua si può bere, per l’ASP di Palermo sarebbe bene aspettare altre 48 ore. 

AGGIORNAMENTO: per l’ASP di Palermo l’acqua va bene

Cose da non crederci. Sì, quello che sta succedendo a Palermo, in materia di gestione del’acqua, è incredibile. Riassumiamo.

Tutto comincia con un comunicato dell’AMAP, l’Azienda controllata dal Comune che si occupa della gestione dell’acqua. Ebbene, nel comunicato dell’AMAP si raccomanda ai cittadini di un grano numero di quartieri di non utilizzare l’acqua dei rubinetti: non solo l’acqua non va bevuta, ma non va usata nemmeno per lavarsi i denti.

In meno di mezzo’ora – la rete è anche questo – in città si diffonde il panico. C’è chi pensa che, poche ore prima, ha mangiato una ministra preparata con l’acqua di rubinetto, c’è chi l’ha bevuta.

Non solo. La televisione un giorno sì e l’altro pure, a causa dell’emergenza Coronavirus, ci invita a lavarci le mani spesso. E, giustamente, tanti cittadini palermitani si chiedono e chiedono:

“Ci siamo lavati le mani con l’acqua inquinata?”.

Insomma, rabbia a più non posso. E contestuale assalto ai supermercati per l’acquisto di confezioni di acqua.

Perché l’acqua non sarebbe “conforme ai parametri”? Alla base – a quanto pare – c’è un carteggio tra l’AMAP e l’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo (ASP). Gli uffici di quest’ultima avrebbero effettuato le analisi lo scorso 25 Febbraio, riscontrando dei problemi.

Ma se i problemi sono stati riscontrati il 25 Febbraio come mai la comunicazione è arrivata il 6 Marzo?

Mentre in città è ormai panico interviene il sindaco Leoluca Orlando. Dicendo che i dati dell’AMAP dell’Amap confermano la potabilità dell’acqua: acqua che può essere utilizzata. Ma se l’acqua è potabile perché, allora, i vertici dell’AMAP hanno avvertito i cittadini dicendo l’esatto contrario?

La spiegazione un po’ surreale è che “la firma dell’ordinanza è un atto dovuto di fronte ad una nota formale inviata dall’ASP all’Amministrazione comunale, ma tutti i dati relativi alla qualità dell’acqua distribuita in città ne confermano la potabilità e la qualità per uso umano”.

I dubbi, però, sono tanti. Se è tutto a posto perché procurare allarme tra la popolazione? Ecco la spiegazione del Comune:

“Non avendo potuto provvedere ad ulteriori esami autonomi successivi al 25 febbraio, l’ASP, ha richiesto in data odierna l’emissione di una Ordinanza sindacale che il Sindaco, quale autorità sanitaria cittadina non può non firmare”.

Ci si aspetterebbe, a questo punto, una nota dei vertici dell’ASP di Palermo: alla fine sono questi ultimi che dovrebbero spiegare ai cittadini palermitani che cosa è successo. Non è forse partito tutto dall’ASP?

Intanto, dopo un po’ arriva una seconda nota dell’AMAP: tranquilli, palermitani, tutto a posto. E la paura? E la corsa ai supermercati ad acquistare l’acqua? Vabbé un po’ di pazienza!

Via, ragazzi: hanno sbagliato negli uffici dell’ASP di Palermo. E’ così?

Ieri sera, dopo le 20,00, intervengono gli uffici dell’ASP di Palermo:

“Il personale del SIAN ha effettuato in data 25 Febbraio campionamenti dell’acqua presso i serbatoi di Petrazzi alto e Petrazzi basso. I campioni sono stati analizzati dal laboratorio di Sanità pubblica dell’ASP (laboratorio accreditato “ACCREDIA”) ed hanno dato esito di non conformità. In data 28 Febbraio tale esito è stato comunicato all’AMAP ed al Servizio Igiene e Sanità del Comune. A seguito degli interventi realizzati dall’ente gestore, nella giornata del 5 marzo sono stati effettuati nuovi campionamenti di controllo”.

Allarme rientrato, allora, come ha reso noto il Comune di Palermo? Non esattamente. Su Blog Sicilia leggiamo un particolare: si tratta di una precisazione dell’ASP:

“Sono in corso le procedure di analisi che richiedono tempi tecnici di circa 72 ore per conoscere gli esiti definitivi. In questo momento un gruppo di professionisti è al lavoro presso le sedi dell’ASP per accertare gli esiti preliminari che, se conformi, consentiranno l’utilizzo dell’acqua per uso potabile da subito”.

La possiamo bere o no l’acqua? Ci possiamo lavare i denti o no? Da quello che dice l’ASP sarebbe bene aspettare altre 48 ore: alla fine la corsa ai supermercati non è stata inutile. 

Però è molto singolare che – su una questione che riguarda la salute e la tranquillità dei cittadini – le autorità pubbliche siano arrivate a conclusioni diverse!

Noi, per sì e per no, per altri due giorni – visto che viviamo in uno dei quartieri colpiti dal primo avviso dell’AMAP – acqua di rubinetto non ne tocchiamo. Siamo certi che, tra due giorni, l’ASP comunicherà come stanno le cose.

Tutto questo, lo ricordiamo ancora una volta, avviene in piena emergenza Coronavirus.

Ah, dimenticavamo: intanto la bolletta dell’acqua maggiorata con richiesta di arretrati (aumenti ‘retroattivi’…) targata AMAP, per la parte che riguarda questi giorni convulsi, si deve pagare?

Ieri è intervenuto anche Marco Stassi, presidente di Adiconsum Palermo e Trapani. Che a Live Sicilia ha dichiarato:

“Ritengo gravissimo e inaccettabile questo ritardo nel comunicare alla cittadinanza che l’acqua in alcune zone di Palermo non è potabile, né idonea per usi umani. Dalla nota dell’AMAP si evince che le analisi che attestavano la non potabilità dell’acqua risalgono al 25 febbraio. L’ordinanza del Comune di Palermo e la comunicazione alla cittadinanza sono di oggi, 9 giorni dopo. E’ dunque evidente che per oltre una settimana si è messa a rischio la salute dei cittadini. Ci chiediamo se il sindaco Leoluca Orlando fosse al corrente della situazione e qualora ne fosse stato messo a conoscenza perché non sia intervenuto prima comunicando alle popolazione il divieto. In una situazione di evidente tensione e allarme sociale generati dall’emergenza Coronavirus questa superficialità dell’amministrazione comunale lascia basiti”.

Ah, dimenticavamo: intanto la bolletta dell’acqua maggiorata con richiesta di arretrati (aumenti ‘retroattivi’…) da parte dell’AMAP, per questi giorni ‘confusi’ si deve pagare?

AGGIORNAMENTO: Per l’ASP di Palermo l’acqua non presenta problemi:

Acqua a Palermo: per l’ASP è tutto a posto. E i serbatoi idrici dei condomini?

Per la cronaca, l’AMAP non è responsabile dell’acqua accumulata nei serbatoi dei condomini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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