Ars: ennesima legge sulla tutela dell’ambiente (e magari per fare ‘cassa’…)

Ars: ennesima legge sulla tutela dell’ambiente (e magari per fare ‘cassa’…)
12 febbraio 2020

Scusate il nostro tono: ma visto che seguiamo l’attività legislativa del Parlamento dell’Isola da oltre un trentennio non possiamo non informare i nostri lettori che in Sicilia le leggi a tutela del territorio e della salute pubblica non mancano. E’ la politica siciliana che, tranne casi rarissimi, non le ha quasi mai applicate. L’unica istituzione che ha difeso l’ambiente in Sicilia è la magistratura    

Tutti a gioie, ieri, per l’approvazione, da parte del Parlamento siciliano, di una legge che prevede sanzioni per chi inquina la nostra Isola. Da qui una domanda: ma c’è veramente qualcuno disposto a credere che la Regione siciliana, fino ad oggi, non è intervenuta per bloccare e sanzionare chi inquina perché mancavano le leggi? Dicono vero o scherzano?

Per carità: non possiamo che essere favorevoli alla legge approvata ieri da Sala d’Ercole. Ma in Sicilia l’inquinamento pesante è cominciato a Gela nei primi anni ’60 del secolo passato per poi proseguire dagli anni ’70 ai nostri giorni. A partire dagli anni ’80 non sono mancate le leggi nazionali e regionali.

Tranne casi rarissimi, la politica siciliana non è mai intervenuta. L’unica istituzione – leggi alla mano, perché le leggi ci sono! – che è intervenuta è stata la magistratura.

Ad Augusta – per citare un solo esempio – se non fosse intervenuta la magistratura si continuerebbe a scaricare in mare sostanze inquinanti, a cominciare dal mercurio!

La nostra premessa non è oziosa. Anche perché, in ballo, ci sono gli interessi di grandi gruppi economici che, in Sicilia (ma da qualche tempo anche in Basilicata a proposito degli idrocarburi), hanno sempre fatto il bello e il cattivo tempo.

Leggiamo qua e là che, adesso, con l’approvazione di questa legge, la Regione siciliana potrà intervenire nei luoghi della nostra Isola dove, da decenni, si inquina a più non posso, martoriando l’ambiente, facendo ammalare e ammazzando tanti cittadini siciliani.

Il riferimento è alla chimica ‘pesante’ di Priolo, Melilli, Augusta. O alla raffineria di Milazzo. O, ancora, alla Valle del Mela, nel Messinese, dove all’aria inquinata si va a sommare l’inquinamento elettromagnetico.

Attenzione: ben venga una legge regionale siciliana che fissa alcuni paletti. Ma siccome ci occupiamo da anni di questi problemi, ci chiediamo e chiediamo: cos’ha impedito, fino ad oggi, alla Regione siciliana di intervenire?

Dai primi anni ’80 del secolo passato esiste l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente: e chi ha rilasciato le autorizzazioni alle imprese che oggi inquinano la nostra Isola, se non gli uffici della stessa Regione?

Anche le discariche – private e in qualche caso pubbliche – e gli ampliamenti delle stesse discariche non portano la firma dell’amministrazione regionale? Ma di cosa stiamo parlando?

Nel ‘triangolo’ compreso tra Priolo, Melilli e Augusta, ormai da qualche anno, un sacerdote, don Palmiro Prisutto, denuncia gli ammalati e i morti per inquinamento.

Nella Valle del Mela l’inquinamento elettromagnetico è alle stelle. E, per poco, non realizzavano lì un inceneritore di rifiuti!

Dopo di che – lo ribadiamo – ben venga l’ennesima legge per tutelare l’ambiente in Sicilia. Anche se, entrando nel merito di questo provvedimento, non possiamo nascondere qualche dubbio per via di alcune forzature che potrebbero creare problemi. Ricordiamo, infatti, che l’Assemblea regionale siciliana è molto meno libera di legiferare da quando l’Ufficio del Commissario dello Stato per la Regione siciliana non funge più da ‘filtro’ tra il Parlamento della nostra Isola e il Governo nazionale.

E’ inutile nascondersi dietro il dito: quando era operativo l’Ufficio del commissario dello Stato non c’erano interventi ‘politici’ sull’attività legislativa di Sala d’Ercole. Oggi che questo ‘filtro’ non c’è più decide il Governo nazionale se impugnare o meno una legge approvata dal Parlamento siciliano: e non sempre, dopo lo stop alle leggi siciliane da parte di Roma, i Governi della nostra Isola presentano ricorso presso la Corte Costituzionale.

 

L’ammettiamo: non ci appassiona la legge approvata ieri dall’Ars. Sembra un po’ il tentativo, da parte dei parlamentari, di fare qualcosa, visto che soldi non ce ne sono e non si possono approvare leggi di spesa.

O, magari, anche il tentativo di provare a fare ‘cassa’ appioppando multe a chi inquina. 

Ma non ci vengano a dire l’attuale politica siciliana ha a cuore l’ambiente e la salute dei cittadini, perché non ci crediamo proprio!

 

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