Ma se i Comuni della Sicilia sono senza soldi come mai tutti questi ‘Carnevali’?

Ma se i Comuni della Sicilia sono senza soldi come mai tutti questi ‘Carnevali’?
12 febbraio 2020

Il nostro non vuole essere un rimprovero. Anzi, siamo felici che tanti Comuni della Sicilia, anche in tempi di ristrettezze, trovino le risorse finanziarie per festeggiare il Carnevale. Ma non è singolare che, per l’erogazione di alcuni servizi ai cittadini, si registrano invece grandi difficoltà?

A quanto abbiamo letto, a Sciacca i non residenti e anche i residenti pagheranno il ticket per assistere al Carnevale. Ad Acireale, invece, gli abitanti della cittadina non pagheranno il ticket: lo pagheranno, invece, i visitatori che arrivano da altri centri della Sicilia e i turisti.

Bene o male – e a nostro avviso, a Sciacca, più male che bene – in queste due città della nostra Isola dove il Carnevale vanta antiche tradizioni, gli amministratori comunali hanno trovato il modo per finanziare questa festa.

Ci chiediamo invece cosa è successo negli altri Comuni della Sicilia dove il Carnevale è sentito e dove non mancano manifestazioni e festeggiamenti. Nella nostra Isola, infatti, il Carnevale non è una prerogativa di Acireale e Sciacca.

C’è il Carnevale di Acquedolci (provincia di Messina);

il Carnevale di Antillo (sempre provincia di Messina);

il Carnevale di Brolo (ancora provincia di Messina);

il Carnevale di Francavilla di Sicilia (sempre provincia di Messina);

il Carnevale di Giardini Naxos (sempre provincia di Messina);

il Carnevale di Gioiosa Marea (sempre provincia di Messina);

il Carnevale di Piraino (sempre provincia di Messina);

il Carnevale di San Filippo de Mela (provincia di Messina);

il Carnevale santa Lucia del Mela (provincia di Messina):

il Carnevale Saponara (provincia di Messina);

il Carnevale di Taormina (provincia di Messina);

il Carnevale di Rodì Milici (sempre provincia di Messina);

il Carnevale di Avola (provincia di Siracusa);

il Carnevale di Palazzolo Acreide (provincia di Siracusa);

il Carnevale di Canicattini Bagni (provincia di Siracusa);

il Carnevale di Corleone (provincia di Palermo);

il Carnevale di Cinisi (provincia di Palermo);

il Carnevale di Termini Imerese (provincia di Palermo);

il Carnevale di Castellana Sicula (provincia di Palermo);

il Carnevale di Misterbianco (provincia di Catania);

il Carnevale di Petrosino (provincia di Trapani);

il Carnevale di Valderice (provincia di Trapani);

il Carnevale Ragalbuto (provincia di Enna);

il Carnevale di Scicli (provincia di Ragusa);

il Carnevale di Gela (provincia di Caltanissetta);

il Carnevale dell’isola di Pantelleria (che fa storia a sé).

A questi se ne aggiungono altri che, magari, noi non abbiamo citato, ma che sono belli e partecipati.

I Carnevali della Sicilia più conosciuti sono quelli di Acireale e Sciacca: ma vi possiamo assicurare che tutti i Carnevali della Sicilia sono belli e ogni Carnevale presenta peculiarità storiche e culturali.

Ma il tema che vogliamo trattare oggi non è questo.

A noi risulta che quasi tutti i Comuni siciliani sono in difficoltà finanziarie. E tanti Comuni della nostra Isola, oggi, non sono in grado di erogare bene i servizi ai cittadini.

Noi siamo felici che i Comuni siciliani dove il Carnevale è una tradizione trovino le risorse finanziarie per mantenere la stessa tradizione.

Però non possiamo non segnalare questa stranezza: grandi difficoltà per andare avanti erogando servizi ai cittadini; poi, però, le risorse per il Carnevale si trovano sempre.

Magari anche il Carnevale è un servizio per i cittadini…

 

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